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La tavola è sempre la maggiore attrazione

I turisti Italiani e stranieri mettono in preventivo nelle loro vacanze una grande cifra per il cibo

Non è fame è amore

Controllando le somme di denaro che i nostri connazionali e gli stranieri destinano ai pasti, si può decisamente parlare di infatuazione. Ristoranti, trattorie, bistrot, agriturismi e pizzerie sono nella lista delle cose da fare e visitare come i musei o le spiagge. Anche il finger food e il cibo da strada ha una parte rilevante, nessun visitatore vuole rinunciare ad appagare il gusto, assieme a tutti gli altri sensi. È un’opportunità da non lasciarsi sfuggire. La nostra ristorazione ha il compito di fare da vetrina e anteprima per far sospirare di piacere e ricordi i turisti. La tavola è sempre la maggiore attrazione

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Prenderli per la gola

Prenderli per la gola è decisamente il metodo migliore, sia per fidelizzarli, sia perché diventi necessario importare i nostri prodotti. I turisti nostrani o alieni viaggiano per visitare il nostro paese e per prendere quella sbandata fatale che il nostro cibo potrà dedicare loro. È un fiume di denaro che è giusto spalmare su tutti i locali dedicati alla ristorazione. Che siano furgoni da strada o ristoranti stellati. Mettere a disposizione ogni tipo di cibo, per appagare tutti i gusti, è un appeal formidabile.

Posizione dominante

L’Italia detiene una posizione dominante nel turismo gastronomico, confermato da ogni classifica mondiale. I nostri prodotti sono di alta qualità, nessun paese può vantare tante specialità nel settore food & beverage. Il nostro paese vanta una delle più evolute agricolture biologiche, esportiamo moltissimo in quel senso. Gli stranieri ci vedono come un faro per tutto ciò che riguarda l’alimentazione. Le tradizioni sono viste come gli archetipi a cui affidarsi, la dieta mediterranea resta un caposaldo del benessere percepito. La grande quantità di centenari invita ad adottare il nostro tipo di alimentazione.

La tavola è sempre la maggiore attrazione

I dolci delle feste

Confermata dal boom delle vendite dei dolci delle feste, nazionali, tradizionali, e regionali hanno fatto segnare numeri formidabili al nostro export. Anche i vini e la diffusione capillare delle bollicine italiane, ha fatto gridare al miracolo. I timori recessivi, si sono schiantati contro ordinativi eccellenti. Anche il souvenir di gusto è sempre più presente nei bagagli dei turisti. Questo incrementa il piacere di confermare ciò che di buono s’è gustato e fa aumentare il desiderio di ripetere l’esperienza. Il cibo è veramente l’apriscatole per una serie di ricordi e di memorie di momenti piacevoli.

Agro-alimentare leader

Il settore agro-alimentare è leader per la ripresa economica. L’albero della cuccagna va però coltivato a dovere. Non si possono commettere errori e lasciarsi sfuggire l’occasione di riconfermarsi campioni dell’alimentazione. Mantenere o incrementare la qualità del cibo e dei vini serviti è un “must. Nessuna concessione a facili scorciatoie, i turisti arrivano e pretendono il meglio, in ogni gamma di prezzo. Bisogna essere all’altezza della domanda, fornire risposte corrette, senza “strangolare” la clientela immaginandola come il solito “pollo da spennare”.

Promozione e organizzazione

Difettiamo di capacità di promuovere la nostra “bontà e bellezza” ed è un vero peccato. Le nostre strutture non sono sempre adeguate, specie a causa della logistica che si scontra sulla conformazione del paese. Si possono fare migliorie per facilitare gli arrivi, treni, aerei ed autostrade hanno bisogno di certezze organizzative. Non possiamo essere contemporaneamente primi nella ristorazione e ultimi, o quasi, nei collegamenti. Essere “sgaruppati” può fare tanto esotico per alcuni, ma fornire un servizio più alla portata, aiuterebbe maggiormente. La tavola è sempre la maggiore attrazione

La tavola è sempre la maggiore attrazione

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Come sopravvivere ai postumi di una sbornia

In realtà non esiste un vero toccasana e circolano molte leggende in proposito

Abbiamo appena rimesso nel cassetto le feste di Fine Anno e molti ancora hanno strascichi legati al troppo bere. Dopo aver ballato, gozzovigliato e bevuto a catenelle ora restano le conseguenze da smaltire. Il mattino dopo, il dopo-sbronza o “hangover” è sempre incombente dopo le Feste. Anche se giuriamo che non ci ricadremo mai più, l’alcool ha il pregio di farci dimenticare i buoni propositi. Ci ricascheremo di nuovo, meglio quindi informarsi in anticipo su cosa fare per evitare il peggio. Come sopravvivere ai postumi di una sbornia

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Sbronza perché succede?

È un fenomeno ben noto ma ancora non esiste una sola soluzione per spiegarlo a fondo. Chi lo studia sa bene quali sono i sintomi, ma non la causa scatenante, anche se esistono varie ipotesi. Tecnicamente si chiama veisalgia e si manifesta con sonnolenza, stanchezza, nausea, giramenti di capo, sudorazione, sete e confusione cognitiva. Primo sintomo è la disidratazione perché l’alcool funziona come un diuretico molto efficiente. L’urgenza di eliminare l’urina provoca alcuni incidenti e problemi di gestione della vescica. Ma non è sicuramente il solo dei problemi che provoca. La disidratazione spiega alcuni dei postumi vertigini, stordimento e sete, ma c’è sicuramente altro.

