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Proibire la musica troppo lenta o troppo veloce.

è la nuova imposizione del leader della Cecenia Kadyrov.

Tutta la musica che non raggiunge gli 80 battiti al minuto o eccede i 116 è bandita dal territorio ceceno. Una ennesima follia del dittatore Kadyrow che ha trasformato la piccola repubblica caucasica, in una enclave dove tutto è proibito. Ai musicisti sono concessi 45 giorni per modificare e riarrangiare i loro brani o non potranno essere eseguiti.

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Musica troppo lenta o troppo veloce

Ogni regime dittatoriale cerca di regolamentare ogni cosa perché nessuno possa recriminare. La musica è uno di questi mezzi, con cui viene imposta una ulteriore restrizione delle libertà personali. Piccola cosa rispetto alla molte altre violazioni dei diritti, ma esageratamente impositiva. I regimi che impongono restrizioni troppo rigide spesso superano il livello di guardia e diventano materiale per rovesciare quei regimi.

Salvaguardare le tradizioni

La musica è diventata un’altra delle restrizioni imposte dal governo. Il tentativo è quello di “salvaguardare le tradizioni” e sradicare le moleste ingerenze della musica occidentale che potrebbero influenzare la popolazione. La mentalità e le tradizioni cecene anche nel campo della danza saranno così protette dalle negative influenze esterne. in tutte le loro esternazioni ricordano certi dettami di regimi nazisti e fascisti, dove tutto è deciso nei palazzi del potere.

Proibire la musica troppo lenta o troppo veloce

Non imitare o gradire ciò che arriva dall’estero

Il governo impone ai cittadini di “Non prendere in prestito la cultura musicale da altri popoli”, lo considerano “un atteggiamento inammissibile”. Queste le dichiarazioni di Musa Dadayevhe, ministro della Cultura. Per conservare l’integrità del nostro popolo,“Dobbiamo portare alla gente e al futuro dei nostri figli il patrimonio culturale del popolo ceceno”.

Integralismo musulmano

La Cecenia è un paese piccolo, di solo 1,5 milioni di abitanti, che si stende tra Mar Nero e Caspio. Celebre soprattutto per la ferocia con cui combattono i suoi soldati, i ceceni sono stati per anni il braccio armato di Putin, in tutte le azioni più efferate. La religione ha una grande importanza per Kadyrov che la usa come propellente per incendiare i suoi soldati e spingerli ad eccessi sanguinari.

Una cattiva aria

In Cecenia si respira una cattiva aria, troppe sono le limitazioni imposte ai suoi abitanti. Le minoranze sono duramente colpite, soprattutto gli omosessuali. Ma sono tanti i divieti, il primo riguarda l’abbigliamento, con nessuna concessione a ciò che non sia strettamente tradizionale. Il tentativo di bloccare sul nascere qualsiasi dissenso, oltre alle scelte di che abito portare, passa anche per la musica.

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Sfrondare tutti i ballabili

Il tentativo è di evitare che qualsiasi brano ballabile (la dance suonata in tutto il mondo) possa essere suonato o trasmesso nel paese. La “cosiddetta” musica occidentale non può e non deve condizionare la mentalità dei ceceni. Sono moltissimi i brani che sono troppo veloci, la stragrande maggioranza delle hit internazionali, ma anche evergreen come “Hey Jude” dei Beatles, non potrà essere trasmesso o eseguito perché è troppo lento

Una beffa finale

Ora sorge un nuovo problema per Kadyrov, negli incontri internazionali col suo più grande ispiratore, non potrà fare ascoltare l’inno nazionale. Infatti, l’inno con cui dovrebbe accogliere Putin e le sue delegazioni non rientra nelle restrizioni, il pomposo inno russo è di 76 battiti al minuto. Vedremo se verranno concesse deroghe in proposito

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Se la birra la produce l’AI

Esiste la possibilità di farsi guidare nelle scelte della ricetta perfetta

Sembra impossibile intervenire per cambiare artificialmente il gusto della birra, ma ci sono ricercatori che cercano l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale. Hanno svolto molti test, per arrivare ad un programma che può tentare nuove strade, per produrre una birra gustosa. In fondo fare il birraio è dare vita ad una reazione chimica, ed una volta che tutti gli ingredienti sono noti, si può modificare ad arte per arrivare alla perfezione. Se la birra la produce l’AI

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Pochissimi ingredienti base

Si parte da pochi ingredienti fondamentali: acqua, luppolo, lieviti e malto. Sembrerebbe ovvio che con solo 4 elementi base, ormai tutte le possibilità di sviluppare buone birre siano già state testate. Ma non è così. Gli scienziati sono sicuri che l’Ai potrebbe migliorare tutta la gamma di sensazioni, che arricchiscono il palato dei degustatori di birra.

Per risparmiare tempo e denaro

Esiste già una gamma enorme di possibilità, e non solo per i colori. Birre aspre, dolci, amare, IPA, pastorizzate e non. I ricercatori hanno sviluppato questo sistema in grado di apprendere, che esamina tutte le variabili delle formula con cui la birra si esprime. Il loro intento è, arrivare a consigliare ai birrifici le modifiche per migliorare il gusto ed i sistemi produttivi, facendo risparmiare tempo e denaro.

