Eventi, Viaggi

Trovato fossile di uccello gigante europeo

Alto almeno tre volte quanto uno struzzo. I resti dell’uccello gigante trovato in Crimea sono di un esemplare per ora unico

Gli uccelli giganti probabilmente esistevano in quello che ora viene definito, territorio europeo, già 2 milioni di anni fa. Erano coevi con gli umani che lasciarono l’Africa proprio in quel periodo, e forse proprio con la loro caccia li spinsero verso nord. È il primo resto di questo tipo rintracciato nei nostri territori. Sinora erano noti altri uccelli giganti, come l’uccello elefante del Madagascar che aveva una struttura imponente, si suppone che fosse alto oltre tre metri e pesasse attorno ai 500 chili. Questo è l’uccello gigante che è arrivato più vicino a noi, la sua estinzione è datata, infatti, solo poche migliaia d’anni fa. Trovato fossile di uccello gigante europeo

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La foresta pluviale di Daintree ritorna ai proprietari

Qualcuno sa scusarsi e restituire il maltolto. In Australia il governo federale ha restituito 160.000 ettari di foresta pluviale ai legittimi proprietari

L’Australia e gli aborigeni che vi vivevano hanno passato momenti molto bui nei due secoli scorsi. La dominazione britannica ha sconvolto la vita di molti dei nativi che si sono trovati defraudati dei loro territori e della loro libertà. Il concetto di possesso non era sviluppato dalle tribù indigene locali ed i bianchi hanno pensato bene di arraffare tutto. I territori strappati sono stati sfruttati e depredati e le popolazioni locali confinate in territori inospitali. Molti sono stati tratti in schiavitù e forzati a cambiare le loro abitudini, a partire dal credo religioso passando per i vestiti. La foresta pluviale di Daintree ritorna ai proprietari

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Cinque zebre in fuga si stanno divertendo

Succede negli USA, nel Maryland e dopo un mese fanno ancora notizia

È successo anche in Italia, una zebra ha tentato la fuga, ma non ha avuto tanta fortuna. Dopo un giorno passato a nascondersi tra boschetti, fossati e campi arati nei dintorni di Reggio Emilia, ha accumulato troppo stress. Achille, un maschio di circa un anno, a forza di correre per sfuggire a chi voleva recuperarlo, s’è sfiancato ed è crollato a terra.  Sedato dal proprietario è stato caricato su un van e riportato nel suo recinto. Purtroppo è morto il giorno successivo. Non è andata così male per le cinque zebre che sono riuscite a fuggire da una fattoria del Maryland e adesso scorrazzano libere. Cinque zebre in fuga si stanno divertendo

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I cacatoa imparano ad aprire i cassonetti gli uni dagli altri

courtesy Barbara Klump Max Planck Institute of Animal Behavior

I curiosi uccelli dalla vistosa cresta stanno imparando ad aprire i cassonetti dei rifiuti

In Australia i cacatoa sono molto diffusi e si stanno facendo parecchi nemici. I residenti di alcune aree urbane lamentano la loro eccessiva intraprendenza coi cassonetti della differenziata. La loro attenzione si rivolge soprattutto ai contenitori dell’umido dove hanno imparato a comprendere che possa essere custodito del cibo. Hanno imparato ad aprire i coperchi dei cassonetti (in quelle aree sono rosso acceso) e lo stanno insegnando ai loro colleghi. I cacatoa imparano ad aprire i cassonetti gli uni dagli altri

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Gli strani esperimenti della NASA nello spazio

Nel prossimo volo per la Stazione Spaziale Internazionale verranno inviati tardigradi e calamari

Cosa faranno i tardigradi e i calamari nello spazio? Se lo chiedono in molti. Staranno nello spazio per scoprire come possono adattare le loro funzioni al di fuori dell’atmosfera terrestre. A seconda delle loro reazioni, gli scienziati ed i biologi sapranno come aiutare gli astronauti, durante i lunghi viaggi. Un preludio a esperienze di maggiore durata e di distanza. Il corpo umano subisce variazioni importanti in assenza di gravità, che hanno ancora bisogno di essere studiate. Ogni informazione che questi semplici esseri viventi, possono fornire, verrà rielaborata per migliorare le condizioni di vita e permanenza nelle astronavi. Gli strani esperimenti della NASA nello spazio

Eventi, Viaggi

ROCK THE MOUNTAIN!