Metabolismo sconvolto

La maggior parte degli scienziati ritiene che i postumi siano causati dall’alcol che travolge l’equilibrio naturale delle sostanze chimiche del corpo. Le cellule non sono più in grado di svolgere in modo efficiente una serie di attività metaboliche, quali l’assorbimento del glucosio dal sangue. Anche la regolazione dei livelli di elettroliti salta. Questa ipotesi però non è mai stata provata. La teoria più convincente, è che i postumi di una sbornia derivino da un accumulo di acetaldeide. Un composto tossico, che ristagna nel corpo. Si stima che sia tra le 10 e le 30 volte più tossico dell’alcol stesso. Coinvolto anche il sistema immunitario, il consumo eccessivo di alcol provoca dolori muscolari, affaticamento, mal di testa o nausea, e irritazione.

Come sopravvivere ai postumi di una sbornia

Ciucca più dolce

È solo fortuna, alcuni riescono a superare lhangover con facilità anche a parità di consumo. Gli scienziati parlano di genetica. Se hai la sorte di poter bere senza incidenti, buon per te. Non c’è nessuna abilità o metodo. Alcune persone specie asiatici hanno una mutazione nei loro geni. Non reggono bene l’alcool, infatti hanno reazioni velocissime, tanto che si parla di “bagliore asiatico” per come reagiscono. Basta una dose minima per farli cappottare. Questo oltre a far loro risparmiare sui drink, potrebbe favorire anche il recupero del mattino seguente.

Sex gap, Age gap

La leggenda vuole che le donne non reggano bene. Dopo aver bevuto lo stesso numero di drink, è probabile che le donne soffrano di postumi di una sbornia, peggiore rispetto agli uomini. Ma questo sembra dovuto solo al fatto che le donne hanno un peso corporeo inferiore. Infatti a parità di peso le possibilità di postumi di una sbornia sono simili. Sembra che i postumi di una sbornia diventino più frequenti con l’età, ma meno intensi. Gli adolescenti avrebbero meno probabilità di soffrire di postumi di una sbornia, anche se bevono compulsivamente, ma non è vero. I bevitori di età superiore ai 40 anni mostrano sintomi meno gravi. Ma è l’esperienza a fare la differenza. I maturi consumano la stessa quantità di alcol ma con minore intensità, distribuiscono i loro drink nella serata.

Liquorini killer

Sono i bicchierini di liquore, ad essere i più pericolosi, rispetto alle bevande miste, cocktail, birra o vino. Alcune bevande contengono sostanze chimiche prodotte durante la fermentazione. I liquori di alta qualità e di colore più scuro come bourbon, whisky o cognac portano a postumi più gravi rispetto ai liquori più chiari o chiari come la vodka.  Il metanolo trovato nel whisky e nel vino rosso sembra uno dei maggiori colpevoli. Può restare nel corpo dopo che tutto l’alcol è stato eliminato, potrebbe essere la spiegazione degli effetti duraturi di una sbornia.

Come sopravvivere ai postumi di una sbornia

Mix diabolici

Paese che vai, proverbio che trovi rispetto al rischio delle bevute eccessive. I mix sono tutti indicati come i più pericolosi e ci sono vari modi per descriverli. C’è la convinzione che la miscelazione di diversi tipi di liquori inneschi reazioni molto più prolungate. I postumi di una sbornia raggiunta con diverse bevande sarebbe assai peggiore di quelli ottenuti da un solo tipo di drink. Da dimostrare che sia veramente così. In ogni caso non credete al proverbio che dice “se bevi liquore poi birra sei salvo, se bevi birra poi liquore sei morto”. Smentito da tutti i drink a base di birra con relativo cicchetto schnapps diffusi in centro Europa

Prevenire si può

L’unico metodo per non avere un dopo-sbronza è evitare di bere. Jacques De La Palice non l’avrebbe potuto dire meglio. Ma non si può essere sempre asociali. Si può cercare di ridurre le quantità e ci sono piccoli accorgimenti per evitare il peggio. Se avete deciso di bere è bene non farlo velocemente, o a stomaco vuoto. Bere lentamente e a stomaco pieno o mentre si mangia è il metodo migliore. Il cibo non assorbe l’alcol, ma rallenta la velocità con cui il vostro corpo lo assorbe. Inoltre, mantiene l’idratazione e questo può aiutare a non sentire l’arsura del mattino dopo.

La leggenda del giorno dopo

Che cibo/bevanda/rituale si può utilizzare per eliminare i postumi di una notte di bagordi? Esistono molte leggende, ognuna legata alle usanze dei paesi che visiti. In Messico consigliano di mangiare gamberi, in Germania ti servono aringhe, in Giappone o Corea prugne in agrodolce, negli USA caffè, mentre in Cina un amarissimo tè verde forte. Forse il cibo più curioso anti-sbronza ve lo servono in Romania, una bella trippa al sugo. Non mancano anche i ritrovati nati proprio per combattere l’hangover. Tra loro il cocktail Bloody Mary e la Coca-Cola. Se siete a vostro agio con la nobiltà inglese, ricorderete come nelle commedie, il maggiordomo serve le Uova alla Benedict, per quello scopo. 

