Benessere, Enogastronomia, Eventi

A dicembre incrementa la spesa alimentare

Stima di un incremento del 10% per i consumi legati alle tavole di Natale e Capodanno

Incremento a due cifre, molto superiore all’effetto inflattivo. I costi delle materie prime, dei servizi energetici non bloccano gli acquisti. Gli articoli alimentari legati alla tradizione italiana, soprattutto i dolci, restano tra i generi più ambiti. L’export continua a viaggiare in modo costante e questo contribuisce all’economia nazionale. La spesa dedicata al cibo cresce del 10,4% rispetto all’annata precedente (dati Confartigianato). A dicembre incrementa la spesa alimentare

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Richieste golose

È il cuore dell’Europa ad essere innamorato dei nostri prodotti e a contribuire all’incremento. Panettoni, pandori, altre specialità natalizie, cioccolato tra le voci più richieste. Francia, Germania e Inghilterra confermano la loro stima per i prodotti nazionali. La Francia è il primo cliente ma seguita a stretto raggio da altre nazioni. Anche gli Stati Uniti sono forti consumatori, anche se in questo caso dovremo guardarci dalla concorrenza sudamericana. I panettoni Bauducco sono molto diffusi oltreoceano e contribuiscono a rendere l’azienda brasiliana la maggiore produttrice al mondo di panettoni. L’italian sounding in questo caso non può essere contestato, il titolare infatti, è di solide radici italiane.

Anche gli italiani

Anche i nostri connazionali contribuiscono a mantenere alta la percentuale d’incremento degli acquisti. Le stime parlano di un aumento di acquisti del 10%. Mentre la tendenza è verso una frenata generale per il settore alimentare, dicembre si muove in controtendenza. Il desiderio di passare un Natale sereno ed in famiglia contribuisce a far volare i fatturati. Lombardia, Lazio e Campania sono le regioni che spendono maggiormente, ma il discorso è allargabile a tutto il territorio nazionale

A dicembre incrementa la spesa alimentare

Qualità innanzitutto

Viene premiata la qualità dei prodotti. Gli artigiani del made in Italy, hanno saputo imporre la bontà e la qualità degli ingredienti come fattori di crescita. La fantasia è ancora il grande merito dei nostri pasticcieri, vinificatori e birrai. I prodotti delle feste sono originali e molto vari. Questo crea il presupposto per mantenere alto il livello d’interesse degli acquirenti. Il patrimonio di DOP, IGP e la geolocalizzazione di tante specialità crea un sistema attrattivo.

Lavorare su informazione

Occorre lavorare ancora molto sull’informazione da fornire alla clientela. Creare il desiderio di assaggiare e degustare le tantissime specialità presenti sul territorio nazionale, deve essere una priorità. Tutta la conoscenza, le specializzazioni, le capacità produttive, devono essere incanalate in quel senso. Sappiamo fare, sappiamo creare cose piacevolissime, rendiamole fortemente attrattive per migliorare il nostro mercato. Il potenziale è enorme, i nostri brand sono celebri e vengono saccheggiati, perché le assonanze aiutano a vendere. Sfruttiamo queste occasioni, imponiamoci sul mercato degli alimenti e delle bevande, proteggendoci allo stesso tempo dai falsi.

Tipicità che deve essere un vanto

Sono oramai innumerevoli gli articoli riconosciuti come unici, legati ad un territorio o ad una specifica lavorazione. Un tesoro di conoscenza che non deve essere disperso. Il nostro cibo e le nostre bevande sono in grado di primeggiare ovunque. I turisti li indicano nei primi posti delle loro motivazioni di viaggio, per visitare l’Italia. In questi giorni è arrivata la conferma che la nostra cucina è al primo posto in gradimento tra tutti i consumatori mondiali. Una dichiarazione d’amore nei nostri confronti che dobbiamo saper far crescere ancora. Rimbocchiamoci le maniche, il piacere del gusto deve ancora fare altra strada. A dicembre incrementa la spesa alimentare

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Abitare, Eventi, Viaggi

Ora chi scoverà le bombe?

Ci affidiamo ai tartufi dei cani per scoprire gli esplosivi ma ora scarseggiano

Rischiamo un attentato in un aeroporto o in qualsiasi altro luogo di collegamento? Forse si, perché sta diminuendo drasticamente il numero dei cani addestrati allo scopo. I loro preziosi nasi lavorano meglio di qualsiasi explosive detector gestito da umani. Ma per poter funzionare sono necessari molti cani addestrati in modo perfetto e con la giusta abilità. Non basta infatti che abbiano ricevuto la corretta istruzione. Devono avere qualità che li rendano adatti allo scopo. Ora chi scoverà le bombe

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Costano parecchio

L’addestramento di un cane per fiutare gli esplosivi arriva a costare 50.000 euro. È un lavoro difficile da svolgere e servono requisiti di docilità, e capacità di collaborare con gli umani. Inoltre devono essere in grado di muoversi anche in situazioni di grande impaccio, salire e scalare containers e montagne di bagagli. Non devono essere timorosi nei confronti dei rumori improvvisi e delle situazioni che possono distrarre la loro attenzione. A tutte queste prerogative va aggiunto il dono di un ottimo fiuto.

