Enogastronomia, Eventi

I migliori panettoni sono al Sud

A sorpresa tra i Panettoni tradizionali e i Lievitati Innovativi trionfano le pasticcerie meridionali

Anche quest’anno Re Panettone ha incoronato i Panettoni più interessanti del panorama gastronomico. Il concorso è riservato ai prodotti artigianali che seguono un disciplinare molto ristretto e preciso. Per partecipare si deve rinunciare agli additivi e semilavorati. A svolgere il ruolo principale sono gli ingredienti naturali e la manualità dei pasticceri/fornai/maestri lievitatori, che vogliono cimentarsi nel più celebre dei dolci delle Feste Natalizie. I migliori panettoni sono al Sud

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Due giorni al Palazzo del Ghiaccio

L’evento si è svolto al Palazzo del Ghiaccio ed ha visto una grande partecipazione. Il concorso è anche un’ottima occasione per mettere in mostra i propri prodotti. È una vera kermesse dove il pubblico può approfittare per acquistare i Panettoni e i Lievitati che gradisce maggiormente. Due giurie hanno assaggiato entrambi le categorie per formulare una classifica dei migliori prodotti artigianali.

Due categorie distinte

Pasticceri e maestri del lievito si sono sfidati nella loro arte, con canoni che rilevavano freschezza, genuinità, qualità e originalità. Nella “Categoria Panettone” partecipavano solo i prodotti realizzati secondo la ricetta classica. Impasto realizzato con lievito madre, farina, burro, tuorli d’uovo, zucchero, uvette e canditi di agrumi e taglio a croce in cima. Proibita ogni forma di glassa, permessa però, assieme alle farciture nella categoria “Dolce lievitato artigianale innovativo”. Qui la fantasia l’ha fatta da padrone e comprendeva tutti i lievitati a base di pasta di panettone. Ammessa ogni tipo di forma, struttura ed evoluzione.

I migliori panettoni sono al Sud

Re Panettone ha eletto:

Tra i Panettoni il Sud ha trionfato prendendosi tutte le posizioni sul podio. Primo posto per: Ascolese, di San Valentino Torio (SA) del capo Pasticciere Fiorenzo Ascolese. Al secondo posto, la Pasticceria Slama di Ischia del capo Pasticciere Alessandro Slama. Sul terzo gradino la Pasticceria Mater di Salerno con il capo Pasticciere Nicola Guariglia. Nei Lievitati Innovativi, la Lombardia ha riguadagnato posizioni, ma la vittoria è andata ad un altro esponente del Sud, il campano Alessandro Marigliano. Suo l’interessantissimo panettone alghe e alici del Cantabrico della pasticceria I Marigliano. Al secondo posto la pasticceria Elite di Vimercate (MI), con il panettone Pepas. Il terzo posto, è andato alla Pasticceria Mac Mahon Rampinelli di Milano con il panettone Dolce Autunno.

Una petizione importante

Per tutta la durata della kermesse, era possibile firmare una importante petizione. La motivazione per far riconoscere l’arte e le tradizioni del Panettone patrimonio immateriale dell’Umanità UNESCO. Il panettone, nato proprio a Milano già nel XV secolo, è diventato una fra le specialità dolciarie più famose del nostro paese. Diffuso ormai in ogni continente, è spesso un dolce che non viene confinato alle sole festività di Fine Anno. Molti chef ne hanno ricavato edizioni speciali per la propria clientela, rendendolo un prodotto con un numero incredibile di varianti. L’export e la nostra bilancia commerciale, ha tratto grande giovamento da questa diffusione. I modi di consumarlo, in altre nazioni, sono talvolta curiosi e bizzarri, ma a noi interessa, maggiormente, che piaccia. I migliori panettoni sono al Sud

I migliori panettoni sono al Sud

Credits: Pixabay

Enogastronomia, Eventi

Alla prima della Scala con l’Uovo Fabergé di gelato

A Milano il 7 dicembre, secondo la tradizione, si festeggiano Sant’Ambrogio e la prima della Scala.

Questa edizione delle rappresentazioni teatrali, inizia con il tributo al “Boris Godunov” il capolavoro del compositore russo Modest Musorgskij. Quale migliore complemento, oltre all’abbinamento tra musica e il più celebre teatro italiano, se non un eccezionale gelato? Meglio ancora se quel gelato assume una forma che ai più ricorda il lusso sfarzoso di zar e zarine. Gusto, fragranza, eleganza, lusso e golosità si ammantano di bellezza, per un preziosissimo scrigno di cioccolato riempito di gelato. Alla prima della Scala con l’Uovo Fabergé di gelato

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Un gioiello dedicato ai gourmet

