Benessere, Enogastronomia, Eventi

Natale sottotono?

Inflazione, prezzi in aumento, timori di tenuta economica, costi energetici alle stelle, spaventano i consumatori

I dati e le previsioni di vendita risentono della situazione nazionale ed internazionale. Gli esperti analizzatori delle informazioni, hanno stimato che anche il Natale subirà un rallentamento. Molti consumatori prevedono di ridurre le uscite per il timore di spese eccezionali in arrivo. Soprattutto i costi legati alle bollette energetiche, spaventano le famiglie italiane. Il fattore inflattivo che fa lievitare i prezzi, non incoraggia i consumi. Natale sottotono

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Chi ne farà le spese?

I settori più colpiti sembrano essere quelli più voluttuari come gli addobbi, le luci (che molti non vorranno accendere) e i regali per gli adulti. Prevista anche una riduzione dei consumi alimentari, la compressione dei quali, dovrebbe essere attorno al 3%. È un segnale fortissimo poiché l’alimentazione è da sempre un traino per il periodo delle Festività. L’incertezza provocata dal conflitto russo-ucraino con la paventata minaccia di un disastro nucleare, sta facendo trattenere il respiro e richiudere il portafogli. A questo si aggiunge il timore di una incertezza economica, legata alla paura di dover affrontare i rigori invernali senza i corretti supporti. Non poter riscaldare le proprie case a dovere, invita a risparmiare ovunque sia possibile.

Commercianti in allarme

Sia la piccola che la grande distribuzione paventano il timore che, le ultime settimane dell’anno, a cui solitamente è delegato il raggiungimento degli obiettivi, si riveli fiacco. La fiducia dei consumatori è in calo e molti (circa il 60% del totale) pensano di ridurre le uscite per le spese natalizie. Solo i bambini non dovranno temere troppo per i loro regali, anche se saranno meno preziosi rispetto agli scorsi anni. Meno regali per gli adulti, soprattutto se esterni agli affetti più cari. In riduzione anche i prodotti tipici tradizionali delle feste, i dolci più costosi e le specialità gastronomiche troppo care.

Un natale sottotono

Un Natale che potrebbe essere il prologo ad una ulteriore stretta economica, che si manifesterà nel 2023. La possibile riduzione o sospensione dei redditi di cittadinanza impone nuove soluzioni per non creare ulteriori situazioni di povertà. La prospettiva di dover rinunciare al risparmio, per coprire le spese quotidiane supplementari, allerta anche i mercati finanziari. Urgente intervenire a favore delle fasce più deboli della popolazione, per rinfocolare quella fiducia che sembra sfuggire. Un Natale “povero” rischia di essere un segnale bipolare. Da un lato la positività di maggiore attenzione alle spese, dall’altro molto negativo per l’economia e i produttori nazionali. Natale sottotono

Natale sottotono

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Abitare, Benessere, Enogastronomia

Sappiamo risparmiare energia?

Tante piccole uscite energetiche ci fanno aumentare le bollette, ma possiamo migliorare.

Non siamo abituati a ragionare di consumi quando pensiamo ai nostri elettrodomestici. Sono lì in casa da sempre o da poco, li usiamo ma non calcoliamo quanto intaccano il nostro portafogli. Molti non sanno che il più energivoro è il frigorifero, sembra consumare poco ma è acceso 24h ore al giorno. È lui il colpevole di oltre il 50% delle spese elettriche che riguardano la cucina e i suoi annessi. Sappiamo risparmiare energia?

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Cucinare in modo sobrio

Si possono risparmiare risorse facendo attenzione a come si cucina. Si possono scegliere alcune ricette per evitare di utilizzare troppo il gas o l’elettricità, se usiamo l’induzione, ed il forno. Meglio sporcare meno per non dover utilizzare troppo speso la lavastoviglie, anche lei molto energivora. Per non riempirla dopo un solo pasto, meglio pensare a ricette semplici, gustose ma facili da realizzare. La cucina è spesso il locale che fa lievitare i consumi di casa, un tempo era il regno della massaia, che oculatamente, calibrava il menù settimanale. Questa sana abitudine si è persa, vittima della velocità con cui si vive e lavora. Ora la tendenza è vivere più alla giornata, facendosi influenzare dall’estro e dalla voglia del momento.

Diventare virtuosi si può

Possiamo imparare a dosare meglio le necessità e di conseguenza i consumi. Alcuni degli elettrodomestici che utilizziamo sono molto energivori, ad esempio la friggitrice ad aria e i bollitori elettrici o il tostapane. Anche le macchine per fare il caffè consumano parecchio, anche se per brevi istanti, per portare a pressione le loro caldaie. Per questo conviene spegnerle dopo l’uso e non lasciarle in stand by. Guardatevi attorno, oltre alla tv, avete molti altri “attrezzi” come il forno a microonde che consumano anche se non utilizzati. Quelle lucette che indicano che sono pronti a funzionare immediatamente, in realtà consumano energia.

