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Solo energia rinnovabile alle Hawaii

Hanno chiuso la loro ultima centrale elettrica a carbone e produrranno solo energia rinnovabile

Sull’isola di Oahu sino a pochi giorni esisteva l’ultima centrale elettrica a carbone dell’arcipelago delle Hawaii. Le motivazioni per la chiusura sono quelle di contribuire alla diminuzione dei gas serra e del riscaldamento globale. Era una centrale che forniva oltre il 10% dell’energia elettrica, quindi è una decisione veramente importante per lo stato. Il passaggio alle rinnovabili non potrà avvenire immediatamente, servirà un periodo in cui sarà il petrolio a fornire l’energia richiesta, ma la strada è già tracciata. Solo energia rinnovabile alle Hawaii

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Un diamante maledetto da restituire

Il celebre Koh-i-Noor appartiene al tesoro della corona britannica, ma la leggenda vuole che porti malasorte

L’opinione pubblica è divisa su un argomento che riguarda l’etica, la correttezza morale e la giustizia. Si devono restituire le opere d’arte ed i preziosi trafugati, rubati, o ottenuti con l’inganno? Le nazioni colonialiste han fatto man bassa di opere d’arte di grande valore, ed ora sempre più musei sono disposti a cederle ai legittimi proprietari. Le campagne napoleoniche e i furti compiuti dall’esercito tedesco durante la II Guerra mondiale, sono chiari esempi e gridano vendetta. Ma i furti dei tesori di altre nazioni, fanno parte della storia da millenni. Molti paesi africani, americani e asiatici, sono stati spogliati delle loro risorse e dei loro oggetti più preziosi ed iconici. Lentamente alcune di quelle opere stanno rientrando a casa loro. Però non tutte. Un diamante maledetto da restituire

Giustizia a corrente alternata

Sta accadendo che alcune opere non vengano prese in considerazione, in questi legittimi atti di restituzione. Perché è corretto restituire l’obelisco di Axum ed invece non si fa lo stesso con il diamante Koh-i-Noor? La “Montagna di Luce” è stato ottenuto con l’inganno, frodando un giovanissimo re di soli 10 anni. Dopo molte vicissitudini e tremende guerre fratricide, il diamante era rimasto di proprietà di due dei superstiti della famiglia reale, madre e figlio. Imprigionata la madre, fu semplice per gli inglesi far firmare ad un bambino inesperto, un documento che ne sanciva la proprietà ai britannici.

Passaggi di mano

L’origine del diamante si perde nel tempo, è una gemma alluvionale, trovata tra le sabbie di un fiume. Ha fatto parte del tesoro personale di molte famiglie reali, ed è stato la causa di vere e proprie faide familiari. Più un simbolo di potenza, che di bellezza. Tra gli eventi malefici che lo hanno contraddistinto, un figlio accecato dal padre, e un principe assassinato versandogli sul capo oro fuso durante l’incoronazione. Ha scatenato appetiti insaziabili, divenendo un simbolo di potere, disponibile solo per le caste più nobili, le uniche in gradi di indossare diamanti. Fu incastonato nel trono di pavone di Mughal, l’invasore venuto da occidente, che fece costruire il Taj Mahal. Nel suo scranno condivideva il ruolo di pietra più preziosa con un enorme rubino. Per costruire quel trono tempestato di gemme, servirono 7 anni ed un costo inimmaginabile.

Un diamante maledetto da restituire

Persiani affamati di gioielli

La ricchezza di Mughal e del suo regno, attirò le attenzioni del persiano Nadir Shah. Questi invase l’India, conquistò nuova Delhi e rubo tutto ciò che riuscì ad arraffare. Il tesoro era così immenso che servirono 700 elefanti, 4.000 cammelli e oltre 10.000 cavalli per trasportarlo. Anche il trono con la testa di pavone e il diamante Koh-i-Noor vennero depredati. Il diamante venne montato su un bracciale in modo che Nadir potesse averlo sempre addosso. Il diamante dopo quasi un secolo, e varie altre tremende e sanguinarie storie sanguinose, fu portato nell’attuale Afghanistan. La Compagnia delle Indie, dominava le rotte commerciali tra Asia ed Europa. Grazie agli enormi guadagni da , oppio e legname, s’impossesso del controllo di gran parte di quei territori. Nel 1850, approfittando della debolezza del regno, fece firmare al giovanissimo Duleep Singh il documento che ne trasferiva la proprietà agli inglesi.