Un uovo di cioccolato ripieno di gelato, già così potrebbe essere definito un indubbio gioiello di gusto. Ma a questo uovo è stata aggiunta una veste preziosa, una copertura in foglia d’oro edibile, che rimanda subito ai gioielli di Peter Carl Fabergé. Un orafo francese che ha saputo dare una svolta all’oreficeria, con le sue straordinarie uova, ordinate dallo zar Alessandro III di Russia. La zarina Maria Fëdorovna amò così tanto quel prezioso dono, da farlo assurgere ad un must, desiderato e concupito da tutte le famiglie nobili e potenti d’Europa. Ne vennero fabbricate pochissime e questo le rese ancor più preziose e ambite. Oggi sono oggetti degni di essere ospitati solo nelle collezioni più ricche e iconiche. Riservati agli amanti della bellezza orafa assoluta.

Un dessert degno della serata

Un magnifico dessert, preparato da Gusto 17, che ha fatto dell’arte gelatiera, un’occasione unica. Gelato artigianale che oltre ad accoppiare abilità ed ingredienti di altissima qualità, ha saputo rivestire le sue creazioni di novità e aspetti artistici. La bellezza e l’eleganza di questo “Uovo Fabergé”, assumono nuovi livelli, per un dessert destinato ad aggiungere un ulteriore “squillo”, ad una grande serata di musica. Un’invenzione gourmet, che sposa eleganza, stile, curiosità, lusso e capacità interpretativa.

Una strenna unica

Le uova ripiene di gelato, decorate in foglia d’oro, saranno disponibili per un periodo molto breve, solo dal 7 dicembre e durante le feste di Natale. Sono composte da un guscio di croccante cioccolato fondente, ripiene di morbido gelato. Chi volesse degustarle o fare un dono veramente unico, può acquistarle in esclusiva presso Voce Aimo e Nadia, la celebre caffetteria gourmet che è proprio in Piazza della Scala. Alla prima della Scala con l’Uovo Fabergé di gelato

Credits. Gusto17, Voce Aimo e Diana

Enogastronomia, Eventi, Marketing

Torna Restaurant Weeks con AdG

Dal 28 Novembre tornano le iniziative di valorizzazione dei prodotti di qualità

L’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto (AdG) conferma la partecipazione alle “Restaurant Weeks”. La prima edizione era stata baciata da un formidabile successo, con oltre 10.000 persone raggiunte. Sono manifestazioni promosse per valorizzare i prodotti di alta qualità, del territorio, obiettivo da sempre dell’associazione. Questa seconda edizione è realizzata in collaborazione con l’Istituto Valorizzazione Salumi Italiani (IVSI) e da ASIAC – l’Associazione formata dalle otto più grandi organizzazioni di produttori di frutta greca. Torna Restaurant Weeks con AdG

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10 occasioni imperdibili

In 10 tra ristoranti e pizzerie AdG in tutta Italia – dal 28 Novembre al 18 Dicembre 2022 – si potranno assaggiare i salumi italiani e la frutta greca. In piatti unici elaborati dagli Ambasciatori del Gusto. L’iniziativa è realizzata all’interno del progetto Let’s EAT – European Authentic Taste. L’obiettivo è migliorare il grado di conoscenza dei prodotti agroalimentari dell’Unione Europea, e aumentarne la competitività e il consumo. La promozione dei prodotti testimonial della campagna, avviene all’interno dei paesi target scelti: Italia, Francia e Belgio. Qui trovate ulteriori informazioni:

Una gustosissima promozione per tutti

I consumatori che siederanno alle tavole dei ristoranti aderenti, riceveranno un graditissimo omaggio. Per tutta la durata della promozione, riceveranno una gustosa foodie bag. Il contenuto esclusivo rappresenterà alcuni dei prodotti protagonisti della campagna. Un energico mix di salumi e frutta, e l’esclusivo Album Panini con i protagonisti i 4 Ambassador scelti come testimonial di Let’s EA. In questo caso saranno: Carlo Cracco (Ambasciatore del Gusto, chef e personaggio televisivo), Matteo Eydallin (Campione del Mondo di Sci Alpinismo), Paola Fraschini (Campione del Mondo nel pattinaggio artistico a rotelle), Tanya Gervasi (modella e food blogger).