Cosa e come cucinare

Po’ sembrare ridicolo ma anche la scelta di cosa mettere in pentola può fare la differenza. Che pasta vorreste oggi? Una pasta, lunga o corta che sia, e che impiega 10 minuti dopo l’ebollizione incide per circa 10 centesimi se preparate un sugo. Se la cucinate con un condimento freddo ne costa solo 6. Ma la pasta meno costosa restano gli gnocchetti, pronti in poco più di 2 minuti, costano solo 3 centesimi. Molto peggiore il discorso di lasagne, timballi, cannelloni, ecc che devono essere cotti in forno. Il prezzo in questo caso sale sopra agli 80 centesimi.

Sappiamo risparmiare energia

Spegnere anticipatamente

Si è molto parlato della pratica di spegnere il fornello, prima che la pasta sia completamente cotta. Basta coprire col coperchio e lasciare che si completi la cottura in pentola. È corretto, ma il sistema permette un risparmio veramente minimo, che forse si può ignorare, e continuare col sistema tradizionale. Meglio fare attenzione a non mettere troppa acqua, per favorire una rapida ebollizione. Utilizzare sempre pentole con coperchio ed attendere che arrivi a bollore prima di mettere il sale. Ricordate anche che i pezzi piccoli cuociono più velocemente. Meglio tanti bocconcini di un arrosto intero.

Forno ventilato o no

Se amate usare il forno, privilegiate quello ventilato perché riduce i tempi di cottura. Se potete, cucinate cose che possano essere cotte assieme, pietanze che possano convivere tranquillamente, e vi fanno risparmiare. I forni moderni permettono molte opzioni che consentono di cucinare solo nella parte superiore o inferiore, scegliete quella giusta per voi. Controllate bene se vale la pena di preriscaldare il vostro forno, quelli elettrici possono essere velocissimi nel raggiungere la temperatura desiderata. Per le pietanze cucinate in forno conviene spegnere anticipatamente, perché il calore non si disperde nell’ambiente e la cottura prosegue per almeno 15 minuti extra. Per riscaldare meglio usare il microonde, meno energivoro.

Classe A

Per i vostri elettrodomestici dovreste acquistare quelli che sono nella classe più alta. Permettono di risparmiare parecchio. Controllate se non sia il caso di sostituire i più vecchi con apparecchi più moderni, o cercare di ridurne l’uso, se non vale la pena cambiarli (ancora). È utile anche una piccola manutenzione di routine. Sbrinate bene il frigorifero, controllate i sali della lavastoviglie e i cicli con cui la utilizzate. Idem per la lavatrice. Infine forse dovreste abbassare il termosifone in cucina. Mentre preparate i pasti, l’ambiente si scalda senza bisogno di usare il riscaldamento, inutile consumare energia in un ambiente già caldo. Sappiamo risparmiare energia?

Sappiamo risparmiare energia

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Benessere, Eventi, Marketing

I servizi SaaS in cloud sono indispensabili

ForumN.A.2022 Foto Luca Riviera

Esakon al Forum N.A. di Bologna. Per chi si occupa di non autosufficienza ogni anno -76% di costi informatici

Il cloud riduce l’impatto dell’inflazione sulle organizzazioni che operano nel sociale. È un dovere supportare le persone non autosufficienti. In tempi di aumento dei costi e inflazione crescente, le organizzazioni non devono essere costrette a scegliere fra le persone e il bilancio. I sistemi in cloud sono formidabili alleati: con un – 76% di riduzione annua dei costi per l’informatica. Le strutture liberano risorse da destinare alle persone oltre a tutelare l’ambiente. I servizi SaaS in cloud sono indispensabili

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Forum N.A. di Bologna

La presenza di Esakon al più importante Forum N.A della non autosufficienza e dell’autonomia possibile, arrivato alla 14°edizione e organizzato da Maggioli Editore.  È la risposta alle nuove esigenze dell’Italia, in corsa per una digitalizzazione adeguata alle mutate esigenze socio-assistenziali. Oltre a tutti gli altri vantaggi, i servizi in cloud abbattono gli investimenti e l’impatto dei rincari energetici sui costi di gestione. Il Centro Studi Esakon, mette in evidenza la riduzione dei costi di gestione delle organizzazioni che operano nel sociale, fino a un -76%. Questo per le piccole organizzazioni, mentre per le medio grandi il vantaggio è molto superiore.

I dati parlan chiaro

Nella tabella è possibile confrontare i dati medi, raccolti presso i propri clienti, in fase di analisi e confronto, fra i sistemi informatici tradizionali e la versione Sherpa 4.0 in cloud. I dati sono riferiti agli ultimi 5 anni. Esakon Italia mette a disposizione gratuitamente la valutazione della riduzione dei costi e lo sviluppo organizzativo per l’adozione del cloud. Per ricevere una consulenza gratuita e senza impegno: scrivi a sherpa@esakon.it

elaborazione grafica Daniela Berti

Voce agli esperti

Nel passato le scelte potevano fare riferimento a valutazioni personali. Afferma Italo Parolari Direzione aziendale Esakon Italia. “Il problema del momento è come non tagliare i servizi a fronte degli aumenti dei costi che si prevede ci accompagneranno nel medio periodo. Oggi è possibile anche grazie alle nuove tecnologie, perché sono le persone non autosufficienti che vanno poste al centro!”