Un richiamo d’emergenza

Non esiste nessuna prova che qualcuno di questi rimedi popolari sia efficace. Nemmeno il classico richiamo del mattino dopo è efficace. Aiuta solo a diluire gli effetti della sbronza, rallentando il percorso per tornare sobri. Inoltre rischia di far iniziare un’altra sbornia. Molto sponsorizzati dai grandi bevitori, Vitamina B e Caffeina, ma non azzerano il problema. I più disinvolti possono mescolare intrugli a base di caffè, limone e bicarbonato, che hanno il notevole effetto di indurre il vomito ed eliminare le nausee. È possibile ridurre l’effetto di nausea o il mal di testa chimicamente con i farmaci, però riposare è la cura migliore. Mangiare per mantenere l’intestino in piena funzionalità, bere molta acqua e dormire, sono le uniche cose certe e funzionanti. Come sopravvivere ai postumi di una sbornia

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Fiumi di bollicine a Capodanno

Milioni di bottiglie stappate per festeggiare il nuovo anno

Tutte sballate le previsioni che volevano un Natale mesto e sottotono. Come sempre gli italiani amano sovvertire gli esiti dei pronostici, fausti o infausti che siano. Mentre le cassandre piangevano per le probabili difficoltà di liquidità che avrebbero fermato la corsa agli acquisti, in realtà le cose andavano in altra direzione. La crisi innescata dall’arroganza russa culminata in un conflitto senso, faceva temere ripercussioni più ampie per l’agro-alimentare. Fiumi di bollicine a Capodanno

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Invece la voglia di festeggiare

La voglia di festeggiare comunque, anche se col patema che possa essere l’ultimo a questo livello, ha innescato un fenomeno interessante. Gli acquisti sono stati concentrati sugli aspetti conviviali, perciò tutto il settore food and beverage, ha goduto in modo particolare. Due i traini principali, i dolci tradizionali e regionali e le bollicine. Mai come quest’anno si sono stappate tante bollicine, i brindisi augurali erano di dovere e sono stati rispettati. Un vero fiume di bollicine che ha portato a stappare 95 milioni di bottiglie

Sembrava impossibile

Sembrava impossibile migliorare la “prestazione” formidabile dell’anno scorso, eppure le cantine italiane ci sono riuscite. Hanno meso a segno un altro 1% d’incremento delle vendite. La settimana tra Natale e Capodanno è stata quella che ha fatto registrare il boom di consumi. Moltissimi gli italiani che hanno festeggiato con le bollicine italiane, a conferma di un settore che ha un appeal molto consistente. Ma non è finita, perché mancano ancora i dati definitivi dall’estero, dove l’incremento sembra ancora maggiore.

Fiumi di bollicine a Capodanno

Un mercato in espansione

Il mercato delle bevande, soprattutto quelle alcooliche a base di uve, è in espansione. Molte bottiglie vendute in Italia, ma il lavoro svolto negli ultimi decenni per fare apprezzare le nostre bollicine all’estero sta dando grandi frutti. Due terzi del fatturato infatti riguardano il settore export. Il vino italiano piace sempre più e lo dimostrano anche le etichette che scimmiottano i prodotti nostrani. Un business in salute, che fa ben sperare anche per le prossime annate.

Distretti produttivi

Sono sempre più celebri i distretti produttivi che stanno crescendo e diventando brand riconoscibili. Dopo il Prosecco, il Franciacorta, l’Oltrepò pavese e il TrentoDoc, sono molte le aree che hanno dato vita a distretti ben definiti. I disciplinari che garantiscono gli alti standard produttivi, fanno crescere nuove realtà. DOP, IGP, DOCG, sono le bollicine più richieste. Segno che la clientela apprezza il lavoro svolto sinora, per mantenere altissima la qualità. Nuove realtà si affiancano a quelle già riconosciute e fanno sperare in altri sviluppi commerciali altrettanto positivi.

Spese maggiori

Sono aumentate notevolmente le spese sia per la coltura, coi costi energetici in cima alle preoccupazioni degli agricoltori, che per i vinificatori. Le cantine hanno subito una escalation dei prezzi produttivi con aumenti in ognuna delle parti che compongono il prodotto. Le bottiglie di vetro, le gabbiette, i tappi, la carta per le etichette e per gli imballi, sono diventati introvabili o carissimi. Questo toglierà marginalità, un ulteriore problema per tutto il settore, che per ora si consola con quasi 3 miliardi di fatturato. In attesa di poter stappare tutti insieme alla fine della guerra. Fiumi di bollicine a Capodanno

Fiumi di bollicine a Capodanno

Immagini: Pxhere

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Basta usa e getta al ristorante

È la Francia a dare il buono esempio da ieri solo contenitori lavabili e riutilizzabili

C’è una nuova legge oltralpe che coinvolge la ristorazione compresi i fast-food. Le stoviglie da utilizzare potranno essere solamente del tipo riutilizzabile e lavabile. Le disposizioni erano note da tempo e i ristoratori hanno avuto il tempo necessario per prepararsi alle nuove procedure.  Soprattutto le catene di fast-food, grandi utilizzatrici di materiali usa e getta, dovranno rivoluzionare molte delle loro pratiche.  Questo va nella direzione desiderata dalle associazioni ambientaliste che ridurrà in modo rilevante i rifiuti. Basta usa e getta al ristorante

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Europa alla finestra

L’Europa al momento osserva con grande interesse questo esperimento perché dovranno applicare la stessa regola anche negli altri paesi della EU. È una sorta di anteprima e darà indicazioni sugli eventuali problemi che si svilupperanno. Sarà un duro colpo per le aziende produttrici di plastica usa e getta, ma un momento molto positivo per la salute dei nostri mari. La plastica che vi finisce è veramente troppa, ed ogni aiuto per eliminarla è benvenuto.

Oltre i 20 posti

A sottostare alla nuova legge saranno tutti i ristoranti e i fast-food con oltre 20 posti a sedere. L’innovazione comporterà anche l’uso di vasellame, posate, tazze e bicchieri lavabili. Facile immaginare un incremento dell’uso delle lavastoviglie anche per le catene e le caffetterie.  Vengono privilegiati i materiali lavabili con cicli a 60° per evitare spreco di acqua ed energia. Uniche eccezioni, oltre ai ristoranti di piccole dimensioni, i cibi da asporto. Usualmente il cibo take-away è confezionato in scatole, ciotole e contenitori usa e getta. Potranno essere utilizzati ancora per le consegne a domicilio, ma saranno vietati per il cibo da consumare in loco.