Una scelta accurata per ingolosire

A seguire trovate l’elenco dei protagonisti, sia gli Ambasciatori del Gusto che dei loro ristoranti. Oltre agli Ambasciatori del viaggio Let’s Eat troverete anche l’indicazione del salume da loro scelto per il progetto:

Domenico Boccuzzi, Sapore Perfetto (Conversano-Bari): prosciutto cotto. Vittorio Borgia, Bioesserì (Milano): prosciutto crudo. Pasquale Caliri, Marina del Nettuno Yachting Club (Messina): culatello. Giuseppe Carrus Cucina.eat (Cagliari): bresaola.  Francesca CiucciLa Ciambella – Bar à Vin con Cucina (Roma): cotechino. Stefano D’OnghiaBotteghe Antiche (Putignano-Bari): pancetta. Andrea GrazianoFUD (Catania): coppa. Luca MarchiniL’erba del Re (Modena): mortadella. Massimiliano PreteSesto gusto (Torino): culatello. Marina RavarottoRistorante ChiaroScuro (Cagliari): lardo. Per la frutta, la mela si è rivelata per quasi tutti il frutto più adatto per l’abbinamento con i salumi. In un ventaglio di proposte originali, dal chutney al sorbetto, dal topping alla vinaigrette, fino al frutto al naturale. Torna Restaurant Weeks con AdG

Credits: ADG, Let’s EAT

Benessere, Enogastronomia, Eventi

Natale sottotono?

Inflazione, prezzi in aumento, timori di tenuta economica, costi energetici alle stelle, spaventano i consumatori

I dati e le previsioni di vendita risentono della situazione nazionale ed internazionale. Gli esperti analizzatori delle informazioni, hanno stimato che anche il Natale subirà un rallentamento. Molti consumatori prevedono di ridurre le uscite per il timore di spese eccezionali in arrivo. Soprattutto i costi legati alle bollette energetiche, spaventano le famiglie italiane. Il fattore inflattivo che fa lievitare i prezzi, non incoraggia i consumi. Natale sottotono

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Chi ne farà le spese?

I settori più colpiti sembrano essere quelli più voluttuari come gli addobbi, le luci (che molti non vorranno accendere) e i regali per gli adulti. Prevista anche una riduzione dei consumi alimentari, la compressione dei quali, dovrebbe essere attorno al 3%. È un segnale fortissimo poiché l’alimentazione è da sempre un traino per il periodo delle Festività. L’incertezza provocata dal conflitto russo-ucraino con la paventata minaccia di un disastro nucleare, sta facendo trattenere il respiro e richiudere il portafogli. A questo si aggiunge il timore di una incertezza economica, legata alla paura di dover affrontare i rigori invernali senza i corretti supporti. Non poter riscaldare le proprie case a dovere, invita a risparmiare ovunque sia possibile.

Commercianti in allarme

Sia la piccola che la grande distribuzione paventano il timore che, le ultime settimane dell’anno, a cui solitamente è delegato il raggiungimento degli obiettivi, si riveli fiacco. La fiducia dei consumatori è in calo e molti (circa il 60% del totale) pensano di ridurre le uscite per le spese natalizie. Solo i bambini non dovranno temere troppo per i loro regali, anche se saranno meno preziosi rispetto agli scorsi anni. Meno regali per gli adulti, soprattutto se esterni agli affetti più cari. In riduzione anche i prodotti tipici tradizionali delle feste, i dolci più costosi e le specialità gastronomiche troppo care.

Un natale sottotono

Un Natale che potrebbe essere il prologo ad una ulteriore stretta economica, che si manifesterà nel 2023. La possibile riduzione o sospensione dei redditi di cittadinanza impone nuove soluzioni per non creare ulteriori situazioni di povertà. La prospettiva di dover rinunciare al risparmio, per coprire le spese quotidiane supplementari, allerta anche i mercati finanziari. Urgente intervenire a favore delle fasce più deboli della popolazione, per rinfocolare quella fiducia che sembra sfuggire. Un Natale “povero” rischia di essere un segnale bipolare. Da un lato la positività di maggiore attenzione alle spese, dall’altro molto negativo per l’economia e i produttori nazionali. Natale sottotono

Natale sottotono

Credits: Pixabay

Benessere, Eventi, Marketing

I servizi SaaS in cloud sono indispensabili

ForumN.A.2022 Foto Luca Riviera

Esakon al Forum N.A. di Bologna. Per chi si occupa di non autosufficienza ogni anno -76% di costi informatici

Il cloud riduce l’impatto dell’inflazione sulle organizzazioni che operano nel sociale. È un dovere supportare le persone non autosufficienti. In tempi di aumento dei costi e inflazione crescente, le organizzazioni non devono essere costrette a scegliere fra le persone e il bilancio. I sistemi in cloud sono formidabili alleati: con un – 76% di riduzione annua dei costi per l’informatica. Le strutture liberano risorse da destinare alle persone oltre a tutelare l’ambiente. I servizi SaaS in cloud sono indispensabili

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Forum N.A. di Bologna

La presenza di Esakon al più importante Forum N.A della non autosufficienza e dell’autonomia possibile, arrivato alla 14°edizione e organizzato da Maggioli Editore.  È la risposta alle nuove esigenze dell’Italia, in corsa per una digitalizzazione adeguata alle mutate esigenze socio-assistenziali. Oltre a tutti gli altri vantaggi, i servizi in cloud abbattono gli investimenti e l’impatto dei rincari energetici sui costi di gestione. Il Centro Studi Esakon, mette in evidenza la riduzione dei costi di gestione delle organizzazioni che operano nel sociale, fino a un -76%. Questo per le piccole organizzazioni, mentre per le medio grandi il vantaggio è molto superiore.