Roberto Betta, Direzione progetti Esakon Italia conferma. “Per la PA Pubblica Amministrazione è già obbligatorio investire nel cloud qualificato AgiD come il nostro Sherpa 4.0, uno dei più performanti player a livello nazionale. Per le strutture private è invece solo un grande vantaggio economico: i dati messi a punto dal nostro Centro Studi interno ne sono la prova. Adottare i sistemi in cloud in modo massivo nelle strutture libera risorse da destinare al sociale e favorire l’accesso ai finanziamenti del PNRR. Si stima che il valore potrebbe essere di oltre tre volte quello di una manovra finanziaria!

I servizi SaaS in cloud sono la risposta gestionale in tempi di inflazione

Il cloud è un patto fra noi specialisti, le imprese che operano nel sociale e la PA pubblica amministrazione. Il collegamento fra contenuti e esigenze organizzative, per una interfaccia tecnologica legalmente tutelata, al giusto valore. Spetta a noi esperti trasformare le modifiche legislative e le metodologie cliniche, sempre in evoluzione, in processi e sistemi tecnologici fruibili dal personale, i preziosi care giver. Lo staff di esperti Esakon Italia allevia il peso degli adeguamenti. Le incombenze legate al mondo socio-assistenziale, in Italia, sono delegate alle singole Regioni. Sherpa 4.0 è la più utilizzata e sicura piattaforma informatica in cloud d’Italia. Questa è la nuova edizione per la gestione di servizi sociali, case di riposo, RSA, hospice, asili, scuole materne. Presente in 20 Regioni italiane, più di 250 organizzazioni, oltre 20.000 utenti pari a 30.000 assistititi 24 ore su 24, sabati e domeniche compresi.

Con Sherpa 4.0 la geolocalizzazione del soggetto fragile non incide

La location del soggetto non autosufficiente, non può condizionare le organizzazioni. Sia in strutture residenziali che a livello domiciliare, non può bloccare la gestione dei sistemi socio-assistenziali o aumentarne i costi di gestione. Il personale deve possedere le informazioni utili, attraverso tecnologie scalabili ed economicamente vantaggiose. L’ubiquità non è una prerogativa divina, le tecnologie SaaS in cloud consentono di gestire le infinite evoluzioni geo-localizzate. La verticalità organizzativa, lo scambio di informazioni fra figure professionali differenti, in modo veloce, adeguato, performante e a costi contenuti, nel rispetto delle normative. I servizi SaaS in cloud sono indispensabili

Contatti Roberto Betta Direzione progetti Esakon Italia + 39 335 484 012 roberto.betta@esakon.it

Forum N.A. 20222 Foto :Luca Riviera
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L’albero più vasto del mondo ha 47.000 tronchi

Lo stanno fotografando con camere a 360° per offrire una visione d’insieme

Si chiama Pando, un nome latino che significa “mi espando” e questo spiega buona parte del mistero che avvolge questo albero immenso. Non è il classico baobab o un solenne abete rosso californiano a svettare, da solo, verso il cielo. Questo immenso albero, il più grande del mondo è nato da un solo seme, ma si è distribuito su qualcosa come 45 ettari. Ognuno dei tronchi nati dalle radici del primo pioppo tremulo che ha dato origine alla foresta possono considerarsi suoi rami. L’albero più vasto del mondo ha 47.000 tronchi

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Pioppo tremulo

È un pioppo tremulo dal tronco bianco (Populus tremuloides) e sorge nello Utah. Per difenderlo è nata una associazione la “Amici di Pando” che vuole valorizzarlo e proteggerlo. Lo chiamano il “Gigante Tremante” perché basta un alito di vento per farlo vibrare e mormorare. L’intreccio delle sue radici, lo rende uno degli esseri viventi più grandi al mondo. Si sono presi la briga di calcolarne il peso totale, che supera le 6.500 tonnellate.

Satellite per vederlo

Per comprendere le sue dimensioni servono le foto satellitari. Ha un’ampiezza che non consente allo sguardo da terra di misurarlo. È attraversato anche da un’autostrada. A periodi alterni Pando riempie di articoli la stampa statunitense. Ha qualche nemico che lo mina, come i cervi o i coleotteri che si nutrono della sua corteccia. Qualcuno lo dà come morente, ma non si capisce su quali basi. È un gigante che è sulla Terra da moltissimi anni e continua a prosperare. Potrebbe avere tra i 25.000 e gli 80.000 anni.