Progetto nato in Belgio

Il progetto è nato in Belgio, (e dove altro poteva accadere?). Il ventaglio di birre a disposizione ha consentito di elencare una miriade di elementi, che costituiscono la formula chimica alla base dell’arte brassicola. Hanno esaminato 22 diverse tipologie di birra misurandone il PH, l’alcool contenuto e gli zuccheri, oltre agli elementi aromatici che, miscelati assieme, costituiscono il sapore delle birre.

Degustatori professionisti

Per certificare che il loro lavoro aveva senso, hanno contattato un panel di degustatori in grado di recensire le birre nel miglior modo possibile, rilevando tutte le complessità aromatiche. Dall’analisi di questi dati (meramente chimici e sensoriali) i ricercatori hanno istruito il programma in grado di predire il sapore e quanto potrebbe essere gradevole per i consumatori.

Aggiungere elementi aromatici

Il passo successivo è stato aggiungere componenti alle birre già esistenti, ed hanno chiesto ulteriori recensioni. Il panel ha effettuato assaggi ciechi e la risposta, pressoché unanime, è stata molto confortante. Le birre erano migliorate ed erano molto più apprezzate rispetto agli originali. Un vero successo per l’AI, che è riuscita a dare un plus, che ha soddisfatto le esigenze dei consumatori e degli esperti.

Birre analcoliche da rilanciare e rendere appetibili

Questo viene ritenuto molto importante per riuscire a produrre le birre analcoliche, il segmento che ha maggiormente bisogno di essere sviluppato. Riuscire a dare una sferzata di gusto alle analcoliche avrebbe enormi ricadute per limitare il problema dell’alcolismo. Rendere piacevole una bevanda che non gode di grande appeal, anzi, potrebbe essere molto utile anche a livello sociale, limitando i rischi di chi si mette alla guida in stato di ebbrezza.

Birre diverse per segmenti d’età

L’AI riesce anche a valutare quali tipi di birra potrebbero essere più gradite per segmenti di consumatori. L’età è una variabile importante in questo senso. La clientela più matura preferisce gusti abbastanza semplici e non troppo complessi, mentre i giovani amano sperimentare. Le scelte dei più giovani vano in direzioni opposte rispetto agli anziani, perciò riuscire a dare una gamma di sapori che soddisfi entrambi è complicato. Ma con l’Intelligenza Artificiale questo diventa possibile. Se la birra la produce l’AI

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Torna la corsa dei camerieri

Un evento iniziato nel 1914 che però era sospeso da 12 anni

Un paio di centinaia di “pseudo-atleti” che normalmente lavorano come camerieri hanno partecipato all’evento nella capitale francese. Il percorso di circa 2 chilometri, si svolge nelle strade di Parigi. I camerieri rigorosamente in abito di servizio devono correre con un cabaret che contiene un bicchiere d’acqua, una tazzina di caffè ed un croissant. Torna la corsa dei camerieri

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I Giochi Olimpici cominceranno il 26 luglio

La prossima estate i Giochi Olimpici si svolgeranno a Parigi, perciò questa gara sembrava l’occasione giusta per riesumare l’evento. A metà tra corsa sportiva e avvenimento mondano, ha divertito molto il pubblico presente. Le regole erano ferree: è proibito correre e quindi è più una marcia che una corsa, e il vassoio si può tenere con solo una mano alla volta

L’abilità di sgusciare tra i tavolini

Una gara di abilità come quella che i camerieri svolgono quotidianamente slalomeggiando tra i tavolini dei loro bistrot. La tradizione parigina delle distese all’aperto, che permette di avere molti più coperti, obbliga i servitori ad impegnarsi a fondo per servire quante più persone nel minor tempo possibile. Ovviamente chi fa cadere o rovescia gli oggetti sul vassoio viene penalizzato. 30 secondi se l’acqua nel bicchiere è scarsa, e addirittura un minuto se il bicchiere è vuoto. Perdere un pezzo vuol dire squalifica immediata.

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Ai vincitori, medaglia, soggiorno e biglietti

Gli incorruttibili giudici hanno sancito che quest’anno la corsa se la sono aggiudicati Samy Lamrous per i maschi in 13 minuti e 30 secondi, e Pauline Van Wymeersch per le femmine in 14 minuti e 12 secondi. Ai vincitori è stata assegnata una medaglia ricordo, la possibilità di essere ospitati per una notte in un grande albergo della città e i biglietti per la cerimonia d’inaugurazione dei Giochi.

Milioni di turisti in arrivo

L’occasione delle Olimpiadi estive è stato il volano per riattivare la corsa dei caffè. Parigi sta per essere invasa da milioni di turisti, a cui si sovrappongono gli atleti e tutto l’apparato che gira attorno ai Giochi. I camerieri è giusto che siano ben allenati e preparati per sostenere una simile massa di persone. Il bistrot è una delle immagini parigine per eccellenza e quasi tutti vorranno accomodarsi ai tavolini per gustare un caffè un croissant, un pastis o un pernod.

