Eventi, Viaggi

Ingoiato da un capodoglio.

Un film in uscita racconta un evento quasi impossibile.

Nato dalla visione di alcuni filmati postati in rete e diventati virali, il film Whalefall racconta la storia di un ragazzo che cerca di sopravvivere all’attacco di una balena. Sono capitati alcuni episodi di di canoisti o kayakisti finiti nella bocca di una megattera e prontamente risputati in mare. Ingoiato da un capodoglio

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Fanoni o denti?

Esistono due tipi di balena, dotati di fanoni o dentati. Le megattere usano i fanoni come filtri per intercettare le loro piccole o piccolissime prede, ma se nel boccone entra anche un canoista, si limitano ad espellere l’intruso. Le loro gole sono strozzate e permettono il passaggio solo di krill e gamberetti, un umano le strozzerebbe per questo lo rilasciano immediatamente.

I capodogli non masticano

I capodogli hanno dentature imponenti ma li usano solo per trattenere il loro cibo che è costituito principalmente di calamari giganti. Risucchiano il cibo e raramente lo mordono, per questo la finzione di essere “mangiati” da un capodoglio ha un certo margine di possibilità. Il film è l’adattamento di un romanzo omonimo del 2003, realizzato dal regista Brian Duffield.

Ingoiato da un capodoglio

Un sub inghiottito tutto intero

Il protagonista è un sub che viene inghiottito mentre sta facendo delle esplorazioni e cerca di liberarsi dalla morsa dello stomaco del capodoglio. Il corpo di un umano non è molto dissimile per forma e volumi a quello di un calamaro gigante, la preda prediletta dei capodogli e questo rende possibile l’impianto u cui regge il film.

Una megattera non lo farebbe mai

E’ impensabile che una balena ingoierebbe un essere umano di proposito. Ma se fosse scambiato per un calamaro gigante o si trovasse all’interno di un loro branco, potrebbe accadere. Se fosse una balena dotata di fanoni, non potrebbe essere inghiottito, ma sarebbe espulso come ospite indesiderato, mentre nel caso di un capodoglio, tecnicamente potrebbe accadere. 

Giona e Pinocchio nelle scritture e nelle fantasie umane

Giona dentro ad un grande pesce (nei testo non si parla di balena) come racconta l’Antico Testamento, ci visse tre giorni e tre notti, prima di essere vomitato su una spiaggia. Mentre Collodi nel suo Pinocchio ci racconta di come lui e il padre si ritrovarono proprio nella pancia di una balena. Storie che affascinano da molti secoli l’immaginario degli umani, e che viene ricreata in questo film per il nostro divertimento. Ingoiato da un capodoglio

Ingoiato da un capodoglio
Eventi, Viaggi

A Tiberio piaceva il rosa

Una mostra a Copenhagen svela alcuni segreti dei gusti dei romani

Tenevano molto ai simboli del loro potere e tra questi c’erano i colori dei loro abiti, delle loro toghe e tuniche. Il costo sbalorditivo di alcuni pigmenti, facevano riservare solo ai più ricchi e alle classi privilegiate, le colorazioni più vistose, che partivano dal rosa shocking e arrivavano al porpora. Una toga rosa non era certo un segno di arrendevolezza od omosessualità. (anche se Vannacci potrebbe non essere d’accordo).
A Tiberio piaceva il rosa

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Potere e ricchezza mostrata con disinvoltura

Era un simbolo di potere e di ricchezza. Oltre alle vesti colorate amavano portare acconciature elaborate e usavano profumi. Niente afrore d’ascella per le classi più agiate. Amavano così tanto i profumi che anche le statue venivano irrorate di profumi e unte con unguenti. Le essenze erano diverse per i maschi che propendevano per i profumi floreali, mentre le matrone amavano profumi molto più marcati e intensi.

Amavano l’igiene ma i profumi non erano per tutti

Pur essendo una civiltà che amava l’igiene e frequentasse regolarmente le terme, solo le classi più ricche potevano permettersi gli unguenti che emanavano effluvi gradevoli. Ai romani piaceva molto mostrare il loro status e seguire le mode del tempo, che fossero i colori delle toghe, o i trucchi per gli occhi e il viso. Non erano i colori attuali e i riferimenti attuali, come dimostra una bella statua di Tiberio riportata ai colori originali, con una toga drappeggiata ai fianchi, in colore rosa intenso.