L'albero più vasto del mondo ha 47.000 tronchi

Un progetto per immortalarlo

Nel dubbio se vivrà o morirà in un prossimo futuro, è partito un progetto per immortalarlo. La Amici di Pando lo sta fotografando con camere a 360 gradi, tutto quanto, per offrire una possibilità di visitarlo anche restando a casa. Un’immersione nella foresta che si può gustare anche da un pc o da un tablet. Sarà la più grande documentazione fotografico dell’albero, nella sua interezza. I dati e le immagini saranno disponibili per tutti, persone comuni o studiosi. L‘obiettivo è fare innamorare della foresta più persone possibile in modo che tutti si sentano responsabili e vogliano proteggerla

Un solo organismo

È stato documentato solo nel 1976 come un unico albero con migliaia di ramificazioni. Il merito è di due botanici Burton Barnes e Jerry Kemperman. Grazie alle foto aeree si sono accorti di come si era sviluppato. La prova definitiva, è stata la raccolta del DNA dai campioni essiccati di migliaia di piante. Pando è un unico clone sviluppato da una singola pianta. È un maschio che produce polline, e continua a produrre nuovi cloni attraverso la linfa che percorre le sue radici. Pando cresce ogni anno non solo verso il cielo, ma espandendosi in larghezza, occupando nuovi spazi. Una sorta di enorme polipo vegetale che da ogni ventosa dei suoi tentacoli, fa crescere un’altra pianta. L’albero più vasto del mondo ha 47.000 tronchi

L'albero più vasto del mondo ha 47.000 tronchi

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Abitare, Benessere, Eventi

Otto miliardi sono troppi?

Sarà un pericolo essere così numerosi o è piuttosto un pericolo consumare così male?

Domande a cui è difficile rispondere, mentre l’ONU avvisa che quel traguardo, verrà raggiunto a metà novembre. Un momento topico, una cifra che potrebbe fare da spartiacque tra un prima e un dopo. Riuscirà il nostro pianeta a sopravvivere a tanta pressione umana sulla sua superficie? Tornano di moda interrogativi che già ci hanno angustiati, al raggiungimento dei 7 miliardi. Cosa faremo per nutrire e soddisfare le esigenze di tutti? Otto miliardi sono troppi?

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Le cause

Questo traguardo è stato raggiunto grazie all’allungamento della durata di vita umana. La spettanza aumenta costantemente, grazie ai miglioramenti fatti dalla medicina. La salute, l’igiene, la diffusione di una sanità meglio applicata contribuiscono a raggiungere questi livelli. In alcuni paesi, ad un boom di nascite, è susseguito un miglioramento delle condizioni generali. La fertilità già elevata, si è tradotta in aumento della popolazione e riduzione della mortalità infantile.

Un problema da combattere

Dovremmo festeggiare come fosse un compleanno, invece aumentano le preoccupazioni. La sovrappopolazione pone interrogativi, ma il tema dovrebbe essere spostato dal numero al come. Ovvero stiamo sfruttando il pianeta in modi molto differenti. Le risorse che gli chiediamo vanno da livelli insostenibili a sostenibili. Se tutti vivessimo coi consumi degli americani avremmo bisogno di almeno cinque pianeti come la Terra per sostenerci. Al contrario se i nostri consumi fossero ad esempio quelli dell’India il pianeta basterebbe per sfamarci tutti. Diventa una questione di scelte di vita e di modelli di sviluppo.

Otto miliardi sono troppi?

Ignorare l’allerta

Se ignoriamo l’allerta della sovrappopolazione e non cerchiamo soluzioni sostenibili per tutti, ci sarà un crash. Possiamo intervenire su alcuni parametri, come l’istruzione e il controllo delle nascite, distribuendo contraccettivi. Ma non basterà, i paesi sottosviluppati non hanno accesso a questi strumenti, e per educazione non li accettano volentieri. Oltre il 50% delle gravidanze non sono desiderate, un numero elevato di bambini, porta a scelte obbligate. Le difficoltà di ottenere un livello di vita gradevole, spingono molti popoli a migrare verso luoghi più ospitali, o supposti tali. Occorre dare speranze ai popoli nei loro paesi d’origine, per evitare le spiacevoli situazioni che ben conosciamo.

Speriamo in un rallentamento

La crescita esponenziale del numero dei residenti sulla Terra sta frenando. Secondo calcoli effettuati negli anni ’80 avremmo dovuto raggiungere gli 8 miliardi molto prima di quest’anno. Ma la tendenza, anche se in ribasso è per raggiungere i 10 miliardi entro il 2100. L’incremento è quasi tutto concentrato in una fascia attorno all’equatore che va dall’India alla Nigeria. Alcuni dei ricercatori, sollevano molti dubbi in proposito, queste previsioni potrebbero essere sballate da molti fattori. Forse una nuova pandemia superiore come pericolosità al Covid, potrebbe intervenire. Lo sfruttamento di altre aree ancora “selvagge” potrebbe causare un altro grave evento sanitario.