Patrimonio immateriale

Il servizio al tavolo in stile francese è diventato parte fondamentale del “patrimonio culturale immateriale” di Parigi. Una visita alla città non può presumere da alcuni appuntamenti fissi, che non sono soltanto, il Louvre, la Torre, il Trocadero e il Moulin Rouge, ma anche i suoi bar all’aperto a sorseggiare caffè mentre si osservano i passanti. Torna la corsa dei camerieri

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La primavera in India vuol dire Holi

È la festa dei colori e della rinascita.

Holi per noi occidentali sembra solo una gran confusione coloratissima ma in realtà, dietro a quelle polveri, c’è una simbologia precisa. Chi frequenta queste feste, lo fa con senso di appartenenza alla tradizione, e per confermare i rituali tipici dell’India. Le polveri colorate che vengono lanciate a tutti i partecipanti, possono sembrare un momento di allegra follia. Un divertimento a cui non potrete sfuggire, se vi lasciate prendere dall’atmosfera della festa. La primavera in India vuol dire Holi

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Rinascita come la nostra Pasqua

Possiamo paragonarla alle feste pasquali, nuovi colori e risveglio della natura. Anche se in occidente la Primavera è giocata su colori tenui, il significato di resurrezione e ritorno alla vita ha le stesse radici. Per restare in argomento, in Asia con l’equinozio di primavera inizia pure il nuovo anno persiano. I colori della festa Holi sono brillanti e vanno dal rosso al giallo ocra, all’azzurro, al verde, al rosso. La inevitabile mescolanza di questi colori crea dei mix di colori difficili da ripetere volontariamente.

Un abito di riserva

Se volete partecipare, portate un abito di riserva, ben difficilmente riuscirete ad evitare di venire colorati, e quei colori resteranno appiccicati alla pelle e a tutti i tessuti. Il divertimento e il coinvolgimento è tale che, dopo due minuti non v’importerà più nulla dell’abito, e penserete solo a partecipare, cercando di non ridere troppo. Perché vi trovereste i colori anche in bocca.

La primavera in India vuol dire Holi

Capelli e pelle da lavare per giorni

I residui colorati vi faranno compagnia per giorni, potreste dovervi lavare i capelli tantissime volte per ottenere il ritorno al vostro colore originale. Ma se siete disinvolti, potrebbe essere il modo per avere capigliature e pelle con tinte decisamente inusuali. I colori però raccontano molte cose che a noi sono sconosciute. È legato al sistema delle caste (varna) che per noi non sono facilmente comprensibili.

Lanciarsi manciate di colori 

Lanciarsi manciate di colori significa festeggiare il ritorno della primavera e la sconfitta del male. È una festa stagionale, che cade tra febbraio e marzo, e che riprende leggende indù, dove tutti si lasciano coinvolgere da festosi lanci di giallo, rosa, rosso, indaco, verde… Un tempo erano colori naturali, provenienti da fiori e piante, ora molti sono sintetici, ma il piacere di lanciare, spruzzare o soffiare manciate di colore rimane sempre lo stesso.

L’indaco è di Krishna

Il colore blu è legato alla figura di Krishna e agli dei in generale, che nella religione indù sono tre ma con la possibilità di mutare forme e impersonare altre divinità. Un guazzabuglio troppo complicato da raccontare. L’indaco è dato da un cespuglio, le cui foglie vengono fatte fermentare ed essiccate. È un colore che viene esportato da millenni, e che è alla base del tessuto denim, quello dei vostri jeans. I pani di indaco arrivavano sino a Roma, già 2.000 anni fa. Siccome erano costosi, esistevano contrabbandieri e sofisticatori che realizzavano finti pani di tintura fatti con panetti di sterco di piccioni.

La primavera in India vuol dire Holi

Il verde porta felicità, il giallo solarità

I colore verde è quello legato alla natura e alla felicità. Le donne spesso vestono sari di quel colore o bracciali e ornamenti verdi. E’ un colore che non esiste in natura ed è ottenuto tramite due bagni, prima nell’indaco poi nell’ ocra. L’ocra è presente nella spezia più utilizzata, la curcuma che profuma in modo particolare moltissimi piatti della cucina indiana. Il giallo è anche il colore rappresentativo della terza casta, quella dei mercanti. Un tempo il giallo come colorante era ottenuto tramite l’urina delle mucche obbligate a mangiare solo foglie di mango. Quando la notizia di come lo ottenessero è trapelata, il “giallo indiano” ha avuto una grande crisi.

Il rosso è legato ai matrimoni.