Carenza negli USA

Attualmente negli USA c’è una grossa carenza di questi animali indispensabili per la sicurezza. Le scuole locali non riescono a soddisfare la domanda, perché sono necessari molti animali con grande desiderio di giocare. I cani quando annusano le nostre merci o le nostre valigie, credono di partecipare ad un grande gioco con ricompensa. Ma la loro attenzione diminuisce quando si stancano. Per questo hanno turni piuttosto brevi e servono mute di diverse unità per garantire che il servizio venga svolto in modo eccellente.

Molti cani addestrati in Europa

Molti cani sniffatori vengono allevati in Europa ed esportati negli USA. Questo comporta un ulteriore sforzo economico, che ora stanno tentando di ridurre, incrementando le scuole su suolo statunitense. Lo scopo è duplice: rifornire il servizio di sicurezza e certificare salute e livello di addestramento. Molti cani vengono prelevati troppo presto dalle cucciolate per addestrarli, poiché la domanda è ingente. Anche il covid ha messo il suo zampino, nel creare problemi agli allevatori di cani.

Ora chi scoverà le bombe

Usati per attività materiali e immateriali

Non vengono usati solo per rintracciare gli esplosivi, ma come potete facilmente immaginare anche per le sostanze stupefacenti. Sono bravissimi anche nello scovare il denaro. Li hanno impiegati anche per riconoscere alcune malattie, covid compreso e per fiutare persone sepolte nel fango, nei terremoti, nella neve. Sono pochi gli animali dotati di grandi capacità di annusare. Oltre ai cani, i ratti, le api, gli sciacalli e gli elefanti. Escludendo, per puri problemi di ingombro gli elefanti, sono stati sperimentati ratti, sciacalli e api per svolgere quel lavoro.

Ratti bravi nello scovare esplosivi

Anche i ratti sono veramente bravi nello scovare gli esplosivi e sono abbastanza facilmente addestrabili. Ma la loro spettanza di vita è breve e questo costringe a turnazioni serratissime. Le loro nidiate necessitano di essere rinnovate costantemente. A loro favore, hanno una sorprendente abilità nello scovare le mine. Le api possono rivelarsi utili per esplorare luoghi molto angusti o situati in alto dove i cani non possono arrampicarsi o arrivare. Gli sciacalli sono abili ma difficili da addestrare.

Milioni di recettori

I cani hanno molti milioni di recettori in più rispetto agli uomini. Inoltre hanno una respirazione diversa, mantengono separati su due canali la funzione di annusare e la respirazione, e questo facilita il loro compito. Per fare una proporzione l’area del cervello che gli umani delegano all’odorato è 40 volte inferiore a quella che utilizzano i cani. Ora chi scoverà le bombe

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Eventi, Viaggi

Due misteriose bare sepolte a Notre Dame

Due inumazioni di cui non si sapeva nulla. Chi erano? Eroi, cavalieri, nobili, clerici, religiosi, la fantasia dei curiosi galoppa e crea aura di mistero

Durante gli scavi che precedono la ricostruzione della più celebre cattedrale gotica di Parigi sono sbucate sorprendenti reperti. Due bare di cui nessuno conosceva l’esistenza. È immediatamente partita la fantasia dei ricostruttori storici. Potrebbero essere testimonianze di fatti cruenti, o più semplicemente personalità degne di una sepoltura così importante. I due contenitori sono stati aperti ed analizzati ed hanno raccontato alcune verità. Due misteriose bare sepolte a Notre Dame

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Sono passati tre anni

Era l’aprile del 2019 quando Notre Dame de Paris prese fuoco e nessuno fu in grado di spegnerla. Bruciò come un cerino e la scena del suo pinnacolo che s’inabissava tra le mura della cattedrale, fece il giro del mondo. Tutto ciò che circondava la cattedrale fece notizia, ad esempio le arnie di api sul terrazzino della facciata, si salvarono. Furono interpretate come un simbolo di resilienza per la ricostruzione, più o meo fedele, della cattedrale. Ma le sorprese che le mura della chiesa offrono non sembrano ancora esaurite

Due bare nascoste nelle fondamenta

Durante gli scavi per rinforzare le fondamenta, sono state rintracciate due bare, di cui nessuno sapeva nulla. Una di loro era stata danneggiata, l’ossigeno era penetrato e il dissolvimento del contenuto era molto avanzato. Molte delle notizie che potevano essere raccolte sono perdute, ma i resti permettono di conoscere meglio chi era stato inumato. Alcune iscrizioni consentono di datare il contenuto della bara. Era un religioso, probabilmente molto importante e molto anziano.

Antoine de la Porte

Conteneva i resti di un sommo sacerdote morto nel 1710. Gli archeologi hanno ricostruito l’identità dell’uomo, Antoine de la Porte, dalle iscrizioni sull’esterno della bara. Il sacerdote aveva avuto una vita molto lunga e agiata. Aveva 83 anni quando morì, un’età considerevole a quei tempi. Sono scarsi i resti a disposizione per effettuare analisi, solo ossa, capelli, peli della barba e alcuni tessuti. 

