Benessere, Enogastronomia

Pasta sempre più green e senza impronta

Il pastificio Sgambaro ridurrà la propria impronta ecologica, azzerandola nel prossimo decennio

C’è pasta e pasta, qualcuna è decisamente più green e attenta a modificare la propria impronta e ridurre le emissioni di CO2. Una strategia etica che passa dall’approvvigionamento delle materie prime. Solo grano duro italiano e bio, per ridurre l’impatto dei trasporti delle forniture internazionali. L’operazione aderisce all’ “organizzazione climate positive”, un pool di aziende e privati che si sono impegnati per “lasciare il mondo migliore di come l’hanno trovato”. Pasta sempre più green e senza impronta

Benessere, Enogastronomia

La forchetta del demonio e i tovaglioli di pasta

Molti oggetti che ci circondano e usiamo ogni giorno hanno attraversato i secoli arrivando fino a noi con molte variazioni e curiosità.

C’è stato un tempo in cui possedere o usare una forchetta era considerato immorale, oltre che poco igienico. Ritenuta uno strumento diabolico, era sconosciuta nell’Europa occidentale, mentre era utilizzate nelle corti bizantine e mediorientali. Servì un matrimonio con il figlio di un doge veneziano, per farla arrivare nelle corti europee. Maria Argyropolinas nel 1004, portò con sé, in dote, una cassetta di forchette preziose. Erano a due punte, sia d’oro che d’argento, e vennero utilizzate per il banchetto di nozze. Grandissimo imbarazzo degli invitati che non le sapevano usare. Le paragonarono apertamente al forcone di Satana. La povera sposa morì di peste dopo soli 3 anni. Questo venne interpretato come un chiaro segno che le forchette erano demoniache e dovevano essere dimenticate. Ci vollero altri 4 secoli e il rinascimento fiorentino per riportarle in auge. La forchetta del demonio e i tovaglioli di pasta

Benessere, Enogastronomia

Marketing Etico: un plus mordi e fuggi o vera strategia?

I cambiamenti imposti dalla pandemia hanno modificato molte delle strategie aziendali anche in chiave etica

Questo periodo post pandemia ha visto un crollo generalizzato dei consumi. L’unico settore ad uscirne indenne è il comparto dei prodotti alimentari, quindi agricoltura sugli scudi. Molti grandi marchi food & beverage, hanno compreso ed intuito questo cambiamento in atto. A fare la parte preponderante del nuovo modo di porsi verso i consumatori è stato lo stile di comunicazione. La pausa ha lasciato spazio a messaggi ispirati al tema dell’etica, della sostenibilità, della responsabilità sociale. Ma è una strategia destinata a durare o è l’ennesima occasione colta al balzo e presto dimenticata? Marketing Etico: un plus mordi e fuggi o vera strategia?

Benessere, Enogastronomia

Granarolo una filiera più sostenibile ed etica

Un nuovo sito che mostra meglio la svolta green del maggior gruppo lattiero italiano

Granarolo s’impegna ancora più a fondo nel portare avanti le sue scelte eco sostenibili. Già lo scorso anno aveva individuato tre obiettivi per costruire un solido piano di sostenibilità legato a “Consumo e produzioni responsabili”. Un piano che passa dal benessere degli animali in stalla, dalla riduzione della plastica ed un piano anti-spreco. Tre caposaldi innovativi che vengono descritti e approfonditi nel rinnovato sito www.gruppogranarolo.it  Granarolo una filiera più sostenibile ed etica

Benessere, Enogastronomia

L’etica della porzione piccola per una sana alimentazione

Chi ha avuto modo di viaggiare ha potuto accorgersi che ci sono molte differenze nel modo di alimentarsi.