A Tiberio piaceva il rosa

La porpora e altri coloranti erano richiestissimi

La bava delle lumache di mare, che era alla base dell’economia fenicia, forniva la ricercatissima porpora, ma anche altri coloranti erano graditissimi e altrettanto richiesti. La moda mutava, e i colori con essa, i romani e le loro signore cercavano di restare al passo inseguendo le novità. Anche le acconciature dei capelli cambiavano rapidamente nei gusti delle matrone, come testimoniano moltissime statue, che sono presenti alla mostra “Il potere della moda nell’Impero romano” alla The glyptotek di Copenhagen.

Spiazzati dalle statue colorate e profumate

L’abitudine alle statue in marmo, così bianche e inodori spiazza i visitatori che si trovano davanti colori e odori intensi. E’ una lettura molto diversa del potere delle gens romane e del loro modo di ostentarlo. Siamo abituati a pensare ai romani come soldati, legionari, uomini rudi e guerrieri, e queste informazioni sui loro gusti, dimostrano quanto ancora c’è da scoprire per comprendere pienamente la cultura di un Impero che è stato tra i più longevi ed estesi del pianeta.
A Tiberio piaceva il rosa

Benessere, Eventi

La magia protettiva per scacciare le streghe.

Streghe e malocchio sono paure ancestrali 

La storia umana è ricco di simbologia sia a favore che contro il sacro e la magia. Ci sono mille modi e declinazioni per proteggere la propria casa, i propri affetti e anche gli animali. Nelle case rurali è ancora facile incontrare simboli di protezione. Di solito sono collocati sulle porte d’ingresso, attorno alle finestre o a quello che era ritenuto il più probabile punto d’ingresso degli spiriti, ovvero il camino.
La magia protettiva per scacciare le streghe

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Il camino punto di accesso più fragile

Sono esagoni, stelle a 5 punte, pentagrammi, ma anche ferri di cavallo che con la loro forma possono ricevere il malocchio e rilanciarlo lontano. Pietre con forme speciali venivano inserite nella muratura o sul tetto tra le tegole. Il timore di poter essere vittime di sortilegi ha caratterizzato la vita dei nostri simili. Per tenere lontane le negatività sono stati adottati talismani adatti a dissolvere i sortilegi. La paura delle streghe della loro abilità nell’incendiare le case o a portare malattie, le ha sempre osteggiate fino ad arrivare a contro incantesimi.

Bottiglie delle streghe

Nelle case inglesi sono state rintracciate, inserite nei caminetti delle bottiglie anti stregoneria, contenenti simboli esoterici, tessuti, spilli e tracce di urina. Venivano nascoste all’interno dei camini e non dovevano essere mai nominati o avrebbero perso il loro potere. Anche i giardini potevano essere usati contro il malocchio, piantare sorbo o alloro, avrebbe allontanato le malelingue o le ambiguità del vicinato. L’alloro avrebbe protetto anche dai fulmini e tenuto alla larga il demonio. Un ciuffo d’erba di San Giovanni appeso alle finestre avrebbe tenuto fuori la discordia. 

La magia protettiva per scacciare le streghe

Belladonna e rosmarino necessari

Per i riti di purificazione veniva bruciata salvia in tutta la casa. Coltivare Belladonna avrebbe annullato la magia nera. Un rosmarino in giardino avrebbe intrappolato le streghe, costrette a contare ognuna delle foglie del cespuglio e questo avrebbe fatto perdere tempo fino al sorgere del sole. In centro e Sudamerica ma anche nel Sud Europa alle porte vengono appesi peperoncini col compito di tenere alla larga gli stregoni.

Anche gli animali protetti

Per gli animali oltre alle benedizioni ed i rituali a Sant’Antonio, era consigliato appendere al collare piccoli quarzi o occhi turchi. Questa tradizione continua ancora oggi per gli animali da compagnia. A volte non erano i proprietari ma gli stessi muratori che costruivano le case ad inserire questi simboli protettivi nella malta e nei laterizi. In alcune aree i tetti delle case era adornati di pietre e canne fumarie con disegni molto elaborati. Le streghe che avessero cercato di entrare si sarebbero “incantate” a guardare i disegni e non sarebbero entrate.