I dati parlan chiaro

Nella tabella è possibile confrontare i dati medi, raccolti presso i propri clienti, in fase di analisi e confronto, fra i sistemi informatici tradizionali e la versione Sherpa 4.0 in cloud. I dati sono riferiti agli ultimi 5 anni. Esakon Italia mette a disposizione gratuitamente la valutazione della riduzione dei costi e lo sviluppo organizzativo per l’adozione del cloud. Per ricevere una consulenza gratuita e senza impegno: scrivi a sherpa@esakon.it

elaborazione grafica Daniela Berti

Voce agli esperti

Nel passato le scelte potevano fare riferimento a valutazioni personali. Afferma Italo Parolari Direzione aziendale Esakon Italia. “Il problema del momento è come non tagliare i servizi a fronte degli aumenti dei costi che si prevede ci accompagneranno nel medio periodo. Oggi è possibile anche grazie alle nuove tecnologie, perché sono le persone non autosufficienti che vanno poste al centro!”

Roberto Betta, Direzione progetti Esakon Italia conferma. “Per la PA Pubblica Amministrazione è già obbligatorio investire nel cloud qualificato AgiD come il nostro Sherpa 4.0, uno dei più performanti player a livello nazionale. Per le strutture private è invece solo un grande vantaggio economico: i dati messi a punto dal nostro Centro Studi interno ne sono la prova. Adottare i sistemi in cloud in modo massivo nelle strutture libera risorse da destinare al sociale e favorire l’accesso ai finanziamenti del PNRR. Si stima che il valore potrebbe essere di oltre tre volte quello di una manovra finanziaria!

I servizi SaaS in cloud sono la risposta gestionale in tempi di inflazione

Il cloud è un patto fra noi specialisti, le imprese che operano nel sociale e la PA pubblica amministrazione. Il collegamento fra contenuti e esigenze organizzative, per una interfaccia tecnologica legalmente tutelata, al giusto valore. Spetta a noi esperti trasformare le modifiche legislative e le metodologie cliniche, sempre in evoluzione, in processi e sistemi tecnologici fruibili dal personale, i preziosi care giver. Lo staff di esperti Esakon Italia allevia il peso degli adeguamenti. Le incombenze legate al mondo socio-assistenziale, in Italia, sono delegate alle singole Regioni. Sherpa 4.0 è la più utilizzata e sicura piattaforma informatica in cloud d’Italia. Questa è la nuova edizione per la gestione di servizi sociali, case di riposo, RSA, hospice, asili, scuole materne. Presente in 20 Regioni italiane, più di 250 organizzazioni, oltre 20.000 utenti pari a 30.000 assistititi 24 ore su 24, sabati e domeniche compresi.

Con Sherpa 4.0 la geolocalizzazione del soggetto fragile non incide

La location del soggetto non autosufficiente, non può condizionare le organizzazioni. Sia in strutture residenziali che a livello domiciliare, non può bloccare la gestione dei sistemi socio-assistenziali o aumentarne i costi di gestione. Il personale deve possedere le informazioni utili, attraverso tecnologie scalabili ed economicamente vantaggiose. L’ubiquità non è una prerogativa divina, le tecnologie SaaS in cloud consentono di gestire le infinite evoluzioni geo-localizzate. La verticalità organizzativa, lo scambio di informazioni fra figure professionali differenti, in modo veloce, adeguato, performante e a costi contenuti, nel rispetto delle normative. I servizi SaaS in cloud sono indispensabili

Contatti Roberto Betta Direzione progetti Esakon Italia + 39 335 484 012 roberto.betta@esakon.it

Forum N.A. 20222 Foto :Luca Riviera
Enogastronomia, Eventi, Marketing

Birra di Natale chi vincerà

Una tradizione che viene dall’estero dove le Birre Speciali per gli eventi sono una consuetudine

Anche per quest’anno torna l’appuntamento Birra dell’Anno Xmas Beers. Il concorso lo organizza Unionbirrai e premia le migliori birre di Natale italiane. La tradizione di celerare le Feste o gli eventi particolari con birre a tema è molto diffusa all’estero, ma sta trovando spazi importanti anche in Italia. Dopo aver consumato le birre dedicate ad Halloween è il tempo di pensare al Natale. Birra di Natale chi vincerà