Se c’è una festa o un matrimonio il rosso è d’obbligo. Le spose non possono farne a meno perché porta fortuna, e richiama la buona sorte. Ancora oggi molti segnano sula fronte un punto rosso (tilak). Quel rosso si ottiene con la giallissima curcuma mescolata al lime che la fa diventare rosso brillante. Il legame degli indiani coi colori è fortissimo. Sicuramente lo avrete notato dai brillantissimi sari che le donne indossano. Colori lontanissimi dai grigi e dagli sfumati delle nostre culture, che utilizzano spesso il nero, un colore aborrito in India. La primavera in India vuol dire Holi

La primavera in India vuol dire Holi

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L’invasione dei falsi Bansky

La polizia spagnola è  riuscita a fermare una rete criminale che vendeva falsi 

Le opere di Bansky divenute celebri per la loro spontaneità e per il loro messaggio pacifista, sono state riprodotte in modo fraudolento. La banda è stata individuata a Saragozza, in Spagna. I lavori di Bansky sono stati venduti a mercati differenti usando tecniche di vendita diverse. L’invasione dei falsi Bansky

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Troppe copie in giro

Alcune sono state riprodotte in grande quantità e smerciate a prezzi popolari, altre sono state inserite nel mercato internazionale della aste d’arte. Alcuni pezzi sono stati venduti a collezionisti che ora posseggono “falsi d’autore”. I pezzi contraffatti erano stati segnalati come provenienti da un parco a tema realmente esistente. Dismaland era una installazione che simulava una sorta di Disneyworld distopica. Al centro dell’installazione c’era un castello rosa in completa rovina.

Usata la sua tecnica con stencil e dime

I falsi sono stati realizzati con stencil e dime di cartone che riproducono alcuni dei metodi utilizzati dall’artista. Alcuni pezzi sono stati venduti per un prezzo attorno ai 1.500 euro sia in Europa che negli USA. Le opere erano disponibili online, in negozi d’arte e nelle già citate case d’aste. Non è chiaro quanto denaro abbia generato la truffa. 

Avevano falsificato anche i sigilli di autenticazione

Uno degli errori dei truffatori è stato mettere in vendita troppe opere contemporaneamente. Questo ha suscitato la curiosità sia dei compratori che delle autorità. Alcune delle opere avevano sigilli di autenticazione, ovviamente falsi anch’essi. Segno che erano pratici del mondo dell’arte delle case d’aste. L’indagine è iniziata a luglio, ed ha portato alla rapida individuazione dei componenti della banda. Ma non è escluso che altri membri dell’organizzazione criminale siano ancora a piede libero e che altri collezionisti possano essere stati truffati.

L’invasione dei falsi Bansky

I murales di Bansky hanno generato ricchezza

Bansky probabilmente originario di Bristol in Inghilterra è diventato famoso per i suoi murales realizzati in luoghi pubblici insospettabili, come luoghi d’arte. Le sue opere che potevano essere traslate, e quindi vendute, hanno generato un totale di circa 180 milioni di euro. Ovvio che la buona possibilità di riprodurle, abbia scatenato il desiderio di qualche truffatore di ottenere facili guadagni. L’autore si è ora cautelato fondando una organizzazione che garantisce le sue opere contro i falsificatori.

Solo striscioline per la Bambina col Palloncino

Tra le sue opere più celebri la Bambina col Palloncino (Girl with Baloon) venduta all’incanto per 18,6 milioni di sterline. Nel momento stesso in cui l’asta è stata aggiudicata, un tritacarte inserito nella cornice, ha fatto a brandelli l’opera. Da quel momento è stata re-intitolata Love is in the bin (l’amore è nel cestino della carta straccia). L’invasione dei falsi Bansky

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San Patrizio e le sue strampalate feste.

Gli irlandesi sparsi per il mondo festeggiano il patrono con grandi feste

L’Irlanda per la grave crisi alimentare, legata alla coltura delle patate, che l’ha colpita nell’800, ha esportato forza lavoro in tutto il mondo. Sono stati tantissimi gli irlandesi affamati, che sono andati in cerca di fortuna in altri paesi e continenti. Hanno, ovviamente, portato con se il loro patrono e il 17 Marzo San Patrizio, viene festeggiato in moltissimi paesi. San Patrizio e le sue strampalate feste

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Gli elementi essenziali sono il colore verde, i folletti, più o meno accomodanti od arroganti e dispettosi, le monete d’oro e i relativi pentoloni, il trifoglio e l’immancabile birra. in onore di San Patrizio ne scorrono veramente fiumi, e ne viene prodotta una colorata di verde, proprio in suo onore. Solo a New York, la grande parata dei folletti è salutata da due milioni di persone, più o meno legate alle loro radici irlandesi.

Le città americane della costa Est

Le grandi città americane della costa est organizzano tantissime feste a tema, parate, serate danzanti e buffe attività. Per festeggiare San Patrizio serve tanta ironia e voglia di suscitare ilarità. A Chicago il fiume che attraversa la città viene colorato di verde, e la parata è un evento dominato dai più burloni. 

San Patrizio e le sue strampalate feste.

L’ironia è fondamentale

La voglia di stupire e far ridere trionfa ovunque. In una cittadina dell’Arkansas tra le altre esibizioni spicca una compagnia di danza, The Lards of the dance (i lardi danzanti) composto da ballerini anzianotti ed ovviamente sovrappeso. La loro è la parata più breve del mondo, sono solo 300 metri e ogni anno viene premiato il più anziano folletto del mondo (quest’anno ne farà 95).