Alcune pratiche sono tornate di moda

Alcune di queste pratiche sono tornate di moda, l’attenzione al sacro e al misterico porta ad evidenziare oggetti, talismani e simboli protettivi o più semplicemente ad oggetti come gli acchiappasogni. Sono “magie” positive che vogliono portare bene. Anche l’Asia ha molteplici testimonianze di simboli e rituali per scacciare il maligno e tenerlo fuori dalla porta di casa. Un segno che il mondo della magia ha toccato tutte le culture, diffondendosi in tutto il globo. Gli stessi indigeni australiani compiono rituali in proposito, mentre i popoli africani sono pieni di simbologia sacra e animista.
La magia protettiva per scacciare le streghe

Eventi

Ecco i vincitori dei premi Ig Nobel 2026

Attesi quasi come i Nobel i premi per gli studi più strambi

Non sono celebrati come i Premi Nobel, ed a volte è un peccato, i premi IG NOBEL sono un esempio di come la scienza possa spingersi oltre il limite del ridicolo. Rappresentano ciò che per Hollywood sono i Golden Raspberry Awards (peggior film, peggior attore, ecc ) che vengono consegnati ogni anno, e quasi sempre ritirati con molto humour. Ecco i vincitori dei premi Ig Nobel 2026

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Risate ma anche risultati scientifici

Hanno lo stesso spessore, ma alla base non c’è solamente l’aspetto della piacevolezza di una pellicola, ma veri e propri studi tecnico-scientifici. I premi satirici attribuiti a molti ricercatori hanno il compito di dare prestigio a risultati sorprendenti che fanno ridere però fan pure riflettere. Quest’anno i premi sono risultati piuttosto interessanti.

Un orinatoio anti-schizzi

A colpire molti degli intervenuti alla premiazione, un team che ha cercato di formulare la perfetta forma di un orinatoio, in grado da evitare i fastidiosi schizzi di orina, propri o dei vicini di stallo. La presentazione del loro lavoro con tanto di costumi da goccia di pipì è stata esilarante.

Come non pestare i serpenti velenosi

C’è chi ha investito tempo e risorse per comprendere come mai i serpenti velenosi cercano di mordere coloro che li calpestano. Lo studio riguardava la leggerezza della pestata per evitare le reazioni dei rettili. Per la medicina il premio IG NOBEL è stato assegnato ad uno studio su come soffiarsi il naso. Energia implicata e svuotamento delle singole froghe per ottenere il miglior risultato possibile.

Ecco i vincitori dei premi Ig Nobel 2026

Come definire un bacio?

Anche il bacio è stato esaminato, la definizione è stata un capolavoro di biomeccanica applicata. in realtà lo studio partiva dal bacio come interazione tra gli animali e le sue evoluzioni. Uno studio si è preoccupato di come evolva l’odore degli umani, dal meraviglioso profumo dei neonati allo sconvolgente odore degli adolescenti.

Ricchi e odiosi

Uno studio ha messo in luce come le persone più ricche si preoccupano meno del prossimo ed abbino sviluppato una capacità di mentire ed ingannare. Lo studio ha dissertato sul fatto che gli abbienti sono più inclini a rubare le caramelle ai bambini. Comportamenti odiosi.

I nemici dei miei nemici

I nemici dei miei nemici sono miei amici, potremmo sintetizzare così una ricerca volta a mettere in risalto, come troviamo molto gradevole la presenza di coloro che osteggiano i nostri nemici. Se li mettono in difficoltà ne proviamo intima gratificazione e più sono crudeli nei loro confronti, e più li apprezziamo.

Bastano mille mutande per esplorare il terreno

Per scoprire come il terreno si comporta nei confronti delle cose che abbandoniamo, uno studio ha relazionato sulla diversa reazione nei confronti di mille paia di mutande sepolte e poi recuperate dopo 2 mesi. E’ accaduto in 25 paesi diversi, con un deciso impiego di tempo per avere risultati confrontabili.