Due misteriose bare sepolte a Notre Dame

Malattia dei re

Gli anamopatologi si sono divertiti ad analizzare il materiale a disposizione. Hanno così scoperto che il religioso amava prendersi cura dei propri denti e non amava troppo la vita dinamica. Era molto sedentario, probabilmente ha dedicato la vita a consultare testi, piuttosto che a curare l’orto. Era un amante della buona cucina, infatti soffriva di gotta, la cosiddetta malattia dei re. Una forma di artrite infiammatoria molto dolorosa, spesso confinata nei piedi e nei polsi. La gotta è quasi sempre causata da un’alimentazione troppo ricca di carni rosse, formaggi e vino, quindi il de la Porte sapeva come rallegrare la propria tavola.

Un cavaliere misterioso

L’altra bara ha una forma inconsueta, sagomata per contenere un corpo nelle esatte dimensioni del giovane defunto. Forse un cavaliere, sicuramente un maschio tra i 25 e i 40 anni. La datazione lo colloca come antecedente a quella del religioso. Probabilmente un nobile, un aristocratico che sembrava affetto da una malattia cronica. All’interno della bara i resti di una probabile ghirlanda di fiori. Gli studiosi lo hanno chiamato “Le cavalier” ma non hanno riferimenti storici per risalire ad un nome.

Persona importante

L’importanza del personaggio però è indubbia perché il corpo è stato imbalsamato, una pratica in uso solo per persone di alto rango. Anche la collocazione all’interno della cattedrale, fa immaginare che fosse un personaggio molto influente. Il tipo di sepoltura in bare di piombo era destinata solo a persone molto importanti di cui si voleva conservare memoria. Gli esami proseguono, forse ci riveleranno altri segreti, mentre la fantasia degli amanti del mistery e dei romanzi storici galoppa. Due misteriose bare sepolte a Notre Dame

Due misteriose bare sepolte a Notre Dame

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Enogastronomia, Eventi

Trovato il lievito originario per la birra

Era da un po’ che lo cercavano e sono stati degli studenti a rintracciarlo

Un gruppo di studenti universitari ha trovato il lievito originario per la birra o quello che si presume possa esserlo. Lo hanno individuato nel terreno del campus. Quel lievito ha dato vita a milioni di ettolitri di birra lager e dato vita ad una economia fiorente. Resta un grande punto di domanda da quale parte del mondo arrivi, perché la sua origine non è sicuramente europea. Trovato il lievito originario per la birra

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Due ceppi originari

Il Saccharomyces eubayanus , è uno dei due ceppi iniziali che hanno dato vita al lievito ibrido che è alla base della preparazione della birra lager. Il lievito è indispensabile per ottenere quella deliziosa bevanda a base di acqua, luppolo e cereali. Grazie alla sua fermentazione si sviluppa alcool e compaiono le bollicine che tanto ci piacciono. Il tipo di lievito utilizzato determina il tipo di birra che si vuole ottenere: ale o lager.

Da dove viene?

Affare complicato dirimere il luogo d’origine di questo lievito. La birra è stata rintracciata, e con lei i suoi lieviti, in Asia già 8.000 anni fa. L’origine potrebbe essere proprio la Cina e il suo sterminato territorio, ma ci sono tracce di bevande fermentate nella fascia mediterranea mediorientale di circa 13.000 anni fa. Ci sono evidenze dell’esistenza di bevande fermentate grazie al ceppo Eubayanus nel Sudamerica. Il viaggio sarebbe il contrario di quello dei nativi americani, partito dalle Americhe e approdato all’Asia. Partito dalle Ande, poi nord-America, Cina, Tibet, Medioriente e infine Europa.

Baviera punto d’arrivo

Il probabile punto d’arrivo è stata la Baviera. È da qui che la birra lager s’è diffusa in ogni direzione, complice la facilità di lavorazione dei cereali rispetto ai vini. Anche una piccola glaciazione che ha sterminato le vigne asburgiche ha favorito il consumo della birra. Inoltre il minor tasso alcoolico non ha suscitato l’opposizione della Chiesa, che invece vedeva nel vino un demonio. Le birre lager sono decisamente le più diffuse, raggiungono il 90% di tutte le birre consumate. Alle restanti formule restano piccolissime percentuali, anche se le birrerie artigianali si sono prese una quota di mercato sempre più interessante.

Trovato il lievito originario per la birra

Solo d’estate

Nata attorno alla fine del Medioevo, per produrla i birrai bavaresi utilizzavano il Saccharomyces cerevisiae, comunemente noto come lievito di birra. Agli inizi del 1500 vennero stabilite nuove regole che obbligavano a produrre birra solo nei mesi invernali, quando le attività nei campi rallentavano. Un buon boccale poteva fornire energia e portare buonumore nei periodi più freddi e bui. Però la limitazione temporale danneggiava la qualità del prodotto. Il Cerevisie non reggeva bene il clima freddo, mentre col lievito ibrido le birre erano ottime e resistenti.