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Consumatori curiosi e impazienti

I consumatori di birra sono molto curiosi ed impazienti di assaggiare nuovi gusti e fragranze. Le degustazioni alla cieca, porteranno a stilare una classifica delle tre migliori birre natalizie. Sarà una giuria di esperti degustatori a svolgere il “compito ingrato” di decidere chi merita il premio. Quest’anno lo sforzo andrà abbinato alla degustazione con il panettone per simboleggiare la specificità della birra. Il panettone scelto è il vincitore dell’edizione 2022 di “Miglior Panettone Artigianale Tradizionale”. Ad aggiudicarselo il pasticcere Fiorenzo Ascolese del Panificio Ascolese di San Valentino Torio (Sa), che può fregiarsi del titolo “Mastro Panettone”.

Birra più alcoolica

Le birre di Natale vengono tradizionalmente dal Nord Europa, e sono storicamente certificate. La peculiarità più rilevante è di essere più alcooliche e speziate di essere prodotte appositamente per le festività. Nella tradizione del Nord Europa i dolci natalizi sono speziati e questa caratteristica entra anche nelle birre natalizie. L’uso di malti molto tostati e spezie rende particolarmente fragranti le birre delle Feste. Anche in questo caso, i birrai nostrani hanno dato vita a molte cotte particolari e decisamente fantasiose. Un segno distintivo della dinamicità del settore.

Birra di Natale chi vincerà

Packaging a tema

Ovviamente per entrare ancor più in atmosfera anche i packaging e le etichette risentono di tutti gli stilemi tipici del Natale. Sono birre in edizioni limitate, ideali anche per i collezionisti che trovano vesti nuove per le loro bottiglie preferite. Gli abbinamenti gastronomici diventano ancor più complessi ed intriganti, ed ogni mastro birraio avrà immaginato il modo migliore per far degustare la propria creatura. Stili differenti che generano una grande varietà e le etichette sono altrettanto “inusuali”.

Prenotazione entro il 30 novembre

Per iscriversi al concorso bisogna affrettarsi. Deadline 30 novembre. Il concorso è aperto a tutti i birrifici e micro-birrifici, sono ammesse le birre italiane prodotte dai piccoli birrifici indipendenti, reperibili in commercio. Le birre devono avere un esplicito riferimento alla festività nel nome, nella grafica e/o nella descrizione. Le iscrizioni di Birra dell’Anno Xmas Beers 2022 si chiuderanno mercoledì 30 novembre. Le birre vincitrici saranno premiate a Roma, nell’Auditorium Giuseppe Avolio/CIA Agricoltori Italiani, martedì 6 dicembre alle ore 14:30. Tutte le informazioni sul concorso sono disponibili sul sito www.birradellanno.it. Birra di Natale chi vincerà

Credits: Pixabay, Unionbirrai

Enogastronomia, Eventi

La festa del Ringraziamento compie 400 anni

Conosciamo solo alcuni aspetti della festa che celebra gli esordi della colonizzazione.

Gli storici cercano di ricomporre tutti gli elementi che hanno portato alla celebrazione del Thanksgiving. Era l’autunno del 1621 e quell’anno gli europei fuggiti dall’Inghilterra in cerca di fortuna e libertà religiosa nel Nuovo Mondo, avevano avuto un ottimo raccolto. Non è chiaro se invitarono i loro vicini, i nativi Wampanoag, o se li incontrarono mentre erano a caccia. Fatto sta che decisero di riunirsi e rinsaldare i rapporti. Entrambi le comunità erano in grave crisi e a rischio di scomparire. Un’alleanza di mutuo soccorso, poteva aiutare in caso di attacchi di altre tribù di nativi. La festa del Ringraziamento compie 400 anni

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Tre giorni per conoscersi

La festa divenne il modo per conoscersi e costruire un’alleanza che potesse aiutare a vicenda in caso di bisogno. Gli europei, arrivati per errore sulle coste americane nell’area di Plymouth, a causa di tempeste, erano parte di una congrega religiosa integralista. Si definivano “i santi” e la denominazione di “Pellegrini” divenne popolare solo due secoli dopo. Erano una comunità sparuta che non aveva conoscenze sanitarie, e stava soccombendo di fronte alle malattie. La stessa cosa accadde anche ai nativi Wampanoag, colpiti dalle malattie portate dagli europei come il morbillo e la rosolia.

Un solo interprete

Un nativo venne catturato e reso schiavo, nel 1616 e portato in Inghilterra. Li imparò l’inglese e fu l’unico in grado di fare da interprete a quella tre giorni di picnic politico. L’interprete si chiamava Squanto (vero nome Tisquantum). Quando poté rientrare in America, trovò una situazione orribile. I villaggi erano deserti, la sua gente era morta al 90%, la tribù era debolissima a causa di quello che venne definita la “Grande Morte”. Erano in balia delle aggressioni di altri nativi delle tribù Narragansett, quindi un’alleanza coi coloni era auspicabile.

