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Un nuovo asfalto plastico testato a Los Angeles

La plastica straborda ovunque e l’amministrazione della città degli angeli sta provando ad utilizzarla nel fondo stradale

Le strade californiane non sono esattamente un sogno, sono enormi blocchi di asfalto color cemento assemblati in loco. Ora a Los Angeles tentano una nuova via per averne uno migliore. Aggiungere allo strato superficiale un mix di plastica riciclata di bottiglie. Il mix di plastica ridotta e macinata viene inglobata nel cemento creando un “asfalto plastico“, in grado di riciclare rifiuti, di buona resistenza. Il processo avviene completamente sul luogo, senza aver bisogno di altre strutture industriali che frantumano il materiale plastico e l’asfalto vecchio. Un nuovo asfalto plastico testato a Los Angeles

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Una spiaggia bellissima e velenosa

È bianchissima la sabbia a Rosignano Solvay, bianca come gli scarti di bicarbonato di sodio che la compongono

Sono celebri proprio per la loro nivea bellezza le spiagge vicine allo stabilimento della Solvay. Location livornese, che però è servita per girare qualche spot pubblicitario come fosse ai Caraibi. Peccato che la balneazione in tutta l’area sia sconsigliata o vietata. Ora il colosso multinazionale della chimica si trova a dover fronteggiare un nemico interno. Un fondo internazionale, la Bluebell Capital Partners ha acquistato un’azione ed ora può avere voce in capitolo. Una spiaggia bellissima e velenosa

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Uccelli marini e plastica ingerita

Gli uccelli marini, le tartarughe, le balene, i delfini ingeriscono molta plastica e ne pagano le conseguenze

L’ingestione anche di pochi pezzi di plastica può avere conseguenze a lungo termine per la salute, specialmente per i nidiacei degli uccelli marini. Uno studio recente, svolto in Australia ha dimostrato l’impatto dell’inquinamento da plastica sugli animali. Un gruppo di berte dai piedi rosa, le Ardenna carneipes hanno mostrato una riduzione drastica della popolazione. La causa è stata individuata nella plastica che ingeriscono. Le berte la scambiano come cibo, la “catturano” e la trasportano sulle scogliere dove nidificano. Qui la rigurgitano per nutrire i propri piccoli. Mentre gli adulti possono espellere o rigettare molti dei pezzetti di plastica i nidacei non hanno la capacità di farlo. Uccelli marini e plastica ingerita

Benessere, Eventi

Il Covid innescherà una stagione di anni ruggenti?

Arriverà un decennio di follie come negli anni ’20 del secolo scorso dopo la fine della Spagnola?

Sta succedendo da qualche tempo che vengano fatte similitudini tra l’Influenza Spagnola di un secolo fa e l’attuale pandemia da Covid-19. Cent’anni fa due eventi molto diversi si fusero tra loro: la fine della Prima guerra Mondiale e la remissione dell’influenza. In realtà la Spagnola scoppiata nella primavera del 1918 aveva mietuto molte più vittime della guerra. Negli USA le vittime erano state quasi 700.000 tra i civili e 53.000 tra i soldati. Molti di loro, in realtà, morti per le complicazioni dovute alla polmonite. Era la morte viola, perché i cadaveri assumevano una colorazione melanzana dovuta all’assenza di ossigeno nei polmoni. Ma tutta l’attenzione venne rivolta alla fine dell’evento bellico. Il Covid innescherà una stagione di anni ruggenti?

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L’Artico muta lo rivelano i denti di narvalo

C’è un notevole aumento di mercurio nei denti a spirale dei narvali causato dal cambiamento climatico che riscalda la regione polare

I narvali maschi hanno la straordinaria facoltà di far crescono un dente a forma di spirale. È la caratteristica che li rende immediatamente riconoscibili ed è un oggetto da collezione per molti naturalisti. Raggiunge anche i 3 metri di lunghezza. Ma oltre ad essere coreografici sono un perfetto termometro delle loro condizioni di salute e tracciano le loro vicende alimentari. Nel dente vengono stipate molte informazioni che i biologi marini hanno iniziato a studiare con attenzione. L’Artico muta lo rivelano i denti di narvalo