Un mix di lieviti

Mescolare assieme Cerevisie e Eubayabus ha dato vita al Pastorianus, un lievito più semplice da utilizzare. Le birre così ottenute erano frizzantine e limpide, come le attuali lager. Da allora sono iniziate molte sperimentazioni che hanno portato a molte birre dai gusti diversi e divertenti da scoprire. L’evoluzione continua, i gusti sono oramai innumerevoli ed i tempi sono maturi per dedicarsi alle origini. Gli studenti irlandesi vorrebbero mettere in pratica la loro scoperta, sperano di trovare un birrificio che voglia osare e fare una cotta con il lievito base.

Una delusione?

Potrebbe rivelarsi una grande delusione, forse i nostri palati non sono pronti a riassaporare quelle antichissime birre. Il lievito originale potrebbe essere magari, più complicato rispetto a quello attuale. Ma la curiosità è enorme. Cosa bevevano i nostri avi? Che tipo di piacevolezza e ebbrezza associavano al consumo delle bevande fermentate originarie? In alcune culture sudamericane le birre erano un mezzo di pacificazione. Venivano consumate dai “dignitari” ogni volta che incontravano delegazioni di altre tribù. Un tentativo di placare i dissidi in partenza o un tentativo di ubriacare i possibili nemici? Unico modo per scoprirlo è riprodurle e berle. Trovato il lievito originario per la birra

Trovato il lievito originario per la birra

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Benessere, Enogastronomia, Eventi

Oroscopo 2023 segni e abbinamenti 2

I sei segni mancanti, previsioni, speranze e ancora cibo da abbinare

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Bilancia rischio di farsi prendere dall’ansia

Soprattutto a inizio anno avrete la sensazione di essere oppressi, cercate di soprassedere e non essere troppo pesanti con chi vi sta accanto. Se i sentimenti ballano un po’ avrete belle conferme lavorative. Ricordatevi di aiutare chi ne ha bisogno, sarete nella invidiabile posizione di essere molto utili per loro. In estate tutto torna nella normalità e potrete rilassarvi. Regalatevi cose dolci, molto appaganti, non lesinate con le creme e coi gelati, avete bisogno di benessere interiore prima che esteriore. Oroscopo 2023 segni e abbinamenti 2

Scorpione a nozze con Nettuno

Finché Nettuno resterà nel vostro segno avrete un alleato formidabile, scoprirete tutti i trucchetti per superare gli intralci in arrivo. Arriveranno anche forti botte di sentimento. Saprete controllarvi o vi farete trascinare? Quel carattere ballerino fatto di alti e bassi, vi terrà sempre in bilico. Dovrete scoprire chi è che vi ama sul serio e non vuole influenzarvi a suo favore. Saranno scelte importanti anche per il futuro, fondamentali per i prossimi anni. Anche a tavola favorite i piatti semplici, basati su pochi ingredienti che conoscete perfettamente da dove provengono, le digestioni pesanti non aiutano a prendere decisioni.

Sagittario entusiasmo in arrivo

Dopo un periodo un poco spento avrete ottimi pianeti in entrata che riporteranno buonumore ed entusiasmo. Qualche granello di sabbia negli ingranaggi ad inizio anno, che vi farà faticare più del previsto, poi tutto diventerà scorrevole. I progetti rimandati improvvisamente si sbloccano e vi sentirete liberi da molte catene. Tanto da aver desiderio di cambiare ancora di più, l’estate sembra bollente dal punto di vista erotico. Anche a tavola avete voglia di scappare dall’usuale, assaggiate tutto quello che sinora non avete osato fare.

Oroscopo 2023 segni e abbinamenti 2

Capricorno che bella primavera

Primi mesi a base della leggerezza, poi arriveranno le decisioni importanti. Già a primavera comincerete a sfoltire i cespugli che vi intralciano, e tutto girerà a vostro favore, avrete slanci creativi. La situazione si riverbererà anche nella famiglia, troverete soluzioni a cui non avevate mai pensato per risolvere brillantemente alcune impasse. Vi riuscirà benissimo qualsiasi manicaretto perciò lanciatevi nelle preparazioni complicate che delizierebbero qualsiasi chef.

Acquario a primavera si raccoglie

Un periodo abbastanza lungo di difficoltà sta per finire, a primavera finalmente potrete raccogliere i frutti di ciò che avete seminato. Vi sentirete liberi e scalpitanti, ma non esagerate. Quello che farete nella seconda metà dell’anno potrebbe essere pericoloso e sarà da maneggiare con cura. Plutone arriverà anche per voi e creerà situazioni importanti che potrebbero sconvolgere il vostro modo d’immaginare il futuro. Vi sentite estrosi e a tavola vorrete tentare la sorte con portate davvero inusuali.