Anche ai Caraibi

Celebrazione oltremare. Ci sono altri luoghi che potrebbero sembrare non connessi ma che in qualche modo sono collegati alla verde Irlanda. L’isola di Monserrat situata nei Caraibi ne è un esempio. I suoi abitanti sono in parte derivati da da missionari cattolici irlandesi, perciò la tradizione di festeggiare il 17 Marzo è entrata a far parte degli usi locali. L’inconsueto mix di culture irlandesi, africane e caraibiche, regala un perfetto melting-pot creolo, tra cucina creola, birre e marimbe.

Trifogli giganti

Se cercate il trifoglio più grande del mondo dovete raggiungere O’Neill in Nebraska, Nell’incrocio principale viene disegnato un enorme trifoglio che ispira atmosfere irlandesi a tutto il paesino. Oltre ai soliti pazzi festeggiamenti hanno anche un festival di letteratura per bambini, cibo di strada, e la posa della pietra di Blarney che conferirebbe il dono dell’eloquenza a chi la bacia. 

San Patrizio e le sue strampalate feste.

La pietra di Blarney

La leggenda dice che per ottenere il dono devi baciare quella originale, ma tentare con le copie è meno pericoloso. La pietra e inclusa nelle mura dell’omonimo castello e per baciarla occorre sporgersi dai merli in una pericolosa acrobazia, che prevede di sporgersi dall’alto in basso. A Blarney c’è un addetto che ti tiene per i piedi mentre tenti di farlo. Per evitare che sia una festa troppo breve, ad O’Neill la festeggiano di nuovo ad ogni 17 del mese.

In Australia cambiano il nome ai paesi

Anche in Australia esistono comunità irlandesi che vogliono mantenere il contatto con l’isola natale. La Irish Fest è il modo più semplice per rinnovare le radici familiari. I folletti, impersonati da gruppi di cittadini, svolgono attività sociali, e fanno visiti ai bambini ammalati e alle famiglie. Il quartiere dove si festeggia maggiormente è New London, che però i folletti trasformano in New Dublin, cambiando tutte le segnalazioni e i cartelli stradali. In pieno trip irlandese non possono mancare le danze tipiche folk con gighe, country dance, tip tap irlandese, line dance. 

Giappone san Patrizio e le ostriche

Anche in Giappone c’è una festa dedicata a san Patrizio nel distretto di Ise dove esiste un celebre santuario. La parata, dove abbonda ovviamente il verde, è in maschera. I folletti alla fine della parata, smettono gli abiti di scena e si dedicano ad un’attività molto gradita, aprire i molluschi di cui è ricca la zona, le ostriche. Se amate i crostacei, questo è il luogo giusto per voi. I crostacei sono uno dei simboli della città e vengono offerti ai partecipanti sia cotti che crudi. San Patrizio e le sue strampalate feste

San Patrizio e le sue strampalate feste.

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La Giornata mondiale del sonno arriva il 15 marzo.

Una funzione fondamentale ma che molti italiani non passano in modo perfetto.

Possono essere tante le cause scatenanti, che fanno passare una notte poco confortante per il nostro riposo. Conoscere alcune delle ragioni può aiutarci ad ottenere un sonno migliore e tonificante. In un film piuttosto celebre una coppia si giura che non andranno mai a letto arrabbiati, o senza aver chiarito i problemi che li dominano. Questo è un punto importantissimo, andare a dormire arrabbiati o con un grosso peso, non aiuta a dormire. La Giornata mondiale del sonno arriva il 15 marzo.

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Mai a letto dopo aver litigato

Litigare col partner è una delle cause legate a notti insonni o movimentate. Riuscire a calmarsi e a fare pace, è un ottimo espediente per riuscire a dormire correttamente. La temperatura ottimale, consigliata, è leggermente fresco nella camera da letto, un buon pigiama aiuta a trovare il confort, che fa sprofondare tra le braccia di Morfeo. La differente valutazione della temperatura è un vero casus bellis, con la parte femminile che preferisce un ambiente molto più caldo. Le lotte sul materasso per accaparrarsi lenzuola e coperte sono ben note a tutti quanti.

Vestirsi troppo uccide l’erotismo e blocca le endorfine

Vestirsi come un palombaro, può servire per ottenere un momentaneo tepore, anche se uccide in modo assoluto la vita sessuale di coppia. Il sesso invece ha la grossa prerogativa di liberare molte endorfine, che stimolano il piacere e il benessere generale. Forse sarebbe più corretto sbarazzarsi di qualcosa che si indossa, e rinnovare il piacere dello stare assieme e addormentarsi dolcemente.

La Giornata mondiale del sonno arriva il 15 marzo

8 ore sono quelle necessarie per un buon riposo ristoratore

Un buon sonno ci aiuta in tutte le attività del giorno. E’ una parte importante della nostra vita, ma tendiamo a trascurarla o a ridurne la durata. Sono pochi gli italiani che dormono 8 ore per notte, si accontentano di 7, e spesso anche di 6 e mezzo. Vengono spesso irretiti dai programmi tv, che fanno passare troppo tempo sul divano. Potremmo conteggiare quelle ore come riposo, ma in realtà sonnecchiare guardando la tv, ha ben altri effetti.