Risate ma anche tanto impegno

IG NOBEL sono arrivati alla 36 edizione e sono stati assegnati in Svizzera a Zurigo. Sembrano in grado di continuare a premiare e diffondere curiosi studi scientifici che ci strappano risate ma che in molti casi riescono a trovare dati che potrebbero sfuggire alle ricerche più tradizionali. Ecco i vincitori dei premi Ig Nobel 2026

Ecco i vincitori dei premi Ig Nobel 202
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8.000 volontari per trainare un castello

Succede in Giappone. Per restaurare un antico castello migliaia di persone offrono la loro disponibilità

E’ il corpo principale (mastio) di uno dei 12 castelli ancora esistenti in Giappone dell’epoca feudale. Costruito nel 1611 venne colpito da un fulmine che lo incendiò. Venne ricostruito nel 1810 ed è uno dei vanti della regione di Hirosaki. Nel suo parco si svolge un importante festival della fioritura dei ciliegi, ogni mese di marzo. 8.000 volontari per trainare un castello.

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Colpito da un fulmine e un terremoto

Il castello aveva subito danni a causa di un terremoto, che ne aveva messo in pericolo uno dei muri perimetrali. Per poterlo restaurare era necessario spostarlo dalla sede originale, perciò nel 2015 era stato trasportato a circa 75 metri di distanza dalla sede originaria.

Riportarlo nella sede originaria

Ora che il restauro murario è stato completato, occorre riportare il castello nella sua sede, ma non tutta l’operazione può essere effettuata su carrelli. Il ritorno in sede può essere effettuato a braccia e per questo servono tanti volontari. Per completare l’impresa, si sono offerti volontari ben 8.000 persone, non solo dal Giappone ma da tutto il mondo. Di questi 8.000 sono stati sorteggiati, tramite lotteria, 1.800 volontari disposti a trainare le 400 tonnellate del castello.

Il percorso a braccia è breve, ma molto pesante

Il percorso è breve ed i volontari devono portare a termine un movimento di circa 5 metri, poi interverranno i rulli meccanici. Nei primi tre giorni il mastro è stato spostato di quasi 3 metri. I gruppi di circa 80 persone, si sono alternate a trainare il castello con lunghe corde di circa 30 metri, dandosi il cambio dopo ogni sessione.

Riaprirà solo nel 2033

Il castello dell’epoca feudale, ancora esistente in Giappone, è l’unico rimasto nella regione del Tohoku. Saranno necessari ancora alcuni lavori di restauro dopo la ricollocazione. Il castello verrà coperto durante tutta questa fase dei lavori e ci sarà da aspettare fino al 2033 perché venga riaperto ai visitatori del parco. 8.000 volontari per trainare un castello

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Che estate esagerata

Alla ricerca della follia, dell’esperienza unica, della contaminazione, qualsiasi cosa che scateni la curiosità, meglio se non costa un occhio, visti i tempi. Tutto serve per fare esperienza unica, molto scenografica, instagrammabile e da raccontare agli amici. Che estate esagerata

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Spettacolarizzare

Cene spettacolo, dove non si comprende dove passa il confine tra puro divertimento, esperienza degustativa, o semplice sberleffo alle proprie papille gustative, prigioniere di giochi gourmet e scherzi gastronomici destinati a stimolare la curiosità dei commensali.

Freakfood per sorprendere

Se sentite parlare di freakfood, non spaventatevi non sono tornati i Beatnick cari a Grumb e alle esperienze hippie californiane. E’ il modo per definire una cucina fatta per sorprendere, dove l’esagerazione è il tema principale, dove i gusti e le ricette si contaminano in modi veramente inusuali. Dove le porzioni sono pensate per dinosauri e non per umani. Dolce, salato e piccante si sovrappongono per stimolare la salivazione o solo per bruciarvi la gola e lasciarvi sbigottiti?

Credits:Luigi_Carnevali_AI_generated

Burgher a 10 piani

Le burgherie a partire dalla famosa M, preparano panini a dieci piani, così ricchi che pensare di poterli mangiare con le mani è letteralmente impossibile. Traboccano di condimenti, farciture, e piani su piani di carni grigliate, formaggi e raramente qualche verdura. Sono golosità che confinano con l’impossibilità di essere consumati. Scatenano il desiderio, mentre si pensa a come caspita si potrà addentare un simile panino.