Rifiuti da ridurre

L’obiettivo principale della legge è ridurre il volume dei rifiuti, e questo sembra possibile, grazie a queste semplici disposizioni. Saranno igienicamente più sicuri e potrebbero contribuire anche alla riduzione del volume dei rifiuti “umidi”. Sono 30mila i locali che servono pasti veloci in Francia, per oltre 6 miliardi di pasti. La grande maggioranza, vengono consumati all’interno dei punti ristoro, perciò lo Stato francese si aspetta una forte riduzione dei rifiuti. Le aziende della ristorazione hanno avuto due anni per testare le soluzioni migliori per la loro clientela.

Basta usa e getta al ristorante

Nuovi contenitori

La catena McDonald’s, ha già avviato da qualche tempo la sperimentazione di nuovi contenitori riutilizzabili di plastica nei propri ristoranti. Ha potuto cercare di mantenere l’immagine che la contraddistingue. I nuovi contenitori anche se lavabili e riutilizzabili, assomigliano a quelli tradizionalmente utilizzati in carta. Hanno sfruttato l’esperienza delle compagnie aeree che da molti anni utilizzano contenitori e vassoi in materiali riutilizzabili. Facili da impilare, con contenimento di costi ed efficienza di servizio.

Plastica rigida

Sarà interessante il percorso che porterà a nuovi o differenti materiali. Ad essere preferita è la plastica rigida, anche se meno duratura rispetto al metallo o alla ceramica. Il timore è che l’usura sia troppo veloce e quindi i contenitori finiscano per diventare un altro modo per riempire rapidamente i cassonetti. L’impatto ambientale verrebbe ridotto ma non nel modo sperato. Il timore che i clienti non si fidino dell’igienicità dei contenitori lavati e riutilizzati, è consistente.

Più take-away

Potrebbe offrire il fianco ad un numero maggiori di ordini da asporto, per ottenere di servirsi di contenitori sempre nuovi di zecca. Il cibo però, in quel caso, non potrebbe essere consumato all’interno dei punti ristoro. Le catene hanno ottenuto di poter servire alcuni degli articoli avvolti semplicemente in tovaglioli se la clientela vuole consumare in loco. Nonostante la campagna informativa sia iniziata da molto tempo, ci si attende un certo grado di diffidenza da parte dei clienti.

Lavastoviglie a gogò

Uno dei problemi che le catene si sono trovati ad affrontare è dove posizionare le batterie di lavastoviglie necessarie. Soprattutto nella fascia usualmente dedicata al pranzo, i pasti serviti sono molti e molto ravvicinati. Le stoviglie devono essere recuperate, lavate, asciugate e rese nuovamente disponibili. Probabilmente servirà personale aggiuntivo per espletare anche queste funzioni. Un aumento di posti di lavoro, ma anche una riduzione dei margini di guadagno delle aziende di ristorazione. Per chi trasgredisce, sono ovviamente applicate delle sanzioni. Le associazioni ambientaliste temono che ci siano tentativi di non applicare le regole, e sollecitano i cittadini a segnalare e boicottare chi non applica la legge a dovere. Basta usa e getta al ristorante

Basta usa e getta al ristorante

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A dicembre incrementa la spesa alimentare

Stima di un incremento del 10% per i consumi legati alle tavole di Natale e Capodanno

Incremento a due cifre, molto superiore all’effetto inflattivo. I costi delle materie prime, dei servizi energetici non bloccano gli acquisti. Gli articoli alimentari legati alla tradizione italiana, soprattutto i dolci, restano tra i generi più ambiti. L’export continua a viaggiare in modo costante e questo contribuisce all’economia nazionale. La spesa dedicata al cibo cresce del 10,4% rispetto all’annata precedente (dati Confartigianato). A dicembre incrementa la spesa alimentare

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Richieste golose

È il cuore dell’Europa ad essere innamorato dei nostri prodotti e a contribuire all’incremento. Panettoni, pandori, altre specialità natalizie, cioccolato tra le voci più richieste. Francia, Germania e Inghilterra confermano la loro stima per i prodotti nazionali. La Francia è il primo cliente ma seguita a stretto raggio da altre nazioni. Anche gli Stati Uniti sono forti consumatori, anche se in questo caso dovremo guardarci dalla concorrenza sudamericana. I panettoni Bauducco sono molto diffusi oltreoceano e contribuiscono a rendere l’azienda brasiliana la maggiore produttrice al mondo di panettoni. L’italian sounding in questo caso non può essere contestato, il titolare infatti, è di solide radici italiane.

Anche gli italiani

Anche i nostri connazionali contribuiscono a mantenere alta la percentuale d’incremento degli acquisti. Le stime parlano di un aumento di acquisti del 10%. Mentre la tendenza è verso una frenata generale per il settore alimentare, dicembre si muove in controtendenza. Il desiderio di passare un Natale sereno ed in famiglia contribuisce a far volare i fatturati. Lombardia, Lazio e Campania sono le regioni che spendono maggiormente, ma il discorso è allargabile a tutto il territorio nazionale

A dicembre incrementa la spesa alimentare

Qualità innanzitutto

Viene premiata la qualità dei prodotti. Gli artigiani del made in Italy, hanno saputo imporre la bontà e la qualità degli ingredienti come fattori di crescita. La fantasia è ancora il grande merito dei nostri pasticcieri, vinificatori e birrai. I prodotti delle feste sono originali e molto vari. Questo crea il presupposto per mantenere alto il livello d’interesse degli acquirenti. Il patrimonio di DOP, IGP e la geolocalizzazione di tante specialità crea un sistema attrattivo.