Le luci blu degli schermi tv, pc e cellulari, da evitare

Tutti gli schermi e non solo quelli della tv, hanno una cattiva influenza su di noi. I colori azzurrini/blu dei monitor, dei lap top e dei cellulari sono pericolosi per la salute del nostro sonno. C’è chi arriva a consigliare di spegnere o chiudere laptop e cellulari almeno un’ora prima di andare a dormire per prepararci ad un effettivo ristoro. il sonno infatti va “preparato”, desiderato e accolto.

Cenare entro le 8 di sera

Un altro grosso problema da risolvere è quando cenare. Gli specialisti del sonno consigliano di consumare la cena non oltre le 8. Perciò le cene fuori sono da anticipare o ridurre drasticamente. Anche sgranocchiare biscottini, snack, cioccolatini, popcorn sul divano, dopo la cena è sconsigliassimo, per due buone ragioni. Il metabolismo rallenta e tutte le calorie che assumiamo vengono assimilate e sappiamo dove si depositano, inoltre danno cattiva predisposizione al sonno.

La Giornata mondiale del sonno arriva il 15 marzo

Evitare troppe proteine, grassi, fritti, alcol e caffè

Cosa mangiare e cosa no. Evitare i cibi molto proteici, molto saporiti, i fritti, ed andrebbero molto limitati anche bibite zuccherate, vino, cocktail, superalcolici, caffè. Tanti cibi sappiamo che condizionano la nostra digestione, li conosciamo, ma non sappiamo resistere alle provocazioni. Il rischio è svegliarsi il mattino dopo una notte agitata, magari frequentata da incubi, col desiderio di tornare subito a dormire invece di iniziare la routine quotidiana.

Leggere aiuta a scivolare nel sonno

Leggere fa benissimo, un buon libro ci fa scivolare nel sonno. Se siamo fortunati diventeremo i protagonisti di una nostra personale novella, che avrà preso ispirazione da ciò che abbiamo letto. Anche i giochi enigmistici, come il sudoku aiutano a creare una bolla che allontana pensieri e preoccupazioni, fino all’arrivo dei primi sbadigli. 

Consultare il cellulare fino all’ultimo minuto è da evitare

Evitiamo di consultare anche all’ultimo minuto il cellulare, anzi facciamoci un regalo, giriamolo sul dorso, così anche gli eventuali messaggi in entrata, non ci disturberanno mentre siamo nel dormiveglia, coi loro lampi luminosi. I messaggi e i balletti di tiktok possono aspettare fino al mattino. Dopotutto la cosa più importante sarebbe festeggiare la giornata del sonno ogni notte. La Giornata mondiale del sonno arriva il 15 marzo.

La Giornata mondiale del sonno arriva il 15 marzo

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Osservato l’accoppiamento tra Megattere

Un evento estremamente raro, mai avvenuto in precedenza, entrambi erano maschi

Le Megattere sono animali molto riservati, le loro attività sessuali non erano mai state riportate, fotografate o filmate sinora. Sono tra i mammiferi più grandi del pianeta e vivono nelle acque del pianeta da milioni di anni. Sono presenti in tutti gli oceani del mondo. Ma di loro non si conoscono molti particolari che i biologi marini vorrebbero approfondire. Osservato l’accoppiamento tra megattere

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Mai visti prima

Per il loro grande volume non passano inosservate, eppure ciò che riguarda i rituali di accoppiamento e l’azione stessa sono in buona parte misteriosi. Alcuni scienziati e biologi marini vorrebbero chiarire questo mistero ma la vita erotica dei giganti del mare era sinora rimasta completamente nascosta.

Un colpo fortunato di due fotografi alla Hawaii

Queste due enorme balene sono state avvistate al largo dell’isola di Maui alle Hawaii. I fortunati fotografi Lyle Krannichfeld e Brandi Romano non credevano ai loro occhi ,quando hanno potuto osservare l’evento. Le posizioni assunte dai due cetacei non erano mai state osservate in precedenza, ma erano inequivocabili. Però entrambe le balene erano maschi.

Omosessualità rilevata in moltissime specie

La rivista Nature ha studiato l’attività omosessuale di moltissime specie, ne ha rilevato almeno 1.500. Resta il dubbio che il numero sia decisamente sottostimato, perché i biologi non pongono particolare attenzione a questo comportamento. Di solito lo notano solo se è molto differenziato dai rituali consueti. Semplicemente accade, non c’è niente di buono, non c’è niente di male nell’omosessualità, è un comportamento naturale. Lo fanno in molti: i delfini, i bisonti, le libellule, i trichechi, le scimmie bonobo, i leoni, molti uccelli, i pinguini, ecc.

Osservato l’accoppiamento tra Megattere

Moltissima curiosità per l’evento mai fotografato in precedenza

Le due balene di età diverse (30 e 13 anni) nuotavano assieme, la balena più anziana si avvicinava alla più giovane da dietro e la tratteneva con le pinne, inserendo il suo pene nella fessura della sacca che contiene il pene retrattile, dell’altra. La notizia delle due megateri maschio impegnate in attività sessuali ha rapidamente fatto il giro del mondo.