Pesci mettere i sogni nel cassetto

Due pianeti importanti come Nettuno e Saturno vi guideranno a fare scelte importanti sia nel campo lavorativo che in quello affettivo. Bisognerà mettere i sogni nel cassetto e pensare ad acchiappare quello che la sorte vi mette a disposizione. La tarda primavera è il vostro momento magico, quello in cui mettervi al centro della scena. Siate più “cattivi” e afferrate le occasioni che si paleseranno. Basta con i tentennamenti è ora di agire. A tavola avete bisogno di sapori stimolanti, buttatevi sui salati e tutto ciò che è intenso. Non fatevi mancare i fritti. Oroscopo 2023 segni e abbinamenti 2

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Enogastronomia, Eventi

Oroscopo 2023 segni e abbinamenti

Un nuovo anno che dovrà essere ricco di decisioni importanti

Le preoccupazioni economiche, la guerra, gli strascichi del covid, pressi in salita, hanno fatto vacillare molte certezze. Ora serve fare un nuovo punto zero e ricominciare a dare rilievo a ciò che veramente conta. Sfrondare le cose inutili, e mettere in evidenza le cose che ci stanno a cuore e su cui possiamo fare leva. Poche ma buone e tra loro anche la tavola, con portate sane e goduriose, che ci facciano sentire bene tutto l’anno. Come ogni oroscopo che si rispetti si comincia con i primi 6 segni. I restanti sei domani. Il 2023 si presenta interessante per molti segni che sembrano pronti ad accogliere i cambiamenti ed approfittarne. Sarà vero? Come tutti i “giochi” di fine anno, i pronostici basati sulle stelle sono aleatori e sono da accogliere con curiosità, piuttosto che come una certezza. Oroscopo 2023 segni e abbinamenti

Ariete, partenza stellare.

Avete un cielo fantastico e per almeno 5 mesi sarà un trionfo. A partire dall’estate avrete Plutone nel segno, un punto di forza per immaginare nuove strategie. Seminate nei primi mesi per raccogliere in futuro. Anche dal punto di vista sentimentale l’estate sarà ricca di occasioni e buon sesso. Rischiate la troppa abbondanza. Per la vostra tavola, piatti ricchi e corposi, tanta carne e pesce accompagnati da patate al forno.

Toro aspettate la primavera.

Ci sono ancora contrasti legati ad Urano e Saturno, ma da marzo la condizione migliorerà e potrete liberarvi di cose che vi opprimevano. Nuovi legami? Probabilmente ci saranno dei momenti di rivalutazione dei vecchi rapporti sentimentali. Mettete voi stessi al centro della scena, pensate a trovare il vostro bilanciamento e regalatevi tempo per decidere. Sulla vostra tavola sarà un trionfo dei vostri piatti più golosi e apprezzati, da gustare senza sentirvi colpevoli se abbondate un po’. Timballi, lasagne, paste farcite e gelati come dessert

Oroscopo 2023 segni e abbinamenti

Gemelli tutto subito

Avete pianeti favorevoli nei primi mesi, conviene sfruttare il momento. Ci sono sviluppi legati al lavoro, maggiore considerazione per la vostra attività, forse promozioni. Non fatevi sfuggire l’occasione del treno di passaggio, o ve ne pentirete già nella seconda parte dell’anno. La stagione calda vi regalerà flirt e occasioni di conoscere nuove persone. Avete Venere nel segno e l’amore potrebbe sbocciare ogni giorno, magari con qualcuno sempre diverso. A tavola piatti non troppo impegnativi, gusti semplici con molte verdure per essere pronti a cogliere le occasioni al balzo.

Cancro partenza in souplesse

I primi mesi potrebbero spaventarvi un poco, dovrete affrontare scelte che avevate rimandate. Non volevate farvi coinvolgere ma vi tocca. Ma niente paura con un poco di sana volontà di combattere riuscirete ad ottenere tutti i vostri risultati. Avete in transito molti pianeti che creeranno una girandola di situazione diverse. Il vortice però non vi inghiottirà e nel corso dell’anno la situazione si alleggerirà. A tavola è imperativa la leggerezza per tenere il passo con tutti i cambiamenti che si susseguiranno. Piatti leggeri facili da digerire, non avete tempo per poltrire.

Leone un poco titubante

Avete rinviate troppe decisioni e trascinato relazioni che sembrano sfilacciarsi per l’usura. Ma non tutto è perduto è troverete un nuovo punto di equilibrio. Attenti però a Venere che in estate entra nel segno. Siete già un segno di passione e goduria, le occasioni fioccheranno, avrete bisogno di un’agenda per selezionare le situazioni. Dovrete fare delle scelte, anche amare, ma sarete ricompensati se svuotate la testa, e lasciate che siano le avventure a decidere per voi. A tavola avrete bisogno di supporto, consumerete molto e servono energie pronte all’uso. Tenetevi accanto qualche barretta energetica e ripristinato il caro vecchio zabaione.