Esposto ma non amato

All’arrivo in Inghilterra nel 1851, il diamante venne esposto al pubblico, ma molti rimasero sconcertati perché non era intagliato e sembra va un pezzo di vetro. Il principe Alberto, il marito della regina Vittoria lo fece ripulire ed intagliare, riducendone le dimensioni di quasi la metà. Divenne una spilla spesso indossata dalla regina ed infine fu incastonato sulla corona reale. Ora il diamante dovrebbe, correttamente, essere restituito a chi lo possedeva, ma le famiglie o le nazioni che lo possedevano non esistono più. Accertare i veri proprietari, procedendo a ritroso forse è complicato, ma non impossibile, basta volerlo. Però alienare un oggetto tanto prezioso non fa piacere ai Windsor.

Non tornerà mai a casa, è la lunga coda del colonialismo.

Per questo il diamante non tornerà mai ai legittimi proprietari. Con questa scusa di irreperibilità dei legittimi proprietari, molti dei materiali e delle opere trafugate durante il colonialismo, non sono state rese a chi di dovere. Grazie alle dominazioni e al saccheggio, molti oggetti restano in Europa in musei e collezioni private. La querelle che riguarda le parti del Partenone depredate nei secoli scorsi dai britannici, è ben presente e lo testimonia. La Grecia non è ancora riuscita ad ottenere nulla. Questo continuo rinviare e ritardare, rappresenta un’altra forma di sudditanza ed imperialismo, a cui l’Inghilterra non vuole rinunciare. Un diamante maledetto da restituire.

Un diamante maledetto da restituire

Credits: Pixabay

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Decollano gli aerei elettrici

L’aviazione sta prendendo sul serio l’opzione elettrificata per i loro velivoli

I voli aerei, come c’insegna Greta Thunberg, non sono ecologici e dovremmo evitarli. Sono responsabili del 4% delle emissioni e andrebbero limitati o evitati. Ma non tutti i viaggi possono essere effettuati con altri mezzi, per questo dobbiamo trovare soluzioni non inquinanti. Gli ingegneri che lavorano nel settore ne sono convinti tanto che dichiarano: “Dobbiamo fare tutto il possibile per rendere l’aviazione del futuro sostenibile”. E non solo dal punto di vista ambientale. L’avanguardia dei voli a bassissimo o zero impatto è guidata dagli aerei elettrici. Decollano gli aerei elettrici

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Treni ad idrogeno sono una realtà

credits: courtesy by Alstrom

Inizieranno ad essere utilizzati su brevi tratte in 11 diverse regioni.

Sono progetti finanziati coi fondi del PNRR e potrebbero segnare un punto di non ritorno per gli inquinanti treni diesel. I treni ad idrogeno entreranno in funzione in un primo gruppo di 6 regioni a cui se ne aggiungeranno altre 5. I primi saranno in Lombardia, Umbria, Abruzzo, Puglia, Calabria e Sicilia. Seguiranno poi le tratte di Sardegna, Piemonte, Lazio, Toscana ed Emilia-Romagna. Prenderanno il posto di tratte non elettrificate che sono obsolete e utilizzano motorizzazioni diesel. Aiuteranno a ridurre le emissioni nocive e si spera, col tempo, a ridurre i consumi energetici. Treni ad idrogeno sono una realtà

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Eventi, Viaggi

Festivaletteratura di Mantova 20222

credits: festivaletteratura.it

Torna la kermesse che permette d’incontrare molti autori nazionali ed internazionali