Nessuna teoria svela la realtà

L’interpretazione di questo atto sessuale ha sviluppato molte teorie, nessuna delle quali è definitiva. Nei delfini i rapporti omosessuali oltre che per il piacere, sono utilizzati per rinsaldare i rapporti all’interno del gruppo. Questa potrebbe essere una delle possibilità, ma in altri casi servono per far ridurre le tensioni. In questo sono maestri i bonobo per i quali il sesso è la soluzione ideale per risolvere ogni problema. Di qualunque tipo esso sia, anche con i consanguinei, e senza limiti d’età.

Una Megattera era ferita alla mascella

La balena più giovane aveva problemi alla mascella inferiore, forse colpita da una nave, era più debole, e la più anziana potrebbe aver approfittato della situazione, ma potrebbe anche essere una forma di protezione. Era la stagione degli amori e i livelli ormonali potevano essere molto elevati, tali da far attivare il bisogno di copulare. Toppe variabili che i biologi marini e gli oceanografi vorrebbero studiare meglio. Sempre che altre megattere accetteranno di farsi scovare, mentre svolgono le loro attività più intime. Osservato l’accoppiamento tra megattere

Osservato l’accoppiamento tra Megattere
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Ci stiamo giocando il Camembert?

Alcuni formaggi francesi sono a rischio di scomparsa. 

La causa sarebbe nella mancanza delle spore del fungo che provocano la trasformazione e maturazione del latte. Il problema è più serio di quanto si creda. Il fungo Penicillium biforme è alla base della formazione del tipico sapore, colore ed aroma dei formaggi francesi teneri, più famosi. Ci stiamo giocando il Camembert?

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Un solo sapore un solo colore

Un tempo ogni Camembert ed ogni Brie aveva un proprio sapore e colore, originale ed unico, ma i casari hanno forzato la mano per ottenere una uniformità di prodotto. Proprio questa ricerca di uniformare a tutti i costi,  potrebbe essere la cause della fine del Camembert, almeno come lo conosciamo. 

Spore del Pinicillium

Volevano che il prodotto fosse uniforme, oltre che nel sapore anche nel colore, ed hanno privilegiato il ceppo di Penicillium albino. Dai diversi ceppi noti si è cercato di ottenerne un solo tipo, in modo che ogni formella avesse la stessa resa in campo commerciale.

Anche Brie e Gorgonzola a rischio

Nel Nord della Francia ora i casari si strappano i capelli perché a forza di clonare lo stesso ceppo ne hanno causato la variazione del genoma. Non riesce più a riprodursi, e quindi trovare sufficienti spore da inoculare nel latte vaccino sta diventando un’impresa. La mancanza di diversità microbica potrebbe causare la scomparsa del formaggio più celebre di Francia. Lo stesso pericolo lo corrono anche Brie, Gorgonzola e Roquefort, ma è il Camembert a preoccupare maggiormente.

Ci stiamo giocando il Camembert?

Tornare alle origini? Troppo complicato?

Unico modo per salvarlo sarebbe tornare alle colture di spore delle origini, ma questo implicherebbe rinunciare ad una uniformità, che dal punto di vista commerciale, è la forza di questo formaggio cremoso. Tornare a colori, aromi, gusti e profumi differenti potrebbe disturbare molto il mercato, abituato ad un prodotto sempre in linea con un alto standard di qualità.

Come i migliori crue

I consumatori più scafati saprebbero andare alla ricerca del gusto che maggiormente li soddisfa, innescando una sorta di caccia al tesoro. Potrebbe diventare un fenomeno come quello degli estimatori del vino, disposti a spendere cifre folli per quell’annata, in questo caso per quella fattoria o quella piccola regione. Un vero e proprio cru per il miglior Camembert.

Denominazione comunale

I puristi potrebbero obiettare che anche il nome dovrebbe mutare, non potrebbe più essere semplicemente Camembert, ma dovrebbe assumere denominazioni più focalizzate sull’area di produzione. Dovrebbe ottenere una IGP assai ristretta per guidare i consumatori nella loro scelta. Forse una Denominazione Comunale.

La fine di un formaggio come lo conosciamo ora

Esistono altri ceppi di spore anche se non ripetono le stesse performance del tipo albino. Il Camembert come lo conosciamo oggi potrebbe scomparire prima o poi, anche se probabilmente non immediatamente. Potrebbero ancora salvarlo, ma dovrebbero convincere i consumatori che vale la pena tornare all’antico. I transalpini lo faranno? Ci stiamo giocando il Camembert?