Lavorare su informazione

Occorre lavorare ancora molto sull’informazione da fornire alla clientela. Creare il desiderio di assaggiare e degustare le tantissime specialità presenti sul territorio nazionale, deve essere una priorità. Tutta la conoscenza, le specializzazioni, le capacità produttive, devono essere incanalate in quel senso. Sappiamo fare, sappiamo creare cose piacevolissime, rendiamole fortemente attrattive per migliorare il nostro mercato. Il potenziale è enorme, i nostri brand sono celebri e vengono saccheggiati, perché le assonanze aiutano a vendere. Sfruttiamo queste occasioni, imponiamoci sul mercato degli alimenti e delle bevande, proteggendoci allo stesso tempo dai falsi.

Tipicità che deve essere un vanto

Sono oramai innumerevoli gli articoli riconosciuti come unici, legati ad un territorio o ad una specifica lavorazione. Un tesoro di conoscenza che non deve essere disperso. Il nostro cibo e le nostre bevande sono in grado di primeggiare ovunque. I turisti li indicano nei primi posti delle loro motivazioni di viaggio, per visitare l’Italia. In questi giorni è arrivata la conferma che la nostra cucina è al primo posto in gradimento tra tutti i consumatori mondiali. Una dichiarazione d’amore nei nostri confronti che dobbiamo saper far crescere ancora. Rimbocchiamoci le maniche, il piacere del gusto deve ancora fare altra strada. A dicembre incrementa la spesa alimentare

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Oroscopo 2023 segni e abbinamenti 2

I sei segni mancanti, previsioni, speranze e ancora cibo da abbinare

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Bilancia rischio di farsi prendere dall’ansia

Soprattutto a inizio anno avrete la sensazione di essere oppressi, cercate di soprassedere e non essere troppo pesanti con chi vi sta accanto. Se i sentimenti ballano un po’ avrete belle conferme lavorative. Ricordatevi di aiutare chi ne ha bisogno, sarete nella invidiabile posizione di essere molto utili per loro. In estate tutto torna nella normalità e potrete rilassarvi. Regalatevi cose dolci, molto appaganti, non lesinate con le creme e coi gelati, avete bisogno di benessere interiore prima che esteriore. Oroscopo 2023 segni e abbinamenti 2

Scorpione a nozze con Nettuno

Finché Nettuno resterà nel vostro segno avrete un alleato formidabile, scoprirete tutti i trucchetti per superare gli intralci in arrivo. Arriveranno anche forti botte di sentimento. Saprete controllarvi o vi farete trascinare? Quel carattere ballerino fatto di alti e bassi, vi terrà sempre in bilico. Dovrete scoprire chi è che vi ama sul serio e non vuole influenzarvi a suo favore. Saranno scelte importanti anche per il futuro, fondamentali per i prossimi anni. Anche a tavola favorite i piatti semplici, basati su pochi ingredienti che conoscete perfettamente da dove provengono, le digestioni pesanti non aiutano a prendere decisioni.

Sagittario entusiasmo in arrivo

Dopo un periodo un poco spento avrete ottimi pianeti in entrata che riporteranno buonumore ed entusiasmo. Qualche granello di sabbia negli ingranaggi ad inizio anno, che vi farà faticare più del previsto, poi tutto diventerà scorrevole. I progetti rimandati improvvisamente si sbloccano e vi sentirete liberi da molte catene. Tanto da aver desiderio di cambiare ancora di più, l’estate sembra bollente dal punto di vista erotico. Anche a tavola avete voglia di scappare dall’usuale, assaggiate tutto quello che sinora non avete osato fare.

Oroscopo 2023 segni e abbinamenti 2

Capricorno che bella primavera

Primi mesi a base della leggerezza, poi arriveranno le decisioni importanti. Già a primavera comincerete a sfoltire i cespugli che vi intralciano, e tutto girerà a vostro favore, avrete slanci creativi. La situazione si riverbererà anche nella famiglia, troverete soluzioni a cui non avevate mai pensato per risolvere brillantemente alcune impasse. Vi riuscirà benissimo qualsiasi manicaretto perciò lanciatevi nelle preparazioni complicate che delizierebbero qualsiasi chef.

Acquario a primavera si raccoglie

Un periodo abbastanza lungo di difficoltà sta per finire, a primavera finalmente potrete raccogliere i frutti di ciò che avete seminato. Vi sentirete liberi e scalpitanti, ma non esagerate. Quello che farete nella seconda metà dell’anno potrebbe essere pericoloso e sarà da maneggiare con cura. Plutone arriverà anche per voi e creerà situazioni importanti che potrebbero sconvolgere il vostro modo d’immaginare il futuro. Vi sentite estrosi e a tavola vorrete tentare la sorte con portate davvero inusuali.