Trasgredire e condividere in rete

Estate esagerata anche nel trasgredire le ricette, mettendo in comunicazione dolce e salato o dolce e piccante. Ogni contaminazione vale, purché sia inusuale ed esperienziale, innovativo, fuori dagli schemi e sia scenografico. Degno di essere fotografato, magari con le espressioni stupite dei commensali, alla prova di assaggio di fronte agli insoliti accoppiamenti. Tutto ovviamente fotografatile e condivisibile in rete, per una estate fuori misura.

Che estate esagerata
Credits:Pixabay_Pavelpasha

Sushi di strada

Il sushi mantiene alto il suo appeal con una trasformazione che lo rende facilmente trasportabile. Servito in confezioni push-up (Sushi Push Pops) per essere consumato facilmente come cibo di strada. Ricordate i gelati con il bastoncino da spingere verso l’alto? Il principio è lo stesso, ma invece di panna e cioccolato, troverete al suo posto involtini di riso e pesce crudo o cotto.

Gelati enormi con cento topping

Lo stesso accade anche per i gelati. Dimensioni giganti e arricchimenti con topping di ogni tipo. Frutta, panna, cioccolato, marmellate, gelatine, zuccherini, biscotti, ma c’è chi osa di più coi caramelli salati o direttamente coi gusti salati e piccanti. Al cliente la possibilità di scegliere quanti e quali topping mixare per un effetto decisamente coreografico. A quando il gelato arricchito con topping al peperoncino e ‘nduja?

Che estate esagerata
Credits:Luigi_Carnevali_AI_Generated

Gelato e cocktail

Il gelato viene anche interpretato in chiave alcolica, mixando bevande colorate ad alto tasso alcolico, o aggiungendo frutti di bosco sotto spirito. In modo da alimentare un diverso modo di assaporare il fresco del gelato con il “bollente” degli spiriti. Alcuni barman si sono già esibiti in cocktail con gelati decisamente molto spiritosi.

Molti preferiscono il tradizionale

Non tutti però abboccano alle provocazioni, almeno metà degli italiani, desidera coltivare i metodi tradizionali di alimentarsi. Sono magari, più interessati alle esperienze che permettono di conoscere le specialità delle località scelte per le vacanze. Un turismo meno pronto alla novità, specie se estreme, e attento alla localizzazione.

Sopravviverà questa tendenza?

Stupisce l’alto interesse per le esperienze extra, per gli eccessi, per le sfide ala propria sensibilità orale. Portate pantagrueliche con ingredienti inusuali e voglia di trasgredire rispetto alla cucina tradizionale e meglio conosciuta. Alcune di queste ricette forse potranno essere riproposte nelle prossime stagioni, cercheremo d monitorare il fenomeno per tenervi informati in proposito. Che estate esagerata

Che estate esagerata
Credits:Luigi_Carnevali-AI_Generated
Abitare, Benessere, Eventi

Carovita sanità e sicurezza preoccupano gli italiani

Partono per le ferie ma col freno a mano tirato sulle spese

I nostri connazionali in partenza per le meritate ferie, sono assediati da tre grandi preoccupazioni, il rincaro dei prezzi (carovita), salute pubblica e sicurezza. L’aumento dei prezzi e la conseguente inflazione continua a rappresentare il maggior fattore di disagio e preoccupazione. La popolazione italiana, si arrovella sulle possibili soluzioni del problema. Si manifesta in modo rilevante anche sulla scelta del tipo di vacanze per quest’estate. Carovita sanità e sicurezza preoccupano gli italiani

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Vacanze spezzatino

Agosto resta il mese principale, ma le vacanze medio-lunghe (scordatevi 3 settimane consecutive) vengono accantonate. La tendenza è a ridurre i periodi a brevi esperienze, magari due o tre vacanzine. Solo pochi giorni, con molta attenzione allo spendere. Magari una delle brevi vacanze viene vissuta presso amici o parenti, cercando di ridurre ulteriormente l’esborso familiare.