Credits: Pixabay

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Un nuovo cibo ibrido che unisce riso e carne

Un’alternativa per ottenere buone proteine e per combattere la fame nel mondo

Si tratta del riso-manzo, un esperimento riuscito di far crescere all’interno del riso, cellule di muscolo e grasso animale, di origine bovina. Alla ricerca di valide alternative alle colture intensive ed agli allevamenti di animali. Si inserisce nelle crescenti necessità di trovare un giusto compromesso, tra sfruttamento del suolo e riduzione degli allevamenti. Un modo per abbassare il livello della nostra impronta carbonica. Un nuovo cibo ibrido che unisce riso e carne

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Molte proteine a basso costo

La salvaguardia del pianeta, passa dalla possibilità di rendere disponibili prodotti che siano economicamente sostenibili, che tengano in conto la sostenibilità ambientale e siano molto nutrienti. Tre fattori che sembrano cozzare tra loro per il grande consumo di acqua, energia e risorse, che sono necessarie per gli allevamenti. I raccolti che servono per nutrire gli armenti, stanno provocando deforestazioni, o un uso smodato delle risorse dei terreni agricoli, impoverendo le risorse mondiali.

Super food per molti

Un modo per risolvere il problema, potrebbe essere creare super alimenti. L’università Yonsey in Corea del Sud, ha studiato ed elaborato questo alimento ibrido, che potrebbe rivelarsi una vera e propria soluzione ai problemi legati all’alimentazione, col suo alto livello proteico. Il riso è saporito, gustoso e mette a disposizione molte proteine, senza avere un grave impatto a livello ambientale. L’ibridazione con le proteine provenienti dalla carne lo rende ancor più energetico.

Invece di grilli, non-carne e altri surrogati

In tutto il mondo si cercano alternative alimentari, alcune di queste preoccupano e spaventano i consumatori. I timori di doversi nutrire con materie prime sinora sconosciute, mettono in allarme la popolazione con mentalità meno aperta.  Vorrebbero evitare di entrare in contatto con farine di grilli, carni non carni, o carni allevate in laboratorio. Queste problematiche, spingono a trovare nuovi modi, per soddisfare le esigenze di nutrimento, senza forzare la mano, a chi non vuole cambiare l’abituale sistema alimentare. 

Basso impatto ambientale

L’impatto ambientale però è troppo importante, se non si vuole ricorrere ai grilli o carni non allevate nel sistema tradizionale, bisogna inventare nuove formule o cedere alle novità proposte. Questo riso che assomma le proprie qualità proteiche, a quelle della carne, può diventare un vero super-food. Può, inoltre, ridurre molto l’impatto che noi umani riserviamo all’ambiente. 

Un nuovo cibo ibrido che unisce riso e carne

Il riso poroso, assorbe le cellule bovine

Il riso ha una naturale forma porosa, che permette alle cellule animali di insediarsi al suo interno, creando un agglomerato ben bilanciato e molto nutriente. Per facilitare l’assimilazione delle cellule bovine, il riso è stato trattato con gelatina di pesce, un ingrediente alimentare conosciuto e sicuro. Le cellule staminali di muscolo e grasso bovino aggiunte al riso sono state lasciate in coltura per circa 10 giorni, per portare a termine il processo.

Riso profumato e gustoso al palato

I ricercatori hanno così ottenuto un riso di manzo coltivato, che soddisfa i requisiti di sicurezza alimentare, ed hanno eliminato il pericolo di allergie alimentari. Il riso ibrido è stato cotto a vapore e quindi, sottoposto a molteplici prove di gusto. Il riso è risultato profumato, meno colloso e un poco più fragile nella consistenza. Contiene l’8% in più di proteine e il 7% in più di grassi rispetto al riso normale. 

Sapore di manzo mandorle panna burro e olio di cocco

I risi ibridi sono stati testati variando le percentuali di muscolo e grassi, con risultati interessanti. Quelli con più muscolo profumavano di manzo e di mandorle, mentre quelli con più grassi ricordavano la panna, il burro e lolio di cocco. Il costo calcolato su grande scala, potrebbe risultare altrettanto interessante quanto le sue qualità. Ci sono già aziende interessate all’eventuale sviluppo commerciale.

Prezzo molto conveniente

Il riso-manzo potrebbe essere posto in vendita a poco più di 2€ al chilo contro un prezzo medio della carne di manzo di circa 14€ al chilo. Il grande apporto proteico e la facilità di preparazione e trasporto, lo rendono un vero cibo del futuro. Questo prezzo offre un risparmio enorme, rispetto a molte altre risorse alimentari. Ne potrebbero usufruire tutti i paesi più poveri, facendo diminuire anche la domanda di carne bovina, e le relativa spese di mantenimento degli allevamenti.

Facile da stoccare e trasportare, potrebbe essere il cibo dello spazio

Gli studi continuano anche con altri cereali oltre che per migliorare ancora più l’assorbimento della carne da parte del riso. Oltre a soccorrere le popolazioni più povere questo alimento, riduce anche molto lo spazio di confezionamento, la scarsa deperibilità potrebbe diventare una soluzione per stoccaggi a lungo termine. I ricercatori coreani sognano che possa essere il cibo del domani, e auspicano che possa essere utile anche negli eventuali viaggi nello spazio, e diventare la riserva proteica per la colonizzazione di Marte. Un nuovo cibo ibrido che unisce riso e carne

Un nuovo cibo ibrido che unisce riso e carne