Pesci mettere i sogni nel cassetto

Due pianeti importanti come Nettuno e Saturno vi guideranno a fare scelte importanti sia nel campo lavorativo che in quello affettivo. Bisognerà mettere i sogni nel cassetto e pensare ad acchiappare quello che la sorte vi mette a disposizione. La tarda primavera è il vostro momento magico, quello in cui mettervi al centro della scena. Siate più “cattivi” e afferrate le occasioni che si paleseranno. Basta con i tentennamenti è ora di agire. A tavola avete bisogno di sapori stimolanti, buttatevi sui salati e tutto ciò che è intenso. Non fatevi mancare i fritti. Oroscopo 2023 segni e abbinamenti 2

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Food Trend il cibo di domani

Cosa acquisteremo e cosa mangeremo nel prossimo futuro

I nuovi trend della nutrizione sono sempre più influenzati da etica, salute e sostenibilità. Come ogni anno vengono svolte ricerche sui trend che potranno influenzare le aziende nella distribuzione e creazione dei loro prodotti. Il settore agro-alimentare è tra i più monitorati, anche perché buona parte del PIL nazionale è legato a questo settore. Molte le variabili prese in considerazione a partire dalla sicurezza alimentare: post crisi Covid, guerra russo-ucraina, cambiamenti climatici, cibo del futuro, nuovi consumi. Food Trend il cibo di domani

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Si allarga la forbice

Reperibilità delle materie prime, aumenti dei prezzi legati alla guerra russo-ucraina, costi energetici non coperti dalle rinnovabili, porteranno ad una sofferenza. La patiranno le classi inferiori, in difficoltà a soddisfare gli aumenti di costo della vita. L’allargamento della forbice tra chi può spendere bene e chi deve usare cautele, è inevitabile. Anche le classi medie risentiranno dell’incremento dei prezzi. Alla crisi del conflitto vanno aggiunte altre variabili come i cambiamenti climatici, che hanno portato ad una eccezionale siccità. I dati sui raccolti sono sconfortanti, con il 10% – 20% rovinato o ridotto, e perdite superiori ai 6 miliardi di euro. Tracciabilità, eticità, sostenibilità sono i termini maggiormente richiesti dai consumatori.

Giovanissimi cambiano lo stile

L’approccio ad una alimentazione diversa è sancito dalle generazioni più giovani. I cosiddetti Millenials e successivi hanno sposato in pieno la comodità del food delivery. Piatti su misura consegnati a domicilio, con molta curiosità per le novità, derivate anche da serie televisive. Maggiore consapevolezza verso il destino del pianeta. Sempre meno carne e pesce, molti più vegetali. Una formula che consenta di consumare alimenti a breve raggio, una tendenza al green e a ciò che è coltivato in modo etico e sostenibile. Attenzione al vegan e al vegetariano.

Food Trend il cibo di domani

Biologico in crescita

Gli alimenti che fanno segnare il maggiore incremento di vendite sono quelli biologici. Grande attenzione agli acquisti in fattoria. Le aziende agricole locali e i mercati contadini stanno incrementando le vendite. I consumatori si sentono protagonisti, possono controllare la filiera, evitare i trasporti e contribuire a combattere il riscaldamento climatico. La tracciabilità è garantita e questo aiuta la sensazione di potersi nutrire con cibi più sani e sostenibili. Aumentano gli acquisti di prodotti vegani o vegetariani con un trend, non più legato alle mode ma alle convinzioni anti-spreco. Tutto ciò che è green oriented coglie l’attenzione dei consumatori. Lo spreco viene individuato come assolutamente negativo, gli avanzi vengono consumati e si cucina sempre più con ciò che un tempo era considerato scarto.

Export al galoppo

È il vino a fare da traino, ma i numeri parlano chiaro, il settore agro-alimentare è il motore del successo del nostro export.  Molta richiesta di prodotti biologici, anche il vino e la birra, tracciabili, riconosciuti, DOP, IGP. La tradizionalità è spesso ricercata come un punto di forza su cui è possibile fare leva. Ma l’innovazione ha un grande appeal, infatti ha funzionato bene l’intraprendenza delle giovani generazioni di agricoltori e agro-tecnici. Le start-up del settore sono molte a dimostrazione di una vivacità, che depone a favore del “nuovo e innovativo”. La creazione di distretti alimentari, in grado di supportare le aziende locali ed i loro investimenti, ha spinto l’export verso numeri importanti. Nel 2021 toccati i 50 miliardi di euro, ed i numeri del primo semestre 2022 sono ancora migliori.

Italian sounding la piaga

C’è chi vuole leggerla come un indice di successo, la piaga dell’italian sounding. In realtà il danno arrecato al nostro carniere è gravissimo, e resta complicato combatterlo. Una soluzione potrebbe essere il ricorso alla blockchain, ma non protegge ogni tipologia di brand. La richiesta di alimenti che si richiamano alla Dieta Mediterranea, espone il fianco a tutto ciò che ha somiglianza coi prodotti del nostro paese. Sono le aziende più longeve ad essere quasi esentate dal fenomeno, per la riconoscibilità del marchio e la diffusione. Il settore agro-alimentare potrebbe incrementare i propri introiti se riuscisse a risolvere questo annoso problema.

Dati a conferma

Il made in Italy soprattutto nel settore agroalimentare, continua ad avere numeri importantissimi. Anche nell’anno più funestato dalla pandemia, il settore ha registrato la cifra di 538 miliardi di euro, in pratica un quarto dell’intero PIL nazionale. Le aziende coinvolte sono oltre un milione e c’è una tendenza a crearne di nuove, con una forte componente femminile. Sono loro, le donne, a dare vita a molti nuovi progetti e dovrebbero essere sostenute in modo adeguato. Anche la ristorazione (molti agriturismi) e punti di vendita (molti direttamente dal campo) contribuiscono attivamente a questi dati. Sono circa 4 milioni gli addetti impiegati in campo agricolo e agro-alimentare, mentre sono 70.000 le industrie del settore. Food Trend il cibo di domani.