LA MONTAGNA NELL’ICONOGRAFIA DELLA MUSICA POP

Apre al pubblico dal 10 giugno a Palazzo Roccabruna “Rock the Mountain!” Dopo la tappa torinese al Museo Nazionale della Montagna e grazie alla sinergia pluriennale con la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura, duplica a Trento. La mostra si inserisce nell’ambito degli eventi legati alla seconda parte del 69° Trento Film Festival. Negli stessi giorni saranno infatti numerosi gli appuntamenti in città, tra i quali la 35 a edizione di MontagnaLibri. Curata da Daniela Berta, direttore del Museomontagna, e da Paolo Ferrari, giornalista e critico musicale, la mostra presenta un’ampia selezione di dischi pubblicati dagli anni Settanta a oggi. Uno sguardo nuovo e obliquo sul mondo della montagna, e un omaggio a quella sottostimata forma di creatività che è la cover art. ROCK THE MOUNTAIN!

Benessere, Viaggi

Pesca con la mosca sui torrenti trentini

Il 26 e 27 giugno si terrà il primo festival dedicato alla pesca a mosca in Italia.

Con l’arrivo dell’estate sale la passione per la pesca sportiva. Il festival dedicato alla specialità con la mosca si terrà il 26 e 27 giugno prossimi a Tione di Trento, nelle Valli Giudicarie, nei fiumi Sarca e Chiese, e sul lago di Nembia. Il Fly Fishing Festival, è il primo evento dedicato alla pesca a mosca, in Italia e sarà un’occasione di ripartenza dopo il lungo periodo di stop. Pesca con la mosca sui torrenti trentini
Eventi, Viaggi

I nostri antenati erano grandi viaggiatori

Gli europei più antichi hanno lasciato eredi in Asia e Americhe

Con l’analisi dei resti umani scoperti in grotte bulgare, ritenute i più antichi insediamenti europei, sono arrivate diverse sorprese. Il genoma sequenziato consente di risalire fino alle più antiche origini e tracciare i percorsi effettuati. Diventa evidente che erano popolazioni che si spostavano e cercavano di trovare le migliori condizioni per vivere. I primi “europei” erano già un mix di diverse tribù, lo si può individuare dalle percentuali di Neanderthal presenti. I nostri antenati erano grandi viaggiatori

Eventi, Viaggi

Scoperta la causa della morte di migliaia di migratori

I biologi e gli zoologi si sono interrogati per mesi per capire la causa della strage di uccelli migratori negli Usa

La causa purtroppo è dovuta ai cambiamenti climatici. I piccoli uccelli abituati alla routine migratoria nord-sud sono arrivati in Nuova Messico senza potersi nutrire. Sono morti di fame e fatica. Le autopsie hanno rivelato che erano svuotati di energie, i muscoli rattrappiti e soprattutto gli stomaci vuoti. Non hanno trovato cibo sul percorso e sono arrivati a metà viaggio senza la forza di continuare. Il loro sogno di svernare in Messico o in America Centrale s’è scontrato con una dura realtà. Scoperta la causa della morte di migliaia di migratori

Eventi, Viaggi

Perché i pirati portavano la benda nera sull’occhio

Che senso aveva portarla? Erano veramente tutti stati feriti nelle loro scorribande sui mari?

Se avete visto parecchi film sui pirati, penserete che quella benda sull’occhio servisse a coprire qualche ferita o un occhio perso in un duello. Oppure che avesse perso la vista a forza di insistere per controllare la mappa del tesoro. Ammettiamolo se c’è un pirata da qualche parte c’è un tesoro nascosto. In realtà non è proprio così. Non tutti erano stati così cialtroni da lasciarsi colpire o accecare. Perché i pirati portavano la benda nera sull’occhio