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Eventi, Viaggi

Solstizio d’inverno un rito primordiale

Sono ancora molti quelli che lo ritengono un momento magico ed esoterico

È un fenomeno naturale che si ripete ogni anno ed è molto atteso da tutti coloro che lo associano ad eventi naturali e sovrannaturali.  Ha colpito la fantasia degli umani per millenni ed a lui sono dedicate strutture, templi e monumenti per onorarlo. Il solstizio d’inverno, nell’emisfero nord, poiché in quello sud è quello estivo, rappresenta la speranza. Arriva a segnare il giorno più breve e la notte più lunga. Giorni freddissimi usualmente, che però vedranno crescere le ore di luce e porteranno alla primavera. Solstizio d’inverno un rito primordiale

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Tanti luoghi dove festeggiarlo

Ci sono molti luoghi dove il solstizio assume una dimensione particolare. Se avete voglia di viaggiare potreste recarvi in questi siti per dare spazio al vostro lato esoterico. Molto prima dei drudi celtici il solstizio era celebrato con molta cura. Gli egizi ad esempio nel celebre tempio di Karnak attendevano l’alba nell’ingresso, sicuri che il dio sole non li avrebbe traditi. Ma gli egizi ci hanno abituati ad avere monumenti e costruzioni che sono in linea con ciò che accade sopra le loro teste. Gli allineamenti con le stelle hanno dato respiro a moltissime opere letterarie e film dedicati a questi eventi.

Breve anzi brevissimo

Stiamo per assistere al giorno più corto e più buio dell’anno. Più a nord ci spostiamo e peggiore sarà il periodo d’illuminazione solare arrivando a zero vicino al Polo. Il timore che il sole non tornasse più a scaldare la terra ha sempre spaventato i popoli. L’inverno rappresentava il momento più duro e pericoloso, il più freddo senza cibo fresco, chi non aveva accumulato riserve rischiava di morir di fame. Ma questo giorno così breve che vedeva sorgere di nuovo il sole, era anche il simbolo che sarebbero tornate le buone stagioni. Era il momento di fare un raccoglimento e chiedere l’indulgenza degli dei per una rinascita.

Solstizio d’inverno un rito primordiale
Karnak

Stonehenge

Stonehenge è quasi per tutti il simbolo per eccellenza del solstizio. Ma forse non era quello lo scopo per cui le grandi pietre sono state erette. Non c’è vera corrispondenza con gli eventi celesti, ma i fan del sito sono sicuri della sua potenza esoterica. Ogni anno si radunano a migliaia per attendere l’alba e creano ingorghi nelle strade. La polizia locale deve sobbarcarsi un lavoro extra per risolvere i problemi di superaffollamento. Sono molti i riti pagani associati e i sostenitori di curiosi riti sono soliti festeggiare in modi inusuali l’evento.

Glastonbury Tor

Ancora in Inghilterra, Glastonbury Tor è un tumulo artificiale di terra. Gli storici ritengono sia stato costruito per celebrare il Sole e sia un riferimento alla sua presenza in cielo. Durante il solstizio d’inverno, sembra tracciare un percorso che va dalla cima della collinetta sino alla sua base.

Chichen Itza e Egitto

In Messico la piramide maya è simboleggiata dal serpente. Nel giorno del solstizio la piramide di Kukulcán grazie alla forma della sua scalinata, sembra ospitare un serpente che si arrotola e va a scomparire in cielo. In Egitto il Tempio di Karnak è uno dei luoghi più noti dove osservare il sorgere del sole che entra proprio dalla porta. Ma sono moltissimi i luoghi deputati allo scopo. Edifici costruiti con quello speciale allineamento, sono parte della tradizione degli Egizi.

L’altra Stonehenge

In Nuova Zelanda, esiste una Stonehenge alternativa, si trova vicino a Wellington e si chiama Aotearoa Stonehenge. Niente a che vedere coi druidi e nemmeno coi Maori. È una ricostruzione voluta da un gruppo di astronomi. È allineata con gli astri della calotta australe ed è una sorta di osservatorio ad occhio nudo. Sta diventando celebre tra tutti gli appassionati dei fenomeni astronomici. Solstizio d’inverno un rito primordiale

Aotearoa
Benessere, Enogastronomia, Eventi

Solo due giorni per diventare mastro birraio

Un concorso lanciato da Peroni per premiare i migliori esperti di birra

Peroni vuole testare la passione dei propri clienti e lo fa in un modo insolito e molto intrigante. Un concorso dove quello che si vince non sono le solite cassette di birra ma un’esperienza formidabile. I consumatori di birra sono spesso veri appassionati di tutto il percorso che porta acqua, malto, luppolo, orzo, e sapori a diventare una eccellente bevanda. 10 di loro possono dare sfogo al loro desiderio di conoscenza grazie ad un quiz. Restano solo due giorni per partecipare al contest, sbrigatevi! Solo due giorni per diventare mastro birraio

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Come giocare

È molto semplice, basta inquadrare il QR code che è sul retro di una bottiglietta di birra Peroni per accedere ad una pagina internet. Lì verranno guidati a partecipare al quiz che ha un titolo molto esplicativo. “Vuoi diventare un mastro birraio?” Qui oltre al quiz si possono scoprire molte notizie sul mondo del luppolo, e tutto ciò che lo circonda. I terroir, il malto italiano e come viene preparato, l’orzo tracciato sin dal campo, e i mille ingredienti che servono per produrre birre dai sapori unici.