Ridurre per sopravvivere

Da tutte le voci degli esperti giunge una sola grande informazione. Per sopravvivere tutti occorrerà ridurre i consumi e le attività che producono gas serra e fanno aumentare le temperature. Con l’innalzamento delle acque, perderemo terreno abitabile e coltivabile. Questo renderà ancor più densamente abitate e promiscue molte regioni, accentuando i problemi. La produzione agricola e soprattutto gli allevamenti sono troppo “costosi” sia in termini di denaro che di inquinanti. Ripensare alle nostre abitudini alimentari, diventa indispensabile. Ma chi vuole rinunciare e contrarre i propri consumi? È questo il grande interrogativo che lasciamo in eredità alle nuove generazioni. Otto miliardi sono troppi?

Otto miliardi sono troppi?
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Mucche sballate con la canapa

Sarebbe un mangime ottimo molto nutriente ma lascia tracce nel latte di THC

Molti agricoltori, viste le difficoltà di approvvigionarsi di mangimi a costi decenti vorrebbero nutrire i loro animali con al canapa. Però ci sono problemi soprattutto con le mucche da latte. Quelle che hanno mangiato canapa industriale producevano latte che conteneva il composto psicoattivo THC e altri cannabinoidi. Inoltre il comportamento degli animali è cambiato. Barcollavano un po’, erano sonnolenti e salivavano più del normale. Qualche mucca teneva una posizione anomala e camminava in modo incerto. Mucche sballate con la canapa

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Con gli occhi rossi

Alcuni capi avevano anche gli occhi arrossati. Tutti fattori che rendono complicata la somministrazione della canapa al bestiame. Durante un test svolto in Germania sono state nutrite con canapa due gruppi di bovine. Alle prime venne data canapa intera che conteneva livelli molto bassi di cannabinoidi. L’altra metà mangiava solo foglie, semi e fiori di canapa, che avevano una concentrazione di cannabinoidi più alta. Hanno analizzato il loro sangue, latte, feci, frequenza cardiaca, respirazione e abitudini alimentari e le hanno comparate.

Risultati contrastanti

Le mucche che mangiavano la canapa intera si comportavano normalmente e non producevano cambiamenti evidenti. Il gruppo che mangiava infiorescenze e foglie ad alto contenuto di cannabinoidi, mangiava meno e produceva meno latte. Anche il loro ritmo cardiaco e la respirazione rallentavano. Si leccavano molto di più la bocca e producevano più saliva. Alcune barcollavano o stavano in piedi in modo anomale. Erano assonnate e si muovevano lentamente. Il loro livello di stress era assai minore. La canapa è ideale per calmare i bovini riottosi o per trasportarli senza problemi. Dopo solo due giorni, le mucche hanno recuperato la loro normalità.

mucche sballate con la canapa

THC e CBD nel latte

Nel latte sono state trovate tracce dei cannabinoidi THC e CBD, il secondo è entrato a far parte di molti integratori alimentari. Sarebbe probabilmente assai gradito per molti che consumano regolarmente gli integratori. Ma i ricercatori si sono limitati alle misurazioni strumentali, senza controllare se, quel latte potrebbe influenzare gli umani che volessero consumarlo. Non ci sono prove che esista un rischio per la salute, anche se probabilmente non approderà mai sulle tavole per le colazioni dei bambini

Nutriente ed economica

Ma la canapa è molto nutriente, è facilmente recuperabile sul mercato e costa molto meno di altri tipi di mangimi e foraggi. Gli allevatori sono molto interessati a conoscere l’effettiva potenzialità di questo foraggio che avrebbe grandi vantaggi economici per le loro aziende. Il timore è che possa avere effetti negativi anche sulla salute degli animali. Se vengono escluse le mucche da latte, la canapa può essere somministrata ad altri animali. Anche i bovini maschi che non producono latte o i maiali o gli ovini da carne potrebbero consumarla.

Uno latte da sballo

Il timore è che il latte contenente tracce di THC possa indurre uno sballo negli umani che lo consumano. Dovremmo consumarne molti litri al giorno, per ottenere gli effetti dei cannabinoidi, ma le tracce sono superiori a quelle ammesse. Le organizzazioni come l’Autorità Europea per la sicurezza alimentare, non lo approverebbero perché supera i limiti consentiti. A questo aggiungete la cattiva fama di tutto ciò che è legato alla canapa. È assai improbabile che troveremo questo latte arricchito sugli scaffali dei nostri supermercati. Anche se il mercato degli integratori potrebbe disporne una versione per soli “adulti”. Mucche sballate con la canapa

mucche sballate con la canapa

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Benessere, Enogastronomia, Eventi

Broccoli per la ricerca sulla salute maschile

La Fondazione Umberto Veronesi, fa ricerca sulle malattie e sui tumori maschili

Per supportare gli sforzi economici necessari per fare ricerca e studiare come combattere i tumori maschili, la Fondazione Veronesi mette in vendita broccoli, a prezzo speciale. L’ortaggio comune, svolge un ruolo importante per la nostra salute. Il suo prezioso contenuto di polifenoli e glucosinolati, svolge infatti, un importante ruolo preventivo. Per facilitare la raccolta fondi utilizza la catena dei negozi e supermercati Lidl. Il progetto SAM (Salute al Maschile) trova così, una sponda per diffondere il messaggio legato alla nutrizione sana. Broccoli per la ricerca sulla salute maschile

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Mese della prevenzione

Novembre è il mese dedicato alla prevenzione delle malattie maschili. La campagna Broccoli per la ricerca, approda alla seconda edizione, dopo il successo della precedente. Gli ortaggi dal riconoscibilissimo cupolino verde brillante, sono in vendita in speciali box in bioplastica. Una scelta etica e bio-sostenibile, che va incontro alle esigenze di smaltimento dei rifiuti compostabili. I cavoli broccoli sono confezionati in box da 500 grammi cadauno.