La festa del Ringraziamento compie 400 anni

Un capo, 90 nativi e 5 cervi

Il picnic venne organizzato con i prodotti coltivati dai coloni, e 5 cervi che vennero donati dai nativi. Il capo tribù Massasoit, o Ousamequin, partecipò all’evento per dare importanza al trattato di reciproca difesa. Non c’è alcuna menzione nei documenti che riguardano quella tre giorni ai tacchini, che ora rappresentano il simbolo della tavola del Ringraziamento. Anche la parola Thanksgiving non viene citata, apparve solo dopo molti anni.  La tavolata che avrebbe scatenato la fine ingloriosa dei nativi, diventò un momento positivo, per gli aggressivi europei, solo in un secondo tempo. Anche la ricorrenza annuale è una mistificazione, l’evento accadde una sola volta nell’autunno del 1621.

Per i nativi è un giorno nero

La festa così amata dagli americani, per i pellerossa nativi è la Giornata Nazionale del Lutto. È il giorno in cui la loro cultura cominciò a scomparire. Il giorno in cui venne lasciata mano libera ai colonizzatori per installarsi nelle loro terre. Quel trattato, (firmato la primavera precedente) fu l’inizio della fine della loro libertà. Arrivarono vessazioni, furono costretti ad abbandonare le loro terre, vennero traditi da trattati disattesi e confinati in riserve. Arrivò il cristianesimo, il genocidio culturale, la schiavitù. Tuttora i nativi sono prigionieri in casa loro, le loro comunità sono tra le più derelitte, con problemi di lavoro, alcoolismo e depressione.

Una riunione colorata di rosa

La celebrazione attuale si basa su un concetto di allegra riunione familiare, ma probabilmente sarebbe corretto ridimensionare la cosa. È una sorta di mitologia, colorata di rosa, in effetti era solo una festa di raccolto. La buona stella de “i santi” fu di sbarcare nelle terre dove viveva una tribù non aggressiva e pacifica. Altrimenti oggi non sentiremmo parlare di zucche, mais e tacchini, a fine novembre. Tutte le rappresentazioni sono al maschile. Non ci sono note che dimostrino la presenza di donne, né tra gli inglesi, noti per disprezzare le donne, né tra i nativi. Ma i nativi venivano da due giorni di faticoso viaggio a piedi, mentre i coloni risiedevano lì. Probabile che fossero presenti anche donne e bambini. Il momento di riunione per un enorme pranzo, tutti assieme, è molto bello, ma è anche il simbolo di quanta sofferenza ha portato ai nativi. Merita una riflessione supplementare, ci sono anche altri punti di vista per raccontare la storia. La festa del Ringraziamento compie 400 anni

La festa del Ringraziamento compie 400 anni

Credits: Pixabay

Abitare, Benessere, Eventi

Otto miliardi sono troppi?

Sarà un pericolo essere così numerosi o è piuttosto un pericolo consumare così male?

Domande a cui è difficile rispondere, mentre l’ONU avvisa che quel traguardo, verrà raggiunto a metà novembre. Un momento topico, una cifra che potrebbe fare da spartiacque tra un prima e un dopo. Riuscirà il nostro pianeta a sopravvivere a tanta pressione umana sulla sua superficie? Tornano di moda interrogativi che già ci hanno angustiati, al raggiungimento dei 7 miliardi. Cosa faremo per nutrire e soddisfare le esigenze di tutti? Otto miliardi sono troppi?

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Le cause

Questo traguardo è stato raggiunto grazie all’allungamento della durata di vita umana. La spettanza aumenta costantemente, grazie ai miglioramenti fatti dalla medicina. La salute, l’igiene, la diffusione di una sanità meglio applicata contribuiscono a raggiungere questi livelli. In alcuni paesi, ad un boom di nascite, è susseguito un miglioramento delle condizioni generali. La fertilità già elevata, si è tradotta in aumento della popolazione e riduzione della mortalità infantile.

Un problema da combattere

Dovremmo festeggiare come fosse un compleanno, invece aumentano le preoccupazioni. La sovrappopolazione pone interrogativi, ma il tema dovrebbe essere spostato dal numero al come. Ovvero stiamo sfruttando il pianeta in modi molto differenti. Le risorse che gli chiediamo vanno da livelli insostenibili a sostenibili. Se tutti vivessimo coi consumi degli americani avremmo bisogno di almeno cinque pianeti come la Terra per sostenerci. Al contrario se i nostri consumi fossero ad esempio quelli dell’India il pianeta basterebbe per sfamarci tutti. Diventa una questione di scelte di vita e di modelli di sviluppo.