Un giorno da mastro birraio

Peroni ospiterà i 10 vincitori nello stabilimento romano e farà loro vivere un’esperienza indimenticabile. Tutti i processi di selezione delle materie prime, delle lavorazioni, delle cotte, un vero e proprio breve corso da mastro birraio. Una soddisfazione di cui vantarsi con gli amici per settimane. All’interno dello stabilimento è presente anche il Museo aziendale, con materiali e strutture che susciteranno la curiosità dei 10 vincitori, per i 175 anni di storia del birrificio.

Solo due giorni per diventare mastro birraio

Un trend popolare

Sarà un’esperienza formativa che segue il trend della popolarità della birra. Sono nati recentemente molto piccoli e micro birrifici artigianali, che concorrono a questo grande successo delle bevande a base di luppolo. L’interesse è alto anche per la varietà e la fantasia con cui vengono preparate queste birre. Sono talmente uniche che hanno suscitato l’interesse anche di molti clienti esteri. Un prodotto solitamente immaginato come proveniente dall’estero, che riesce ad esportare e a farlo con grande successo.

Birrifici italiani in spolvero

I birrifici italiani non hanno timori riverenziali, e stanno assorbendo tutta la cultura per le bionde, rosse, lager, stout, trappiste, IPA, fino alle birre natalizie. Si è infatti, appena concluso il concorso della Unionbirrai per premiare la birra natalizia italiana più gustosa, e quella che meglio si accompagna al panettone. Un altro successo, sia per partecipazione che per interesse. Il mondo della birra è decisamente in salute e sta modificando molte dei riti del bere consapevole.  Solo due giorni per diventare mastro birraio

Solo due giorni per diventare mastro birraio
Eventi, Marketing

Curare la fedeltà

il 03-12-2022 è nata BCV PLUS Boscaini Scarpe

A Natale i clienti potranno essere ancora più fedeli al brand Boscaini! Il 3 dicembre è stata lanciata la nuova carta vantaggi BCV PLUS, che prosegue un percorso nato oltre 7 anni fa. I primi dati sono davvero incoraggianti: i clienti sono felici della proposta che sta catalizzando le attenzioni al progetto. Curare la fedeltà

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Un lancio anticipato di 6 mesi

Uscita in anticipo per ridurre l’impatto inflazionistico che aumenta i prezzi dei prodotti, valida in tutti i 7 store della catena, presto anche per l’e-commerce. Un progetto fedeltà a cui Olab & Partners stava lavorando da tempo e che ha recuperato i dati e le informazioni raccolte negli anni precedenti di attività. Una sospensione, corrispondente gli anni della pandemia, che ha segnato a sorpresa, una forte mancanza esplicitamente dichiarata dai clienti.

Studiare il cliente è una questione anche di tecnologie

Una pausa indispensabile per riallineare le tecnologie e rivedere l’engagement di fidelizzazione, il fidanzamento con cliente – citando Cristina Lazzati nell’editoriale di questo dicembre di GDO WEEK. Siamo partiti dai numeri e dai dati che Boscaini Scarpe avevano a disposizione dalla precedente versione della carta fedeltà, dati raccolti grazie al sistema gestionale in essere. Abbiamo impostato un metodo di marketing che ha consentito di rielaborare l’incidenza, redditività, investimenti e costi di gestione del progetto, utilizzo, classi di fatturato e tutto quello che sono le info che ci può dare una profilazione. Dai dati più elementari a quelli più sofisticati. Il tutto complicato anche dalle variazioni continuative delle leggi sulla privacy o GDPR.

Rilanciare i vantaggi per mantenere autorevolezza

La revisione delle proposte di fidelizzazione, i vantaggi, è stata di fatto radicale ed è stata improntata in una logica triennale, con proposte reali e calibrate, rispettose della coerenza dei valori di Boscaini Scarpe, fortemente orientata al mondo fashion. Grande spinta all’utilizzo del digitale, riduzione dell’impatto ambientale potendo riattivare le precedenti carte anche da smartphone. La novità maggiormente significativa riguarda la gestione dei premi legata alle stagioni moda. Il non dover attendere la fine dell’anno solare, ma dare a fine stagione la possibilità al cliente di riscuotere i premi guadagnati. Investendo i buoni premio su nuovi prodotti: al termine della stagione invernale (28 o 29 febbraio) e di quella estiva (30 settembre) di ogni anno. Un articolato sistema di contatto con i clienti che si iscriveranno che consentirà al brand Boscaini di essere presente, man non stressare, il cliente fedele.