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Un ospizio per vecchie vacche

Un agricoltore preso dal rimorso ha deciso di salvare le sue mucche dal macello

Una famiglia tedesca allevava vacche da latte da almeno 3 generazioni. Tutto filava apparentemente liscio finché un giorno al proprietario venne il dubbio di non stare facendo la cosa giusta. Era stanco di allevare mucche e decise che la soluzione era vendere tutto. Cominciò a smantellare la fattoria, ma si fermò quando venne il momento di mandare le ultime vacche al macello. Non se la sentiva di mandarle a morire, e decise di tenerle fino ai loro ultimi giorni. La fattoria diventò così un ospizio per anziane vacche. Una scelta controcorrente. Un ospizio per vecchie vacche

Benessere, Enogastronomia

Bastoncini di pesce economici e fortunati.

L’enorme successo di un piatto semplice e comodo, anche in periodo di pandemia

Esistono dal ’53 e sono un brevetto americano. Nati quasi per caso per incentivare la cucina pratica e veloce sono sopravvissuti a molti loro simili. La General Foods aveva lanciato cibo sotto forma di bastoncini o parallelepipedi di diversi alimenti. Tra questi bastoncini di vitello, prosciutto, melanzane, fagioli secchi, pollo e merluzzo. Mentre tutti gli altri sono scomparsi dai reparti dei surgelati, i bastoncini di pesce sono rimasti nelle vasche refrigerate della Grande Distribuzione. Bastoncini di pesce economici e fortunati.

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Rinnovabili per sostituire tutti i combustibili fossili

É una compagnia energetica danese a dare un esempio pratico di fattibilità

Il progetto ha una scadenza molto ravvicinata, entro il 2025, Ørsted prevede di essere la prima utility a zero emissioni di carbonio. Ma senza rinunciare ai propri affari. Ha solo spostato il suo interesse dal petrolio all’eolico. Anche le centrali a carbone sono state convertite in centrali a biomassa, che utilizzano gli scarti, i rifiuti, le eccedenze di produzione. Solo 10 anni fa la Ørsted basava tutto sui combustibili fossili, ed era la terza maggiore produttrice di emissioni di CO2 del paese. Rinnovabili per sostituire tutti i combustibili fossili

Benessere, Enogastronomia

Trend di Primavera al ristorante

Gli ordini dei ristoranti, dei take-away o che fanno delivery danno una visione delle preferenze dei consumatori

Si riapre e ci sono già molte prenotazioni che danno il polso di cosa accadrà in questa nuova stagione. I piatti preferiti ordinati nei ristoranti in primavera sono molto vari. Difficile indicare un solo unico trend.  Spiccano tutte le ricette a base di pesce. Nell’immaginario italiano una spaghettata con le vongole è il segnale della ripartenza. Anche i frutti di mare, i crudi all’italiana ed il classico fritto di paranza sono richiestissimi. Qualcuno ordina polpo, crostacei o le canocchie. Le richieste si orientano su primi di pasta ( 1/5 del totale). I formati sono vari, tutto il panorama caro agli italiani, tonnarelli,  paccheri, fregolatroccoli, spaghetti, linguine fettuccine. I condimenti più amati sono sugo di pescecacio e pepe, la genovese, ragù alla bolognese. Richiestissime anche le ricette a base di ingredienti di stagione come asparagi carciofi. Trend di Primavera al ristorante

Benessere, Enogastronomia

I consumatori chiedono più prodotti biologici

L’Italia non sembra essere attenta alle maggiori richieste di biologico.

Sta per essere approvato il Piano d’azione europeo per il settore del biologico, ma l’Italia non sembra attenta alle richieste dei consumatori. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza esclude forme d’ investimento per questo settore. L’Europa ha già dettato, le linee guida da seguire. Il biologico viene indicato come modello valido per rispondere alle attese del consumatore. Sostenibilità ambientale e competitività economica in primis, ma l’Italia resta a guardare. Non vengono presi in considerazione le imprese e i lavoratori di questo reparto in costante crescita. I consumatori chiedono più prodotti biologici