Otto miliardi sono troppi?

Ignorare l’allerta

Se ignoriamo l’allerta della sovrappopolazione e non cerchiamo soluzioni sostenibili per tutti, ci sarà un crash. Possiamo intervenire su alcuni parametri, come l’istruzione e il controllo delle nascite, distribuendo contraccettivi. Ma non basterà, i paesi sottosviluppati non hanno accesso a questi strumenti, e per educazione non li accettano volentieri. Oltre il 50% delle gravidanze non sono desiderate, un numero elevato di bambini, porta a scelte obbligate. Le difficoltà di ottenere un livello di vita gradevole, spingono molti popoli a migrare verso luoghi più ospitali, o supposti tali. Occorre dare speranze ai popoli nei loro paesi d’origine, per evitare le spiacevoli situazioni che ben conosciamo.

Speriamo in un rallentamento

La crescita esponenziale del numero dei residenti sulla Terra sta frenando. Secondo calcoli effettuati negli anni ’80 avremmo dovuto raggiungere gli 8 miliardi molto prima di quest’anno. Ma la tendenza, anche se in ribasso è per raggiungere i 10 miliardi entro il 2100. L’incremento è quasi tutto concentrato in una fascia attorno all’equatore che va dall’India alla Nigeria. Alcuni dei ricercatori, sollevano molti dubbi in proposito, queste previsioni potrebbero essere sballate da molti fattori. Forse una nuova pandemia superiore come pericolosità al Covid, potrebbe intervenire. Lo sfruttamento di altre aree ancora “selvagge” potrebbe causare un altro grave evento sanitario.

Ridurre per sopravvivere

Da tutte le voci degli esperti giunge una sola grande informazione. Per sopravvivere tutti occorrerà ridurre i consumi e le attività che producono gas serra e fanno aumentare le temperature. Con l’innalzamento delle acque, perderemo terreno abitabile e coltivabile. Questo renderà ancor più densamente abitate e promiscue molte regioni, accentuando i problemi. La produzione agricola e soprattutto gli allevamenti sono troppo “costosi” sia in termini di denaro che di inquinanti. Ripensare alle nostre abitudini alimentari, diventa indispensabile. Ma chi vuole rinunciare e contrarre i propri consumi? È questo il grande interrogativo che lasciamo in eredità alle nuove generazioni. Otto miliardi sono troppi?

Otto miliardi sono troppi?
Eventi

È uscito Joyland in Pakistan

La polemica però non si spegne per i tagli che sono stati fatti al film originale.

Il film accolto con una standing ovation alla presentazione al Festival di Cannes, ha rischiato di essere bandito. Il governo pakistano sta cambiando le sue scelte, dopo averlo bloccato ha deciso di togliere il divieto al film Joyland . Il film correrà in rappresentanza del Pakistan agli Academy Awards, ovvero i Premi Oscar. È uscito Joyland in Pakistan

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Dietrofront

Alcune fazioni estremiste hanno cercato di imporre la loro visione del mondo, impedendo la diffusione del film. Da sottolineare che nessuno dei “rivoltosi” aveva visto il film, è s’è fermato alle informazioni sulla trama, “è materiale altamente discutibile che non è conforme ai valori sociali e agli standard morali della nostra società“. Questa la frase con cui hanno etichettato la pellicola. Ma il governo pakistano in uno slancio di modernità, ha difeso la libertà di parola. Ha dichiarato che non può permettere che mere campagne diffamatorie, o disinformazione, vengano utilizzate per soffocare la libertà creativa.

Il plot

Joyland racconta la storia di Haider, proveniente da una famiglia tradizionale, che entra segretamente a far parte di una compagnia di danza erotica. Qui incontra Biba, una giovane danzatrice transgender e s’innamora di lei. A Cannes il film è molto piaciuto ed ha ottenuto un premio speciale nella rassegna Un Certain Regard. Joyland è stato ospitato in molte altre rassegne cinematografiche ed ha ottenuto molti altri premi, creando un’ondata d’interesse.

L’inaugurazione bloccata

Il film doveva essere proiettato da ieri nelle sale cinematografiche del Pakistan ma la settimana scorsa è arrivato il divieto di proiettarlo. Le proteste di tutti i rappresentanti della cultura del paese hanno alzato un polverone, che il governo ha cercato di moderare. La situazione del vicino Iran con amplissime proteste giovanili, ha spinto a trovare una soluzione percorribile. Il divieto è stato eliminato, ma a farne le spese è la sostanza del film stesso a cui sono state imposte molti tagli e censure.