Chiunque abbia avuto modo di visitare altri paesi ha notato che ci sono popoli che tengono alla loro salute in modo particolare. La sintesi di queste abitudini igieniche è di solito segnata dal tipo di alimentazione. Anche le catene alimentari più diffuse sul pianeta si adeguano alle esigenze locali e cambiano a seconda del paese che le ospita. L’etica della porzione piccola per una sana alimentazione

Benessere, Enogastronomia

Ventesima giornata mondiale del latte

Uno dei prodotti base dell’alimentazione umana viene festeggiato oggi dalla FAO

Alimento principe, dalla bianchezza che ispira purezza e che rimanda al cibo primario e primordiale. Sul latte e sulla sua catena che lo lega indissolubilmente al formaggio è nata e cresciuta molta della storia dei popoli. È grazie al latte e ai tentativi di conservarlo che è nata la possibilità di migrare per scoprire nuove terre e nuovi pascoli. Il formaggio permetteva di affrontare viaggi, certi che tutti avrebbero avuto sufficiente nutrimento, dagli infanti agli anziani. Ventesima giornata mondiale del latte

Benessere, Enogastronomia

Gli inglesi hanno creato il mito del tè

Ma non si deve a loro la diffusione della bionda bevanda, i primi europei a sorbirla furono i portoghesi

Le croccanti foglioline secche erano note in tutta l’Asia da millenni, ritenute da sempre una prelibatezza e una sorta di elisir di lunga vita. Solo verso il 1500 i commercianti portoghesi hanno iniziato ad importarlo ma è rimasto confinato nelle stanze di pochi “illuminati” lusitani. Non ha avuto modo di diffondersi, per la mancanza un buon marketing. Ad importarlo e distribuirlo in tutta Europa ci hanno pensato gli olandesi. Da abili commercianti hanno fiutato l’affare e ne hanno fatto un must. Gli inglesi hanno creato il mito del tè

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Un vigneto curato dalle anatre in Sudafrica

Eliminare gli insetti, le lumache e le erbacce non è mai stato così facile. Basta lasciare libere tante anatre affamate

Le anatre sono state alla ribalta recentemente perché su di loro si basava la speranza di eliminare le cavallette che hanno invaso il Pakistan. Tutto nato da un’esperienza sviluppata in Cina, però in un ambiente umido, dove le anatre erano a loro agio. In Pakistan quell’ambiente era improponibile, perciò l’esperimento è abortito ancor prima di cominciare. Ma le anatre sono utili anche in altri ambiti. Un vigneto curato dalle anatre in Sudafrica

Enogastronomia

Food influencer a spasso o quasi

Il Lockdown che ha costretto alla chiusura temporanea tutti i ristoranti ha mandato in crisi anche chi ha utilizzato le loro risorse

Gli influencer che hanno “banchettato” sulle informazioni, sui menu, sui piatti, sull’inventiva degli chef ora non sanno di cosa parlare. Per salvare la loro professionalità hanno inventato un hashtag  #iostocoiristoratori che si occupa di sostenere moralmente chi nella ristorazione ha investito tutto se stesso. A riunirli un web provider Virality che in questi tempi grami offre i propri servizi per il rilancio delle attività. Food influencer a spasso o quasi

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Differenze di genere tra vegani e carnivori?

Gli uomini tendono a mangiare molta più carne e la associano alla virilità

Sarà un ricordo ancestrale ma in qualsiasi cultura e popolo, gli uomini sono gli addetti alla caccia. Infatti il rapporto uomini-donne, tra i procacciatori di proteine animali, nelle culture che cacciano per sopravvivere, è 10 a 1. Questo imprinting si conferma anche a tavola. Sono, infatti molti di più gli uomini a consumare carne rispetto alle donne. Anche dove si uccidono animali solo per sport, la prevalenza maschile è enorme. Proprio per questa qualifica di cacciatore, i maschi ritengono che portare carne in tavola sia un simbolo di virilità. I dati confermano questo aspetto, solo il 30% degli uomini è disposto a cambiare le sue abitudini alimentari e passare al veganesimo, perché lo ritiene sminuente. Differenze di genere tra vegani e carnivori