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C’è un canto nuovo grazie alla pandemia

C’è un canto nuovo grazie alla pandemia

I passeri nell’area di San Francisco hanno cambiato il loro modo di cantare. Il minore rumore di fondo e l’assenza di traffico hanno influenzato le loro melodie

Più dolce, appassionato e sexy, così hanno definite il nuovo canto interpretato dai passeri della Baia di San Francisco. Non tutte le conseguenze della pandemia sono negative. La riduzione del rumore di fondo causato dal traffico, ha modificato il bisogno di “strillare” a voce piena. Costretti per farsi udire ad urlare le loro canzoni, per coprire i suoni della città, ora possono esprimere canti più melodiosi. Hanno ammorbidito le note per modulare canzoni più attrattive e seduttive. C’è un canto nuovo grazie alla pandemia

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Misurazione strumentale

Per dare voce alla teoria del cambiamento di canto è stato necessario registrare i canti dei passeri californiani. In effetti senza il disturbo del rombo delle basse frequenze create in gran parte dai motori, i passeri hanno rimodulato le loro voci. L’idea di misurarle è venuta ad una biologa che li studia da anni, vedendo il Golden Gate Bridge quasi vuoto ed avvertendo la quasi assenza di rumore. Ha confrontato le registrazioni precedenti, ed ha notato che le melodie erano molto più morbide, e con toni più bassi.

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Non più stridule

I passeri avevano abbassato il volume e l’intonazione, riappropriandosi di melodie quasi dimenticate. La biologa ha paragonato la situazione ai concerti o a ciò che avviene durante un cocktail party. Man mano che aumentano le persone, il brusio sale e si arriva quasi ad urlare per farsi capire. Ma quando cominciano ad andarsene alcuni invitati, si abbassa la soglia del rumore e si riprende a conversare amabilmente. Le registrazioni sono state effettuate esattamente negli stessi luoghi dove erano state registrate nelle primavere scorse, per avere un confronto corretto.

Anche in aree extraurbane

Le stesse misurazioni sono state effettuate anche in aree non troppo urbanizzate. In questo caso le differenze erano minori, i canti erano su frequenze più basse già in partenza rispetto alla città. Però le differenze erano evidenti anche in questo caso. Anche nelle zone più lontane dal centro città il rumore era diminuito e con esso anche il volume del canto dei passeri. Una dimostrazione che la natura può riprendersi i propri spazi, appena gli umani glielo consentono. Se finalmente le restrizioni per contenere il riscaldamento climatico, imporranno di modificare le nostre abitudini, potremmo di nuovo sentire suoni che ritenevamo scomparsi per sempre.

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Canto importantissimo

Nel regno animale, le comunicazioni all’interno delle specie sono molto importanti. Ma per le specie canore come gli uccelli, sono assolutamente primarie. Il canto funziona come attrazione sessuale e come difesa del territorio. Perciò da come può essere udito, dipende la sopravvivenza della specie. Un canto che tocca le note più basse, è un richiamo che le femmine interpretano come particolarmente sexy. Se i passeri per farsi udire devono “strillare” solo le note alte, diventano an-attrattivi.

Un ritorno agli anni 60

I livelli di brusio e rumore della città è diminuito fino a tornare a quello di oltre 50 anni fa. Le canzoni cantate dai passeri sono tornate sugli stessi livelli. È come se fossimo passati dalla techno alle melodie degli Hollies o dei Beatles. Il tipo d’intonazione lascia intatti i toni bassi e medi, mentre vengono tagliate le frequenze più alte, anche la velocità del canto ne risente. Utilizzando le note più basse i canti dei passeri sono armonizzati più dolcemente. Gli uccelletti hanno dimostrato una maggiore vitalità nelle attività quotidiane. Probabilmente le energie risparmiate, grazie ad un canto più melodioso, sono state conservate per spassarsela meglio. Cantare a squarciagola evidentemente costa. Usare una chiave più bassa è conservativo per le energie, ed è più gradito alle femmine. C’è un canto nuovo grazie alla pandemia

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Credits: PxHere

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C’è un canto nuovo grazie alla pandemia, il rumore diminuito ha cambiato le tonalità dei canti dei passeri, più bassi, dolci e sexy
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