Carovita sanità e sicurezza preoccupano gli italiani

Sanità preoccupante

Mentre cercano di risparmiare un poco gli italiani continuano a pensare alla sanità come un elemento indigesto. Il timore che venga sacrificata, a discapito di altre scelte governative, rende imbarazzante per molti, immaginare che vi possano essere scelte alternative. La difficoltà di accedere ai servizi sanitari è palese. Sono pochissime le famiglie che possono sentirsi sicure di avere standard sanitari efficienti. Bastano le liste di attesa per le visite specialistiche, per far crollare la fiducia nel sistema.

Sicurezza in primo piano

Altro tema che preoccupa è la sicurezza. Nonostante i dati ufficiali certifichino che l’Italia è uno dei paesi meno violenti, la spinta che viene dai mezzi d’informazione, va in direzione opposta. Ogni caso viene gonfiato ad arte. E’ evidente che il tema sarà alla base delle prossime campagne elettorali, ogni partito, soprattutto a destra  impone un suo cappello sul tema, per risultare attrattivo ed ottenere più voti, su un tema che viene continumente distorto.

Carovita sanità e sicurezza preoccupano gli italiani

Polemiche e montature

Ogni caso diventa soggetto di polemiche per attaccare questa o quella organizzazione a cui viene delegata la sicurezza, la polizia, la magistratura o i tribunali. I quotidiani ingigantiscono le notizie, le fanno sviluppare fino al deflagramento. Se non ci sono emergenze soffiano sul fuoco della polemica, aggiungendo dettagli, mentre dovrebbe essere solo la magistratura a svolgere il suo compito e non i giudici da tastiera o da schermo tv. 

Televisione in cerca di share

La tv per ottenere alti share di ascolto, cavalca ogni caso con programmi di approfondimento. Dovrebbero cercare di smorzare l’attenzione morbosa ed invece l’attizzano a dismisura, istigando il pubblico a prendere una posizione, anche se sono completamente a digiuno di giurisprudenza. Guelfi e ghibellini chiamati ad esprimersi anche su un’unghia incarnita.

Due campi con preoccupazioni molto diverse

Ovviamente a seconda del campo politico le preoccupazioni variano molto. Nel campo del centrodestra, criminalità, integrazione (remigrazione), sanità vengono nell’ordine. Nel campo opposto sono prima la sanità, poi il carovita ed infine la sicurezza gli argomenti che preoccupano maggiormente.  A sinistra rimane molto alta l’attenzione ai temi climatici e all’emigrazione giovanile, che invece, non preoccupano l’elettorato di centro destra. Carovita sanità e sicurezza preoccupano gli italiani

Carovita sanità e sicurezza preoccupano gli italiani
Benessere, Eventi

I Vichinghi amavano l”erba”

Ritrovamento di pollini di canapa in un villaggio vichingo in nordamerica

Negli stanziamenti americani dove i Vichinghi si erano installati, sono stati trovati dei reperti “vegetali” importanti. Pollini accumulati nel tempo sia di noce europeo che di canapa. Essenze che non erano presenti nel continente nordamericano e quindi sono state importate dai Norreni. I Vichinghi amavano l”erba”.

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Ogni mare terra di conquista

Per un popolo che aveva fatto dei mari terra di conquista, tutto ciò che riguardava la navigazione era importantissimo. Gli alberi di noce per il legname e la canapa per le corde, le vele ed anche gli abiti, erano essenziali. Ma si limitavano ad usarla per i cordami, vestiti e vele?

Nessuna certezza  in proposito

Non ci sono testimonianze che suffraghino queste teorie. La canapa veniva sicuramente utilizzata come medicinale per alleviare il dolore del parto, o a lenire i dolori delle ferite, ma probabilmente veniva utilizzato anche in battaglia per stimolare e motivare i guerrieri. 

Incentivo per i guerrieri e per le streghe norrene

La cannabis era fondamentale per l’espansione dei Vichinghi in terre sconosciute. La utilizzavano sicuramente come motore per le azioni guerresche e probabilmente anche come strumento ludico. Sicuramente la cannabis aveva un valore magico ed era utilizzata dalle völva, le stregonesse norrene, donne/santone che avevano l’incarico di fare da tramite tra la Terra e gli Dei. 