20 centesimi alla fondazione

Per ogni confezione venduta a €1,75, 20 centesimi andranno direttamente alla Fondazione Veronesi. Il luminare della scienza, fu un precursore dell’alimentazione basata sui vegetali. Il broccolo contiene sostanze che sono antiossidanti e svolge importanti funzioni anti-cancerogene. Combatte anche infezioni microbiche, ed è antinfiammatorio. La ricerca è dunque, particolarmente mirata a combattere i tumori maschili, che colpiscono prostata, testicolo e vescica.

Orto Italiano

I broccoli sono di produzione nazionale. Sono forniti da una società ortofrutticola che da anni si impegna a valorizzare e riscoprire l’ortofrutta italiana. Citrus attraverso le sue filiere etiche, rispettose dell’ambiente e dei lavoratori, si schiera per sottolineare l’importanza della prevenzione. L’oncologia preventiva è da molti anni l’obiettivo della Fondazione Veronesi, e si occupa di sostenere la ricerca scientifica d’eccellenza.

L’importanza della prevenzione

Oltre a fare ricerca e raccogliere fondi, la Fondazione è impegnata sul tema della salute. Il cardine è osservare una corretta alimentazione. Quindi un alimento semplice come il cavolo broccolo, è un ottimo esempio, per promuovere uno stile di vita sano. Basato su un’alimentazione corretta che privilegia il benessere di tutto il pianeta.

Il timore di farsi visitare

Le malattie tipicamente maschili, per una atavica impostazione mentale, sono spesso trascurate. Sollecitare l’attenzione a questo settore medico, è un passaggio importante. L’obiettivo è eliminare le remore, che tuttora trattengono molti maschi, dal sottoporsi ad analisi e visite preventive. Molte delle malattie studiate dai ricercatori della Fondazione Veronesi, potrebbero essere evitate o ridotte, con maggiore attenzione e semplici test. Broccoli per la ricerca sulla salute maschile

Broccoli per la ricerca sulla salute maschile

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Abitare, Benessere

Le paludi sono perfette per studiare il clima

Acque dolci e salate si mescolano nelle aree umide e danno indicazioni utili per capire cosa accadrà in futuro

Come un enorme termometro le paludi, possono darci moltissimi dati. Sono i luoghi dove le maree s’incontrano con le acque dolci e dai loro rimescolamenti si possono capire gli andamenti futuri. I mari salgono, le acque salate entreranno nelle falde e uccideranno gli alberi. È inevitabile e si aggiunge all’aumento della CO2, e alla siccità che farà aumentare la desertificazione. Alcuni scienziati hanno preso le paludi come laboratorio/palestra per i loro studi.  Le paludi sono perfette per studiare il clima

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Una varietà di situazioni

Le paludi presentano una varietà di situazioni che possono farci capire meglio, come muoverci in futuro. Come riusciremo a salvare le piante dalla salinizzazione delle coste? Il mare entrerà sempre più sui terreni e svilupperà reazioni chimiche. Gli alberi emetteranno gas e dovranno cercare di assorbire più acqua per ottenerne di utile per la propria sopravvivenza. Lo stress di dover assorbire acqua mista a quella salata farà sprecare molta energia. Raggiunto un certo livello alle foglie non arriva più il liquido sufficiente a mantenerle in vita e muoiono. Per questo l’albero si secca.

Studiare lo stress

La fotosintesi cessa quanto cadono le foglie ed è proprio quel fenomeno di stress che gli scienziati studiano. Simulano nelle paludi gli eventi futuri, e cercano di porre rimedio ai guasti che abbiamo provocato. I cambiamenti sono evidenti, in alcune aree sono già molto manifesti. Le stagioni mutano in modo incomprensibile, gli uragani aumentano d’intensità, gli eventi estremi si accentuano. La causa la conosciamo, siamo noi i colpevoli, ma non riusciamo ad imporre dei limiti alle nostre pessime abitudini. La rivoluzione industriale ha dato il via all’aumento del carbonio e non riusciamo ad arrestarlo, solo a limitarlo un poco. 