Food Trend il cibo di domani

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Solo due giorni per diventare mastro birraio

Un concorso lanciato da Peroni per premiare i migliori esperti di birra

Peroni vuole testare la passione dei propri clienti e lo fa in un modo insolito e molto intrigante. Un concorso dove quello che si vince non sono le solite cassette di birra ma un’esperienza formidabile. I consumatori di birra sono spesso veri appassionati di tutto il percorso che porta acqua, malto, luppolo, orzo, e sapori a diventare una eccellente bevanda. 10 di loro possono dare sfogo al loro desiderio di conoscenza grazie ad un quiz. Restano solo due giorni per partecipare al contest, sbrigatevi! Solo due giorni per diventare mastro birraio

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Come giocare

È molto semplice, basta inquadrare il QR code che è sul retro di una bottiglietta di birra Peroni per accedere ad una pagina internet. Lì verranno guidati a partecipare al quiz che ha un titolo molto esplicativo. “Vuoi diventare un mastro birraio?” Qui oltre al quiz si possono scoprire molte notizie sul mondo del luppolo, e tutto ciò che lo circonda. I terroir, il malto italiano e come viene preparato, l’orzo tracciato sin dal campo, e i mille ingredienti che servono per produrre birre dai sapori unici.

Un giorno da mastro birraio

Peroni ospiterà i 10 vincitori nello stabilimento romano e farà loro vivere un’esperienza indimenticabile. Tutti i processi di selezione delle materie prime, delle lavorazioni, delle cotte, un vero e proprio breve corso da mastro birraio. Una soddisfazione di cui vantarsi con gli amici per settimane. All’interno dello stabilimento è presente anche il Museo aziendale, con materiali e strutture che susciteranno la curiosità dei 10 vincitori, per i 175 anni di storia del birrificio.

Solo due giorni per diventare mastro birraio

Un trend popolare

Sarà un’esperienza formativa che segue il trend della popolarità della birra. Sono nati recentemente molto piccoli e micro birrifici artigianali, che concorrono a questo grande successo delle bevande a base di luppolo. L’interesse è alto anche per la varietà e la fantasia con cui vengono preparate queste birre. Sono talmente uniche che hanno suscitato l’interesse anche di molti clienti esteri. Un prodotto solitamente immaginato come proveniente dall’estero, che riesce ad esportare e a farlo con grande successo.

Birrifici italiani in spolvero

I birrifici italiani non hanno timori riverenziali, e stanno assorbendo tutta la cultura per le bionde, rosse, lager, stout, trappiste, IPA, fino alle birre natalizie. Si è infatti, appena concluso il concorso della Unionbirrai per premiare la birra natalizia italiana più gustosa, e quella che meglio si accompagna al panettone. Un altro successo, sia per partecipazione che per interesse. Il mondo della birra è decisamente in salute e sta modificando molte dei riti del bere consapevole.  Solo due giorni per diventare mastro birraio

Solo due giorni per diventare mastro birraio
Abitare, Benessere, Viaggi

I castori si trasferiscono sempre più a Nord

Gli impatti delle dighe di castori sulla tundra sono imponenti

Non è un fenomeno nuovo, gli abitanti del luogo hanno incrociato i loro sentieri coi castori già negli anni ’80. A quei primi sparuti pionieri se ne sono aggiunti altri a colonizzare la tundra artica. Ora le colonie sono molto più presenti, tanto che con le foto satellitari sono riusciti ad individuare 12.000 nuovi stagni creati dai castori. L’ecosistema potrebbe essere in pericolo. I castori sono gli animali che, dopo l’uomo, possono modificare più a fondo i luoghi in cui risiedono. I castori si trasferiscono sempre più a Nord

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Stanno aumentando

Gli inuipiat e gli inuvialit che abitano quelle terre, temono che le variazioni apportate dai castori, li obbligherà a cambiare vita. Vivono di pesca e caccia e le dighe bloccano la loro viabilità, costringendoli a trainare le canoe a riva ad ogni nuovo invaso. Inoltre temono che i salmoni artici non possano più risalire i torrenti ed i fiumi per deporre le uova. I salmoni sono alla base della loro alimentazione ed economia. Perciò il problema è molto sentito.

Scongelamento più rapido

I piccoli invasi creati dai castori sono molto più profondi del corso dei fiumi e quindi non congelano rapidamente. Questo permette lo scongelamento del permafrost con relativo rilascio dei gas serra, anidride carbonica e metano, intrappolati nel terreno. Il riscaldamento climatico rischia di subire altri innalzamenti per colpa dei grassi roditori. Un tempo i castori erano diffusi in tutto il Nord-America, poi la passione per le loro pellicce ha rischiato di farli sparire. I corsi dei fiumi erano modellati dalle loro attività e soprattutto, lo erano le specie vegetali.

Un limite forestale

Fino a pochi anni il limite naturale della diffusione dei castori era legato al tipo di foresta presente in natura. Per costruire le loro dighe hanno bisogno di specie ad alto fusto. I salici e gli ontani che adorano rodere coi loro dentoni, si fermavano molto più a sud. Ma ora crescono ad altre latitudini e i castori trovano, letteralmente, legno per i loro denti. La stagione invernale è meno rigida, inizia più tardi e termina prima. Perciò alcune piante riescono a vivere in areali più ampi ed hanno colonizzate nuovi terreni.

I castori si trasferiscono sempre più a Nord

Non è colpa loro

Non è certo colpa dei castori se il clima è impazzito, ma loro potrebbero aumentare il pericolo di accelerare alcune situazioni. Gli ecosistemi sono talmente fragili che sono gli stolti umani non se ne sono accorti. Nell’estremo nord queste fragilità sono ancora più evidenti. Gli scienziati esaminano gli stomi (pori) delle foglie per controllare le emissioni di anidride carbonica. Se gli stomi sono più grandi ci sono le condizioni ideali o sufficienti per far vivere altri animali come gli alci, che sono comparsi solo 50 anni fa in zona.