I Vichinghi amavano l”erba”

Come le Sibille entravano in trance

Si comportavano come le sibille umane, che aspiravano i fumi del vulcano ed entravano in trance, loro lo facevano grazie alla canapa. Come le sibille davano responsi in un linguaggio incomprensibile ai comuni mortali. Avevano assistenti che viaggiavano sempre con loro che traducevano queste risposte e le diffondevano.

Cadere in estasi era indotto

Il rituale di rivolgersi ad Odino per avere consigli e risposte, poteva variare a seconda dell’abilità o della volontà della völva, di cadere in estasi. Erano esclusivamente donne perché il rito simulava un rapporto sessuale, in cui Odino penetrava nel loro corpo e solo in quel momento di estasi, potevano rispondere alle domande. Il raggiungimento dell’unione era rappresentato da una danza sciamanica, dall’alto valore erotico.

I Vichinghi amavano l”erba”

Ogni tipo di domanda era accolta

Nei loro rituali potevano rispondere a qualsiasi domanda, dal mal d’amore, come sulle prossime battaglie, e come battere i nemici. Potevano anche effettuare riti magici e sortilegi. Veniva costruito un palco su cui la sacerdotessa sedeva in una sorta di trono, che rappresentava quello di Odino. Dopo aver aspirato canapa e assunto altre sostanze entrava in trance. Una trance che poteva durare anche 10 giorni.

Anche gli stregoni Sami usavano erbe e funghi magici

In tutte le saghe vichinghe, così come in quelle dei Sami (Lapponi) ci sono riferimenti ad erbe e funghi che facevano perdere la ragione ai guerrieri durante la battaglia. Forse tra queste c’era proprio la canapa, che veniva usata per sballare e predisporre a cruenti battaglie. Le erbe e le altre sostanze erano un mix segreto, che ogni völva raccoglieva e conservava gelosamente. Solo alle adepte era concesso conoscere di cosa erano composti. I Vichinghi amavano l”erba”

I Vichinghi amavano l”erba”
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La scimmia col rossetto.

Scoperta in Congo una nuova specie di primati.

Il nome con cui lo identificano è scimmia Likweli dalle labbra rosa-arancioni. L’hanno scoperta in una piccola area della foresta pluviale del Congo. Un’area protetta dove la caccia è proibita, ma i bracconieri li cacciano ugualmente. Sono appena state scoperte e sono già nella lista degli animali in pericolo d’estinzione. La scimmia col rossetto.

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Nere piccole con macchie bianche sulla schiena

Sono nere, piccole (circa 6-7 chili), hanno un pelo ispido e sembra che si mettano il rossetto. In realtà è il contorno naturale delle loro labbra ad essere Rosa-Arancio. Presentano anche macchie bianche sulla schiena. Altra particolarità hanno 4 dita e non presentano pollice.

Sono schive ma non fuggono

Sono schive e forse per questo non erano ancora state individuate. Sono quasi sconosciute anche agli abitanti locali, che non le conoscevano. Rimangono nell’area se qualcuno entra nel loro spazio, sono arboricole e si limitano a salire sui rami più alti ma non fuggono. Rimangono ad osservare gli intrusi come se volessero studiarli.

Studiate le loro caratteristiche da esemplari sequestrati ai bracconieri

Da tre esemplari defunti, sequestrati ai cacciatori gli scienziati hanno potuto studiare le loro caratteristiche e confrontarle con altri reperti di scimmie conservate nei musei. Da queste analisi è apparso evidente che si tratta di una specie a se stante. Sono lunghe poco più di un metro dalla testa alla coda ed emettono sordi brontolii, quasi dei grugniti. 

Sono in una riserva del Congo

Vivono in un’area molto ristretta del Congo, in gruppi familiari ristretti (5-6 unità). Fotografate per caso durante una ricerca scientifica nel 2008 erano sparite dai radar per essere ri-avvistate nel 2018. Al momento non ci sono notizie sulle loro abitudini, su quali siano i loro cibi preferiti e del loro stile di vita in generale. Sicuramente sono una specie da studiare e proteggere. La scimmia col rossetto

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Il fascino della Cucina italiana negli Usa è intatto

S’è appena conclusa la Summer Fancy Food di New York una fiera dedicata al cibo e alla ristorazione. L’Italia con tutta la sua tradizione e fama ne è stata protagonista.