Artico già molto evidente

Gli effetti sono evidenti nell’Artico, dove il riscaldamento è velocissimo rispetto al resto del pianeta. Scompaiono i ghiacci, c’è meno calore riflesso verso l’atmosfera che viene, invece, assorbito dalle rocce. Questo innesca una spirale che fa sciogliere sempre più calotta. Lo stesso fenomeno che porterà presto la Groenlandia a perdere molto del suo pack. È possibile anche un rallentamento della Corrente del golfo che porterà ad altri eventi climatici disastrosi. Alluvioni, ondate di calore, incendi, scioglimento del permafrost e rilascio di gas serra un tempo bloccato nei ghiacci. Una catena che ci ostiniamo a non voler vedere.

Le paludi sono perfette per studiare il clima

Eccesso di calore

Il calore lo associamo alla siccità, alle zone aride, ma anche le zone molto umide vanno in sofferenza. La fotosintesi cessa se si raggiungono temperature troppo alte e si creano le condizioni per la desertificazione. Le piante pioniere che sono riuscite a mettere radici nelle paludi hanno svolto un lavoro importante per intrappolare la CO2. Lo hanno fatto grazie alla torba che costituiva un piano ideale per crescere, e che ancora alimenta gli alberi che vi resistono sopra. La torba trattiene la CO2 perché non marcisce come farebbe in superfice e trattiene enormi quantità di gas serra. Per questo preservare le zone umide diventa doppiamente importante.

Solo terra e oceani

Sinora i modelli climatici creati dai meteorologi si basano sugli studi di terra ed oceani, le zone umide sono state trascurate. Eppure molti dei processi che avvengono in queste aree di confine sono determinanti per l’intero pianeta. I processi naturali stanno accadendo ad una velocità che sorprende anche i climatologi. Sono necessarie più informazioni e più dati per formulare soluzioni attuabili.

Basta combustibili fossili non basta

Anche se decidessimo di cessare di usare combustibili fossili da oggi, le temperature non si stabilizzerebbero per molti anni. Servono interventi che contribuiscano tutti assieme all’obiettivo. Ogni intervento aiuta, ma se sono coordinati risulteranno più facilmente vincenti. Se ancora nutriamo speranze è perché gli umani sanno trovare soluzioni complesse a problemi complessi. Lo hanno fatto sinora in ognuno dei loro passaggi evolutivi. Cosa inventeranno per riuscire a restare su questo pianeta è la premessa per continuare a sperare. Le paludi sono perfette per studiare il clima

Le paludi sono perfette per studiare il clima

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Benessere, Enogastronomia

Comfort food sempre più desiderato

C’è un gran desiderio di cibo che ci conforti e stimoli buoni pensieri

È la positività l’elemento più ricercato dagli italiani. Il biennio dominato dalla pandemia ci ha resi desiderosi di cose buone, belle e gradevoli. Il cibo è sicuramente uno dei caposaldi del piacere personale. Gli italiani vanno alla ricerca di arricchimento, di momenti positivi, meglio se condivisibili. La gioia di cucinare per sé o per gli altri, ha portato alla memoria le ricette dell’infanzia, quelle delle domeniche spensierate a casa dei nonni. Comfort food sempre più desiderato

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Un ritorno alla tradizione

La riscoperta del benessere che regalano i piatti conosciuti, in grado di ripristinare il buonumore, ha dato impulso ai “comfort food”. I primi piatti dominano le classifiche di gradimento, con la carbonara che tiene a distanza lasagne, rigatoni, cannelloni. La pasta è l’alimento principe, ma è scorretto declinare una vera hit parade che comprenda tutti gli abitanti dello stivale. Troppe le ricette locali e le varianti per poter parlare di una classifica reale. L’Italia è geograficamente molto divisa, anche se la passione per il cibo la unisce sotto un unico ombrello.

Cucinare a volontà

Il periodo che ci ha obbligati all’isolamento, ha fatto riscoprire il desiderio di cucinare. In molti hanno alzato il loro livello, consultando manuali, tutorial o trasmissioni televisive. Cucinare è diventato da hobby saltuario una vera passione. Chi ne ha avuto la possibilità ha attivato videochiamate con nonne, zie e amici per imparare passo passo, come cucinare quei preziosi manicaretti. O per imparare a cucinarne altri, comprese le ricette etniche che hanno suscitato un certo interesse. Anche le vendite i libri di ricette sono aumentate.

Un aiuto all’economia nazionale

Questo bisogno di comfort food ha preso piede anche in molti altri paesi, e questo ha coinciso con un incremento di acquisti di prodotti italiani. La nostra cucina è rinomata ed invidiata, perciò non stupisce che chi ha potuto cimentarsi, lo ha fatto volentieri con i nostri piatti più celebri. Ha contribuito a questo successo la grande produzione di ingredienti biologici, ritenuto sicuri e ricchi di sapore. L’attenzione verso un’alimentazione più sana e corretta, ha fatto ricercare ingredienti meno raffinati e lavorati. Anche in questo caso la ricerca d’ingredienti tradizionali ha confermato il bisogno di “sapori di una volta

Comfort food sempre più desiderato

Acquisti on line

Gli acquisti on line sono aumentati considerevolmente, ma appena le pastoie del covid sono state allentate, gli italiani hanno ripreso a fare shopping dal vivo. Per rintracciare anche quegli ingredienti originali che la grande distribuzione, ignora o cura meno. In aumento anche gli acquisti nei mercati contadini o in fattoria. Questa voglia di cucinare e godere di vecchi sapori ha creato una rete di scambi di visite, sia tra familiari che tra amici. Esibire un piatto semplice ma poco diffuso dalla ristorazione, come pasta e fagioli, è diventato un simbolo di vicinanza e condivisione.