Squartati dal divieto

Il regista Sain Sadiq ha dichiarato che la decisione di tagliare molte scene li ha come “squartati”. L’hashtag #releaseJoyland ha fatto il giro di tutti i social, suscitando moltissime proteste. Questo ha fatto fare un passo indietro al governo, che però ha imposto dei tagli censori. Quali e quanti non possiamo ancora saperlo, ma in ogni casa l’opera ha subito delle variazioni che peggiorano il valore artistico del film. Alina Khan (24 anni) è l’interprete nel ruolo di Biba, ed ha dichiarato di essere profondamente rattristata per il provvedimento. Alina è transgender ed ha manifestato la preoccupazione, sua personale e di tutta la comunità trans pakistana

Produttrice esecutiva  Malala Yousafzai

La produttrice esecutiva di Joyland , ha pubblicato un articolo in difesa del film su  Variety. Il film rappresenta la vita di milioni di pakistani, che desiderano la libertà e sognano di potersi realizzare, e amare chi vogliono. Malala Yousafzai ha vinto il premio Nobel. Finalmente dopo diversi tentennamenti mercoledì il divieto è stato revocato. Ora si attende di conoscere l’esito del weekend al botteghino e la quantificazione dei tagli apportati al film. Joylandconcorrerà agli Oscar nella versione integrale ed è quella che forse vedremo anche in Italia. I diritti di distribuzione per il nostro paese se li è assicurati la I Wonder. È uscito Joyland in Pakistan

Credits: Courtesy of I WONDER

Benessere, Enogastronomia, Eventi

Broccoli per la ricerca sulla salute maschile

La Fondazione Umberto Veronesi, fa ricerca sulle malattie e sui tumori maschili

Per supportare gli sforzi economici necessari per fare ricerca e studiare come combattere i tumori maschili, la Fondazione Veronesi mette in vendita broccoli, a prezzo speciale. L’ortaggio comune, svolge un ruolo importante per la nostra salute. Il suo prezioso contenuto di polifenoli e glucosinolati, svolge infatti, un importante ruolo preventivo. Per facilitare la raccolta fondi utilizza la catena dei negozi e supermercati Lidl. Il progetto SAM (Salute al Maschile) trova così, una sponda per diffondere il messaggio legato alla nutrizione sana. Broccoli per la ricerca sulla salute maschile

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Mese della prevenzione

Novembre è il mese dedicato alla prevenzione delle malattie maschili. La campagna Broccoli per la ricerca, approda alla seconda edizione, dopo il successo della precedente. Gli ortaggi dal riconoscibilissimo cupolino verde brillante, sono in vendita in speciali box in bioplastica. Una scelta etica e bio-sostenibile, che va incontro alle esigenze di smaltimento dei rifiuti compostabili. I cavoli broccoli sono confezionati in box da 500 grammi cadauno.

20 centesimi alla fondazione

Per ogni confezione venduta a €1,75, 20 centesimi andranno direttamente alla Fondazione Veronesi. Il luminare della scienza, fu un precursore dell’alimentazione basata sui vegetali. Il broccolo contiene sostanze che sono antiossidanti e svolge importanti funzioni anti-cancerogene. Combatte anche infezioni microbiche, ed è antinfiammatorio. La ricerca è dunque, particolarmente mirata a combattere i tumori maschili, che colpiscono prostata, testicolo e vescica.

Orto Italiano

I broccoli sono di produzione nazionale. Sono forniti da una società ortofrutticola che da anni si impegna a valorizzare e riscoprire l’ortofrutta italiana. Citrus attraverso le sue filiere etiche, rispettose dell’ambiente e dei lavoratori, si schiera per sottolineare l’importanza della prevenzione. L’oncologia preventiva è da molti anni l’obiettivo della Fondazione Veronesi, e si occupa di sostenere la ricerca scientifica d’eccellenza.

L’importanza della prevenzione

Oltre a fare ricerca e raccogliere fondi, la Fondazione è impegnata sul tema della salute. Il cardine è osservare una corretta alimentazione. Quindi un alimento semplice come il cavolo broccolo, è un ottimo esempio, per promuovere uno stile di vita sano. Basato su un’alimentazione corretta che privilegia il benessere di tutto il pianeta.

Il timore di farsi visitare

Le malattie tipicamente maschili, per una atavica impostazione mentale, sono spesso trascurate. Sollecitare l’attenzione a questo settore medico, è un passaggio importante. L’obiettivo è eliminare le remore, che tuttora trattengono molti maschi, dal sottoporsi ad analisi e visite preventive. Molte delle malattie studiate dai ricercatori della Fondazione Veronesi, potrebbero essere evitate o ridotte, con maggiore attenzione e semplici test. Broccoli per la ricerca sulla salute maschile

Broccoli per la ricerca sulla salute maschile

Credits: Pixabay