Promossi con qualche riserva

New York promuove la cucina. Con una inchiesta rivolta a turisti e consumatori americani ed italiani, si sono tracciati alcuni interessanti percorsi sull’alimentazione. L’indice di gradimento sulla ristorazione italiana all’estero è altissimo. Almeno 7 su 10 dei nostri connazionali hanno riconosciuto i nostri piatti come abbastanza corretti. Il fascino della Cucina italiana negli Usa è intatto

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Variazioni sul tema e ingredienti scorretti

Ciò che ha fatto la differenza sono le variazioni secondo gli usi delle ricette originali e gli ingredienti, non sempre all’altezza. Proprio gli ingredienti sonda alla base di una querelle, perché ritenuti copie non degne di reggere il confronto.

L’Italian Sounding è un vero problema

Sono troppi gli ingredienti che giocano sull’Italian sounding, proposti sul mercato con finte denominazioni, rappresentazioni grafiche che rimandano al nostro tricolore, ma che non sono stati prodotti in Italia.

Il fascino della Cucina italiana negli Usa è intatto

Un mercato parallelo dannoso per il nostro bilancio

Questo mercato parallelo sottrae una cifra enorme al nostro fatturato (42 miliardi secondo una stima di Coldiretti). Molto coinvolti alcuni dei reparti simbolo, quello caseario e oleario, salumi e passate di pomodoro, ma anche le paste sono spesso coinvolte in modo negativo. 

Legislazione non sempre favorevole agli esportatori

La legislazione non ci viene sempre in aiuto, sono diversi i modi in cui vengono aggirati i protocolli d’esportazione. I formaggi sono ormai una ossessione per gli Stati Uniti, tanto che hanno modificato le loro catene produttive per copiare i nostri prodotti. Prodotti in gran parte negli stato più ricchi di latte come il Wisconsin e New York. Sono almeno 400 milioni di chili quelli prodotti con al primo posto i formaggi topici, Parmigiano, provolone, pecorino…a cui si aggiungono altri 2 miliardi di chili di mozzarella. La richiesta è tale che le industrie casearie hanno modificato le loro linee produttive e rinunciano ai tradizionali formaggi americani come il Cheddar, il Monterey o il Jack.

Nei ristoranti italiani USA

Gli italiani che hanno mangiato in ristoranti italiani, o sedicenti tali, negli Stati Uniti, si sono divisi nei giudizi. A fronte di un 11% molto appagato, le percentuali sono scese al buono o sufficiente, sino ad arrivare ad un 25% che ha giudicato i locali scarsi o orribili. Nel giudizio hanno anche pesato alcune scelte di ambientazione, troppo stereotipate. La cucina italiana rappresenta il nostro biglietto da visita e apporta sostanziosi contributi alla nostra bilancia commerciale, nonostante i dazi trumpiani vale oltre 251 miliardi. La parte del leone la fanno USA e Cina che assorbono il 65% dei prodotti italiani.

Il fascino della Cucina italiana negli Usa è intatto

Troppi escamotages per truffare

Purtroppo gli escamotages che permettono di produrre falso italiano o italian sounding sono tanti e le regole sono piuttosto lasche. Un settore molto colpito è quello dei prosciutti, con coscia di porco non italiane fatte passare per tali grazie alla salatura. Un espediente che non ha nulla da spartire coi  Parma o i San Daniele. A seguito anche altri salumi e persino la Mortadella vengono falsificati.

Salute a rischio con i prodotti americani senza controlli

A soffrire è anche l‘aspetto della salute, messa a rischio grazie alla legislazione statunitense che permette di utilizzare prodotti proibiti da lungo tempo in Europa, perché ritenuti cancerogeni o dannosi per l’organismo. Anche i vini prodotti con kit che aggiungono semplicemente acqua a condensati di aromi e polveri, sviliscono una tradizione enologica millenaria. Il fascino della Cucina italiana negli Usa è intatto

Il fascino della Cucina italiana negli Usa è intatto