La tavola è uno scoglio

La tavola per i nostri connazionali è l’eterno scoglio a cui aggrapparsi nei momenti turbolenti o difficili. Il desiderio di rivedersi, riabbracciarsi o solo di fare un brindisi, ha stimolato la convivialità su cui si basa la nostra cultura. La cucina diventa così la valvola di sfogo, per mettersi alle spalle le preoccupazioni sanitarie, economiche e sociali. Le tavolate diventano il momento positivo e fondante su cui basare le proprie relazioni familiari e socialiComfort food sempre più desiderato

Comfort food sempre più desiderato

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Benessere, Enogastronomia, Eventi

Via gli sprechi dai banchetti

Il cibo gettato nei rinfreschi, nelle cerimonie e nei banchetti trova nuove opzioni

Sono nati i Foodbuster, i caccia-cibo, pronti a riorganizzare tutti i resti ancora edibili delle feste e dei banchetti, di qualsiasi tipo essi siano. Chiunque abbia frequentato feste di nozze s’è accorto del gran volume di cibo non consumato ed ancora ottimo che rischia di, o viene gettato. Ora esiste una soluzione per smaltirlo, riciclarlo e donarlo a chi ne ha più bisogno. Basta prendere accordi coi Foodbuster locali, che a fine evento interverranno per dare nuove possibilità al cibo non consumato. Via gli sprechi dai banchetti

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Comunioni, cresime, battesimi, lauree, buffet aziendali

Sono mille le occasioni in cui il cibo non viene consumato completamente. Hanno calcolato che almeno il 30% delle pietanze preparate per i banchetti e gli eventi finiscono direttamente nella spazzatura. Uno spreco enorme, che fa gridare vendetta. Di solito si tratta di cibo di alta qualità, preparato con ingredienti di ottimo livello, e che non merita di essere buttato. Con gli avanzi si possono nutrire molte persone.

Food PRIDE

È l’associazione che connette i vari gruppi di cacciatori di cibo avanzato. Dai dati recenti di povertà assoluta, di cui sono vittime quasi sei milioni di persone, risulta ancora più evidente come sia un’azione vitale quella della redistribuzione. La crisi comincia a mordere, anche i percettori di reddito di cittadinanza rischiano di precipitare tra i troppo poveri. Impossibilitati a decidere cosa fare, se costretti a scegliere tra abitare e mangiare. Il costo delle utenze è tale che diventerà ancor più complicato conservare un tetto sulla testa, ancor peggio sarà portare cibo in tavola.

Cibo prezioso

Il cibo è prezioso e come tale va trattato. I volontari che danno vita ai Foodbuster operano nel recupero di piatti ancora intatti, delle rimanenze non servite. O dei cibi che nemmeno sono usciti dalle cucine. Quelli che sono destinati a finire nell’umido, ma che potrebbero sfamare molte persone. Il cibo fresco deve essere prontamente redistribuito, perché non ha sistemi di prevenzione che possano farli durare almeno qualche giorno, come quelli industriali.

Via gli sprechi dai banchetti

Aiutano anche i ristoratori e i caterer

Con l’azione di recupero, riducono molto i costi dei servizi di gestione dei rifiuti, che le aziende sarebbero costrette ad affrontare. I ristoratori ed i gestori di catering sono ben lieti che gli “avanzi intatti” riprendano vita, e non vengano sprecati. Un aiuto ai meno fortunati, ed una diminuzione dell’imposta di smaltimento, si legano perfettamente. Di solito sono gli sposi stessi, o i wedding planner, o gli organizzatori di eventi, a contattare i cacciatori di cibo per svolgere il loro compito.

Una rete che funziona

Una rete basata sul passaparola, che funziona molto bene, e coinvolge sempre più persone. Si basa sul volontariato, non ha spese importanti se si eccettua la logistica, e riesce nel suo intento di evitare gli sprechi. Tutto ciò che viene recuperato viene dettagliato, in modo che chi li ha chiamati abbia un resoconto di quanto è stato recuperato, e chi ne ha usufruito. Un’azione che coinvolge il sociale e tiene attiva la comunità. Si basa sulla generosità di chi ha organizzato il banchetto, e crea una condizione di partecipazione al benessere locale. Il cibo è quasi sempre portato alle mense sociali, ma possono usufruirne anche altri soggetti. L’elemento importante è la velocità, per evitare che il cibo si guasti, prima di essere consumato. Via gli sprechi dai banchetti

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