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Un aereo a idrogeno che può volare per 800 chilometri.

È un assaggio del futuro, viaggi a emissioni zero che escludono i combustibili fossili.

Qualche mese fa, un piccolo aereo a sei posti, ha svolto il suo compito di volare sui cieli californiani. Nulla di speciale, a prima vista, ma qualcosa era decisamente diverso. L’aereo aveva un’alimentazione completamente inusuale. Invece dei propulsori jet che funzionano a combustibili fossili, a spingerlo era una tecnologia completamente differente. L’alimentazione era fornita dall’idrogeno. Non era solo un aereo usato solo per i test, era un vero aereo. Il più grande, alimentato in quel modo, che avesse mai volato trasportando passeggeri. Un aereo a idrogeno che può volare per 800 chilometri.

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Dove vanno a nascondersi le giovani tartarughe marine?

Hanno un periodo sabbatico in cui passare la loro infanzia nel mare dei Sargassi.

Quel benedetto triangolo dove pare che tutto scompaia e venga inglobato dalle enormi alghe che gli danno il nome, è in realtà una nursery. È l’asilo dove vanno a nascondersi le tartarughe marine per crescere abbastanza e poter tornare a riva. È una zona dove già le anguille vanno a trascorrere le loro “vacanze” giovanili. Gli scienziati si sono chiesti per anni dove le tartarughine andassero a spendere i loro “anni perduti“. Il mistero è stato risolto grazie a dei segnalatori che sono stati incollati ai loro gusci dopo la schiusa. Dove vanno a nascondersi le giovani tartarughe marine?

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La speranza di ricreare i paradisi tropicali

Dopo gli immensi disastri brasiliani e sud-orientali con le foreste una lezione sostenibile che va controcorrente

A Panama tentano un esperimento che vuole dimostrare che le foreste non sono un peso, ma anzi con loro si può convivere e fare business. Bolsonaro con la sua politica distruttiva, tratta le foreste amazzoniche come un peso di cui liberarsi. Altre nazioni sono convinte che ci sono modi diversi di approcciare il problema. Ammesso che sia un problema. Il progetto Agua Salud va proprio in quella direzione. La speranza di ricreare i paradisi tropicali

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Un nuovo asfalto plastico testato a Los Angeles

La plastica straborda ovunque e l’amministrazione della città degli angeli sta provando ad utilizzarla nel fondo stradale

Le strade californiane non sono esattamente un sogno, sono enormi blocchi di asfalto color cemento assemblati in loco. Ora a Los Angeles tentano una nuova via per averne uno migliore. Aggiungere allo strato superficiale un mix di plastica riciclata di bottiglie. Il mix di plastica ridotta e macinata viene inglobata nel cemento creando un “asfalto plastico“, in grado di riciclare rifiuti, di buona resistenza. Il processo avviene completamente sul luogo, senza aver bisogno di altre strutture industriali che frantumano il materiale plastico e l’asfalto vecchio. Un nuovo asfalto plastico testato a Los Angeles

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Una spiaggia bellissima e velenosa

È bianchissima la sabbia a Rosignano Solvay, bianca come gli scarti di bicarbonato di sodio che la compongono

Sono celebri proprio per la loro nivea bellezza le spiagge vicine allo stabilimento della Solvay. Location livornese, che però è servita per girare qualche spot pubblicitario come fosse ai Caraibi. Peccato che la balneazione in tutta l’area sia sconsigliata o vietata. Ora il colosso multinazionale della chimica si trova a dover fronteggiare un nemico interno. Un fondo internazionale, la Bluebell Capital Partners ha acquistato un’azione ed ora può avere voce in capitolo. Una spiaggia bellissima e velenosa

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Uccelli marini e plastica ingerita

Gli uccelli marini, le tartarughe, le balene, i delfini ingeriscono molta plastica e ne pagano le conseguenze

L’ingestione anche di pochi pezzi di plastica può avere conseguenze a lungo termine per la salute, specialmente per i nidiacei degli uccelli marini. Uno studio recente, svolto in Australia ha dimostrato l’impatto dell’inquinamento da plastica sugli animali. Un gruppo di berte dai piedi rosa, le Ardenna carneipes hanno mostrato una riduzione drastica della popolazione. La causa è stata individuata nella plastica che ingeriscono. Le berte la scambiano come cibo, la “catturano” e la trasportano sulle scogliere dove nidificano. Qui la rigurgitano per nutrire i propri piccoli. Mentre gli adulti possono espellere o rigettare molti dei pezzetti di plastica i nidacei non hanno la capacità di farlo. Uccelli marini e plastica ingerita

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L’Artico muta lo rivelano i denti di narvalo

C’è un notevole aumento di mercurio nei denti a spirale dei narvali causato dal cambiamento climatico che riscalda la regione polare

I narvali maschi hanno la straordinaria facoltà di far crescono un dente a forma di spirale. È la caratteristica che li rende immediatamente riconoscibili ed è un oggetto da collezione per molti naturalisti. Raggiunge anche i 3 metri di lunghezza. Ma oltre ad essere coreografici sono un perfetto termometro delle loro condizioni di salute e tracciano le loro vicende alimentari. Nel dente vengono stipate molte informazioni che i biologi marini hanno iniziato a studiare con attenzione. L’Artico muta lo rivelano i denti di narvalo

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Un ospizio per vecchie vacche

Un agricoltore preso dal rimorso ha deciso di salvare le sue mucche dal macello

Una famiglia tedesca allevava vacche da latte da almeno 3 generazioni. Tutto filava apparentemente liscio finché un giorno al proprietario venne il dubbio di non stare facendo la cosa giusta. Era stanco di allevare mucche e decise che la soluzione era vendere tutto. Cominciò a smantellare la fattoria, ma si fermò quando venne il momento di mandare le ultime vacche al macello. Non se la sentiva di mandarle a morire, e decise di tenerle fino ai loro ultimi giorni. La fattoria diventò così un ospizio per anziane vacche. Una scelta controcorrente. Un ospizio per vecchie vacche

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Cher e l’elefante più solitario del mondo

credits:SmithsonianChannel

Un documentario racconta i di cinque anni serviti per salvare un elefante chiamato Kaavan da abusi e cattiva detenzione.

Non è una notizia freschissima. Kaavan è già una piccola star della rete. La sua storia è stata narrata perché ha toccato i cuori di molte persone. Anche la popstar Cher ne ha subito il fascino ed ha deciso di dare una mane per farlo liberare. L’elefante solitario è più triste del mondo, ora è in salvo in una riserva cambogiana. Ora però si aggiunge un video, che è disponibile da ieri su alcune piattaforme a raccontare tutti i problemi che ha incontrato questa operazione umanitaria. Cher e l’elefante più solitario del mondo.

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Il risveglio dopo 6.000 anni di un vulcano islandese

L’Islanda è la nazione con la maggiore attività vulcanica mondiale ed ora ha un altro fenomeno da aggiungere alla sua lunga lista

Il Monte Fagradlsfjall se ne stava tranquillo da 6.000 anni, quando ha deciso di stiracchiare un po’ le sue rocce, ed eruttare lava come nei suoi giorni migliori. L’attività vulcanica non è arrivata inattesa, i fenomeni sismici erano diventati intensi già da alcune settimane. Segno che la lava stava scorrendo libera e cercava un punto idoneo per fuoriuscire. Erano 800 anni che quella parte dell’isola, relativamente vicina a Reykjavik non veniva coinvolta in attività vulcaniche. Il risveglio dopo 6.000 anni di un vulcano islandese