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Chi ha ucciso la cartolina di Natale?

Chi ha ucciso la cartolina di Natale

Uno strumento amatissimo per contattare familiari ed amici sta agonizzando per colpa della rete

Nata un po’ per caso un po’ per necessità, la cartolina di auguri, è diventata un business imponente per poi afflosciarsi progressivamente. Dagli anni ’90 del secolo scorso, il suo business è andato a languire, scalzato dalla comodità della rete. Un contributo importante lo ha dato anche la certezza che i messaggi arrivassero in tempi utili. I servizi postali sono stati alleggeriti di questa incombenza, che creava ingorghi nel periodo delle Festività Natalizie. Chi ha ucciso la cartolina di Natale?

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Il merito delle British Mail

L’usanza di scambiarsi lettere e biglietti di auguri proviene dall’Inghilterra. Una tradizione molto forte anche in tempi lontani. Ma lo sviluppo della cartolina d’auguri è dovuto soprattutto al servizio postale britannico. La sua precisione e puntualità ha consentito a molti di scambiarsi messaggi in tempi rapidi e certi. Mr. Henry Cole fondatore del Victoria and Albert Museum di Londra, era un entusiasta sostenitore del nuovo sistema postale. Aveva molti amici e conoscenti, probabilmente troppi, da ringraziare e ricordare. In Inghilterra non rispondere ad un messaggio o ad una lettera è ritenuta una grave scortesia. Mr. Cole era sepolto da corrispondenza inevasa e cercò una soluzione a questo problema-

Un amico artista

Chiese ad un amico artista di realizzare un bozzetto che potesse rappresentare l’atmosfera della festa. Il disegno oltre a brindare, strizzava l’occhio anche alla carità con cui aiutare i più poveri. Ne fece realizzare mille copie da una tipografia, e fece mantenere uno spazio per personalizzare il messaggio. Era nata la prima cartolina di Natale e con lei anche la prima polemica. Nell’immagine erano presenti bambini che alzavano i calici per il brindisi augurale, Ma nella cultura vittoriana di allora, il solo pensiero che i bambini potessero sfiorare il vino, fece scattare la protesta.

Nonostante i bigotti

Nonostante le bordate dei puristi temperanti, la cartolina fu un successo tra gli amici di Mr. Cole. Anzi è stato immediatamente imitato, anche se il fenomeno per diventare davvero popolare ha impiegato alcuni anni. Il costo della cartolina in forma artistica, non era ancora competitivo per le classi più povere. La cartolina natalizia ebbe un enorme lancio grazie all’industria editoriale americana. Verso il 1915 la società che poi divenne Hallmark, lanciò molti nuovi soggetti ed utilizzò un nuovo formato. Fece biglietti pieghevoli che potevano essere personalizzati con un messaggio, più lunghi di una cartolina e più brevi di una lettera. Li commercializzò con la relativa busta.

Chi ha ucciso la cartolina di Natale

Artisti di grido

Per assicurarsi una clientela cospicua, i concorrenti di Hallmark, si dotarono dell’aiuto di artisti celebri. L’escalation a garantirsi firme celebri portò ad una vera e propria industria, prosegui ed ebbe il suo boom negli anni 50-60. Da messaggi teneri, paesaggi invernali o ammiccamenti alla felicità familiare, si passò a messaggi più ironici. Tra gli artisti coinvolti vanno sicuramente citati Norman Rockwell, Salvador Dalì, Grandma Moses. Le cartoline divennero ben presto materiale da collezione, tanto più celebri se rare o firmate da grandi artisti.

Anche i filatelici

Alla collezione di cartoline si aggiunsero poi i francobolli a tema, o gli annulli natalizi. Un successo enorme tanto che nel 1962 negli USA furono costretti a ristampare in tutta furia una nuova serie di francobolli dedicata al Natale. La prima stampa prevista era di 350 milioni di esemplari, ma non copriva la domanda. Tutti volevano quel francobollo per impreziosire i loro biglietti. La seconda stesura creò un precedente, a causa di un formato ridotto, diventato un “must” dei collezionisti. Infine furono stampati un miliardo di bolli di natale del ’62, quell’anno.

Piccoli editori

I biglietti di auguri sono ormai una rarità, e sono appannaggio di piccoli editori di nicchia. Molti biglietti non vengono nemmeno spediti ma consegnati a mano, come accompagnamento ai doni. Sono una personalizzazione del regalo ed hanno vesti, colori, messaggi molto diversi dal tradizionale “a te e famiglia”. Resta un business marginale, ma i collezionisti continuano a girare per mercatini, alla ricerca del loro pezzo mancante. Fa parte del desiderio di conservare qualcosa di bello, del passato, magari legato alla propria infanzia. In fondo un augurio non fa mai male, e una cartolina in più, non guasta. Chi ha ucciso la cartolina di Natale?

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Credits: Pixabay

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Chi ha ucciso la cartolina di Natale uno strumento amatissimo che però sta perdendo interesse per la concorrenza di internet
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