Popolazioni locali in allarme

Gli indigeni del luogo puntano il dito contro i castori. Li accusano di cambiare troppo il loro habitat e di minacciare la loro esistenza. Il paesaggio cambia e le abitudini cementificate in secoli sembrano dover cambiare. Agli Inupiat e ai cacciatori Inuvialuit questo non piace affatto. Accusano anche i castori di portare malattie e di rovinare la loro economia. Assolutamente vero, ma incolpare i castori dei disastri fatti dal nostro consumo di combustibili fossili, sembra fuori luogo.

Ci sono anche vantaggi

Gli scienziati pensano che gli stagni creati dai roditori abbiano anche impatti positivi. Tanto da perorare la causa dei naturalisti che li vogliono reintrodurre in alcune aree umide. Sarà necessario riavvicinare, se possibile, le parti. Pescatori, cacciatori e castori dovranno trovare il modo di convivere. Nel frattempo sono stati approntati degli scivoli che permettono ai salmoni di risalire le correnti anche in presenza di dighe e che servano anche da scolmatori. In questo modo controllano l’altezza delle acque ed impediscono che ci siano allagamenti dei sentieri. Ovviamente è richiesta una buona dose di comprensione delle reciproche esigenze. I castori si trasferiscono sempre più a Nord

Benessere, Enogastronomia, Marketing

I birrifici artigianali volano

Un successo inimmaginabile fino a pochi anni fa, la cultura della birra è sempre più importante

In un decennio i birrifici e i micro-birrifici artigianali sono aumentati in modo esponenziale. Sono 1085 quelli esistenti, segno di una ottima salute del settore che fa segnare numeri record non solo sul mercato interno. C’è molto interesse anche dall’estero per le bionde, rosse, stout, IPA italiane, tanto che l’export viaggia con aumenti a 2 cifre percentuali. Una grande attenzione è rivolta agli ingredienti nazionali e locali. Molti birrifici hanno investito direttamente per avere la certezza di poter utilizzare materie prime certificate e locali. I birrifici artigianali volano

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Orzo e luppolo

Orzo e luppolo coltivati in Italia, sono una delle missioni future del settore. Ingredienti che tengano conto della disponibilità delle materie prime, in aree vicine ai birrifici. Crescono i birrifici a km zero, qualche struttura si è specializzata nella produzione di malto e nella coltivazione di luppolo nella propria zona, anche se la domanda è molto più forte dell’offerta. La difficoltà è trovare i terreni giusti per coltivare il luppolo italiano. Specializzazioni queste, che fanno la differenza e portano a prodotti sempre più riconoscibili nell’oceano di proposte. La filiera comincia ad avere una struttura matura, e punta a coprire il fabbisogno totale con materie prime locali. Quasi ogni regione ha sviluppato coltivazioni ad hoc, con molte varianti che assicurano fragranze uniche alle birre artigianali. Una specializzazione che garantisce una differenziazione ed una riconoscibilità, molto importanti per attirare consensi.

Richiesta in aumento

Aumenta esponenzialmente la percentuale di consumatori che amano sperimentare. La ricerca di nuove cotte, nuovi sapori, ha fatto lievitare i consumi. L’ipotesi è che a fine anno verrà raggiunto, e forse superato, il record di 35 litri a testa. Le aromatizzazioni particolari stimolano il mercato, i gusti inusuali occupano nicchie sempre più rilevanti. Quasi ogni ingrediente viene testato per soddisfare i gusti più disparati. Miele, castagne, canapa, mosto d’uva, agrumi, olive, zucca, ciliegie, solo per fare alcuni esempi, sono sapori sperimentati ed entrati in produzione. Aumenta anche l’attenzione per il settore gastronomico, l’accoglienza turistica come occasione di visitare birrifici è un settore in espansione. Sempre più ristoranti offrono una carta delle birre artigianali e ne consigliano gli abbinamenti. Cresce anche l’interesse per birre più alcooliche e speziate come quelle di Natale, recentemente premiate da UnionBirrai.

I birrifici artigianali volano

Voglia di sperimentare

Quella dei birrifici e micro-birrifici è una cultura artigianale legata ai giovani. Sono spesso progetti nati da imprenditorie giovanili e start-up. Un segno positivo di dinamicità e volontà d’innovare il settore. Il fenomeno ha creato molti posti di lavoro e ha dato nuove aspettative a chi cercava uno sbocco alla propria creatività. Sono nate anche nuove figure professionali, in grado di indirizzare le scelte produttive e garantire l’eccellenza delle birre. L’uso dei prodotti locali, non massificati, necessita di particolari vagli per assicurare la perfezione dei gusti, colori, sentori. Il settore risente ancora di una freschezza imprenditoriale che a volte commette errori di gioventù. Ma ogni esperienza serve a fortificare e a crescere.

Made in Italy sempre più richiesto

La richiesta di birre italiane dall’estero è in forte incremento. Ad attirare è proprio l’italianità del prodotto, per la sua unicità e la fantasia, nel proporre ingredienti insoliti o impensati. Un mercato veloce, che ha bisogno di consumare velocemente, poiché molte birre non sono pastorizzate o microfiltrate. Birre “giovani” nella produzione ma “importanti” nella struttura, che devono arrivare ai consumatori in tempi brevi. Destinate ad un pubblico curioso, disposto a spendere per degustare una bevanda “unica”, speciale in tutto il suo percorso. Una birra che è figlia di una ricerca che passa dall’innovazione, dall’intraprendenza e dalla fantasia dei birrai. I birrifici artigianali volano

I birrifici artigianali volano

Credits: Pixabay