Progetto multidisciplinare, la fedeltà si costruisce in team

Un lavoro multidisciplinare che ha coinvolto strategia e marketing (Cesaro & Associati e Olab & Partners), branding e comunicazione (Wintrade srl ), tecnologie gestionali interne (Sys-dat Group), aspetti legali, regolamento (Pragmatica Plus) e privacy  (DPO RETE 231 S.C) e tutto il personale che è stato coinvolto nel processo e, in particolare, al gruppo dirigenziale Boscaini guidati dal PM project Leader Andrea Boscaini. Curare la fedeltà

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Eventi, Viaggi

13 Babbi Natale in Islanda

La tradizione natalizia islandese è veramente particolare

Il Natale in islandese e nelle nazioni nordiche viene chiamato Yule. Non è esattamente come ce lo immaginiamo, anche perché viene da un retaggio medievale, che potremmo definire gotico. Le fiabe erano uno strumento d’insegnamento, con una morale molto forte, che però spesso confinava con l’orrore. Non si contano le streghe, gli orchi, i giganti mangiabimbi che hanno popolato le leggende da raccontare attorno al fuoco. Un retaggio di quelle storie resta nelle leggende natalizie islandesi. 13 Babbi Natale in Islanda

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Qui santa Lucia, là 13 folletti

Mentre da noi si festeggia una santa con gli occhi strappati via, Santa Lucia, lassù compaiono 13 folletti. Il loro ruolo è le stesso di Babbo Natale, ma appariranno uno alla volta nelle tredici notti prima della santa notte. Il loro compito è premiare i bimbi buoni e lasciare pessimi ricordini a quelli che sono stati cattivi. Per conoscere la loro sorte i bambini devono lasciare fuori dalla porta o su una finestra una scarpa. Il mattino dopo troveranno caramelle o dolcetti se le loro azioni sono state giudicate positive, oppure qualcosa di sgradevole come qualcosa di marcio, se sono stati cattivi

Tredici ladruncoli

I tredici folletti sono in realtà dei ladri matricolati. Siccome la leggenda che li riguarda viene dal passato sono quasi sempre legati al cibo. Sono buffi e dispettosi, ma svuotano le dispende. La fame era molto temuta, quindi veder sparire qualcosa dalle riserve era ritenuto un evento pericoloso anche per la vita. Possono fare delle azioni sgradevoli ma mai troppo cattive. Nei secoli precedenti erano descritti come dei veri e propri orchi assassini, ma da 300 anni in qua, per legge, i genitori non possono spaventare i figli con quelle orribili storie. Prevale l’aspetto buffo, goliardico e divertente del loro carattere. Anche l’aspetto fisico è decisamente più sul piano dei nanetti da giardino che quello del killer.

13 Babbi Natale in Islanda

Abili ad intrufolarsi

I folletti sono abili ad intrufolarsi in casa e ad ispezionare tutto ciò che vi è custodito. Lo fanno di notte, quando tutti dormono e i bambini non devono aprire gli occhi o rischiano una brutta fine. I nomi sono una breve descrizione delle loro abitudini, perciò conoscerli comporta una conoscenza del danno possibile che si può subire. I folletti sono figli di Gryla, una gigantessa sempre affamata che a Natale scende dalle montagne e chiede alle famiglie di consegnarle i bambini cattivi per poterli mangiare. Li fa bollire nel suo pentolone, ma per allontanarla basta regalarle del cibo.

Le piccole pesti

Le piccole pesti sono: Stekkjarstaur = che ruba il latte alle pecore, ha le gambe di legno e non è molto lesto. Giljagaur = si nasconde nei fossi e s’intrufola per rubare il latte nelle stalle. Stufur = un nanetto piccolissimo che ama ripulire i resti di cibo nelle padelle. Þvorusleikir = la sua passione è di rubare i cucchiai e leccarli, siccome trova poco cibo è quasi scheletrico. Pottaskefill = lui ama i tegami alla follia, pulisce ogni tipo di avanzo. Askasleikir = letteralmente lecca ciotole, quelle che venivano riposte sotto ai letti, le ruba e si mangia tutto. Hurðaskellir = un fastidioso sbattitore di porte.  

Skyrgamur = divora tutto lo skyr, lo yogurt locale. Bjugnakrækir = adora rubare le salsicce appese. Gluggagægir = uno spione che dalle finestre individua cosa si possa rubare in una casa. Gáttaþefur = ha una passione per i dolci e grazie ad un enorme naso, li fiuta ovunque siano nascosti. È lui che ha ispirato i folletti nasoni col grande berretto. Ketkrókur = è il più attrezzato, ha un gancio per rubare la carne anche se è appesa in alto. Kertasnikir = è un ladro di candele, insegue i bambini e gliele ruba.

Il gatto cannibale

I bambini islandesi non devono badare solo ai ragazzacci del Natale (Yule lads) se non vogliono essere sbranati. Il giorno della vigilia c’è un enorme gattina nera, Jola, che gira in città e divora tutti i bambini che in quella giornata non indossano qualcosa di nuovo. La gatta ha il muso dolce dei micetti, ma ha un animo cattivo, ed è meglio non farsi ingannare dal suo aspetto. 13 Babbi Natale in Islanda

13 Babbi Natale in Islanda

Credits: Pixabay, Wikimediacommon