C’è chi ha dichiarato, in un governo precedente, che “con la cultura non si mangia”. L’impressione che si ottiene a Mantova è assolutamente opposta. Con la cultura, si mangia e ci si abbevera di voglia di conoscere e sapere. I numeri delle presenze sono tornati ad essere quelli delle edizioni di qualche anno fa, e la tendenza è verso la crescita. L’intera città gode di un momento di grandi fermenti, è possibile avvertire il desiderio di nutrirsi di cultura. Il Festival è iniziato coi migliori auspici. Festivaletteratura di Mantova 20222

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La sbronza se la porta via un funghetto magico

La ricerca continua a cercare la soluzione definitiva per eliminare la piaga dell’alcoolismo

Il tentativo di limitare od eliminare il problema degli eccessi e dalla dipendenza da alcool proseguono seguendo strade alternative. Ci sono ritrovati “pseudo-miracolosi” che sono a disposizione, soprattutto in Asia, che dovrebbero avere quello scopo. Recentemente è stato messo in circolazione anche una sorta di ghiacciolo che ha la funzione di smaltire la sbornia. Lo Hangover del mattino dopo preoccupa molti bevitori seriali, ma gli studiosi vogliono andare oltre a quel fastidioso mal di testa. La sbronza se la porta via un funghetto magico

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Errori nell’ introdurre specie aliene

Gli umani credono di poter dominare il mondo a piacimenti e commettono errori gravissimi

Gli esempi sono tanti, specie aliene introdotte per eliminare o ridurre l’influenza di altre specie. Oppure introdotte per la caccia o la pesca. Con conseguenze spesso sfuggite al controllo, e modificazione degli habitat ed ecosistemi, che hanno portato a rimpianti. I siluri rilasciati nelle acque dei nostri fiumi, ad esempio, hanno sconvolto l’habitat, divorando ogni tipo di essere vivente. Ma ci sono esempi ancora più macroscopici, il più folle probabilmente riguarda l’Australia. Errori nell’ introdurre specie aliene

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Eventi, Viaggi

Spot il robot che sorveglia Pompei

Credits: Boston Robotics

A Pompei dalla primavera scorsa c’è un nuovo guardiano robotico dalla forma di un cane.

Giallo e nero, con quattro zampe e la vaga forma di un cane, Spot è il robot della Boston Dynamics, che sorveglia e investiga sulle rovine. Serve in realtà a raccogliere dati in tutte le situazioni in cui l’uomo non può arrivare agevolmente. Ha la possibilità di muoversi agevolmente in tutti gli spazi e anfratti della città alle falde del vulcano. Ha la capacità grazie ad una telecamera a 360 gradi, di rendere visibili le aree che gli archeologi faticano a raggiungere. Spot il robot che sorveglia Pompei

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Agriturismo prima meta

Una stagione turistica molto positiva per gli agriturismi attrezzati

La stagione è tutt’altro che finita ma si possono cogliere molti segnali da quanto è accaduto sinora. Gli agriturismi sono presi d’assalto e segnano molti tutto esaurito. Piace moltissimo il binomio ruralità e comodità. Gli agriturismi che hanno saputo innovare offrendo servizi extra sono i più premiati. Molto ricercate le località che offrono ampi spazi verdi e tranquillità, meglio se dotate di piscina. Agriturismo prima meta

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Non tutto brilla in Russia

Ci sono segnali evidenti che le sanzioni stanno funzionando

Se avevate dubbi sulla reale forza delle sanzioni contro Putin e l’economia russa, è tempo che rivediate le vostre posizioni. È un fuggi-fuggi generale di tutti i marchi europei od occidentali di maggior prestigio. Molte se non tutte, le aziende più celebri stanno, o hanno abbandonato, le città russe. Uno degli ultimi brand a chiudere i propri negozi e a rinegoziare i franchising è stata Nike. Ma già lo avevano fatto MacDonald, che era un po’ il simbolo dell’apertura al mercato. Ha chiuso tutti i suoi fast food togliendo bandiere, simboli e struttura. La stessa cosa aveva fatto Renault, oltre a tutti i marchi della moda. Non tutto brilla in Russia

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