Enogastronomia, Viaggi

La cucina africana e caraibica si stanno imponendo negli USA

C’è voglia di novità in cucina, e tutto ciò che è etnico o nuovo trova spazio

Stanno aumentando i ristoranti gestiti da chef di culture alimentari diverse ed interessanti. Nati come realtà piccole, con poco personale e spazi ridotti, ora assumono dimensioni di reali ristoranti. Smettono di essere solo cucina da asporto e approdano al piano superiore, quello dei ristoranti con tovaglia e servizio. Raggiungono vette considerate impensabili fino a pochi anni fa ed escono dal filone dell’etnico da gustare solo talvolta per divenire una cucina raffinata degno di venire rappresentata sui magazine che si occupa di enogastronomia. La cucina africana e caraibica si stanno imponendo negli USA

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Fufu per tutti

Piatti conosciuti da pochi come il fufu rappresentano una chiave d’accesso. Quando uno chef ghanese-americano come Eric Adjepiong, lo ha presentato in una celebre serie tv dedicata agli chef emergenti, non poteva immaginare che il successo era dietro l’angolo. L’acclamazione da parte dei giudici ha immediatamente fatto capire che qualcosa stava cambiando.

Africa occidentale protagonista

Le ricette che per secoli hanno nutrito i residenti dell’Africa occidentale sono diventate di interesse comune. Gli ingredienti che in alcuni casi erano quasi introvabili, sono comparsi sugli scaffali dei supermercati, sdoganando quel modo di cucinare. La cucina africana e la sua derivazione caraibica sono diventate popolari ed hanno dato nuovi impulsi alle cosiddette cucine etniche.

La cucina africana e caraibica si stanno imponendo negli USA

Piatti molto speziati

Il fufu è a base di farina di manioca e piantaggine, pestati assieme fino ad ottenere una pastella morbida con la quale si possono preparare molte portate. Ma non è l’unico piatto ad aver conquistato la clientela che ama sperimentare nuovi sapori, anche le polpette di carne di capra al curry o la coda di bue brasato sono diventate leccornie popolari come il chutney di mango

Riso ingrediente base in molte ricette

Non mancano nella cucina di origine caraibica i piatti a base di riso che oscillano dalle varianti della Louisiana (jambalaya) a quelle senegalesi (jollof). Anche la cucina haitiana ha espresso piatti molto interessanti, come il maiale cotto due volte (griyo) servito con le verdure in salamoia trasformate in una salsa dal gusto potente (pikliz). La cucina africana e caraibica hanno origini simili ma sposandosi con gli ingredienti locali hanno sviluppato forme autoctone, diversificandosi.

Gli schiavi hanno esportato la loro cucina

Alcuni degli ingredienti venivano trasportati dalle stesse navi che portavano gli schiavi verso Caraibi e Americhe, ed hanno permesso di mantenere integre alcune ricette, ma molte altre sono state giocoforza integrate con le disponibilità dei luoghi di sbarco. La radici africane si possono rintracciare in molti piatti cari alla Luisiana e agli stati circostanti. Gli schiavi coltivavano minuscoli orti per mantenere vive le loro ricette e questi ingredienti sono poi diventati parte della cucina americana.

La cucina africana e caraibica si stanno imponendo negli USA

Gli stati del sud portano molte tracce

Il gombo, le patate dolci, le angurie, i meloni , il sesamo sono diventati la base per molti piatti come jambalaya, gumbo, pane di mais, wafer di semi di sesamo, hoppin’ john, cola, tipici degli stati del sud ma derivati dai piatti cucinati in Africa. In ogni località dove avevano accesso alle materie prime simili alle loro, hanno sviluppato cucine che sono diventate il tratto d’unione tra due culture lontanissime, come quella afro-caraibica e la cucina tradizionale europea.

Gli americani ignorano quati dei loro piatti siano di origine africana o caraibica

Piatti come il riso africano, il formaggio Kwara servito con peperoncino piccante, il mofongo, la fejoiada, il riz djon djon o lo stesso pollo fritto, sono entrate di diritto tra le preparazioni più comuni. Anche lo stesso barbecue e tutte le salse che lo accompagnano nelle versioni dolci, medie o piccanti, sono figlie di quelle commistioni di stili e sapori. Nessuno negli USA si sofferma a pensare che quello che mangiano, è spesso derivato da quel viaggi attraverso l’Atlantico, ma la realtà è quella. La cucina africana e caraibica si stanno imponendo negli USA

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In vacanza ci vado da solo

Aumenta sempre più il numero dei cosiddetti “viaggiatori solitari”. 

E’ un trend che esiste da almeno un decennio, ma che sta diventando una forma di viaggio molto ambita. Agli italiani piace molto viaggiare per il mondo e conoscere nuove realtà, profumi, odori, colori e sperimentare la cucina dei luoghi in cui vogliono passare le vacanze. Il 90% degli italiani vuole o vorrebbe partire per un viaggio di questo genere nel prossimo biennio. In vacanza ci vado da solo

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Il gusto dell’avventura

La novità è che preferiscono quel gusto dell’avventura che da il viaggiare da soli, o in compagnia di persone sconosciute fino al momento della partenza. Le agenzie di viaggio e i siti internet appositi, offrono proposte di viaggio con gruppi estemporanei che si formano sulla base di obiettivi comuni e non per vincoli di sangue o amicizie pregresse.

Consigli e organizzazione

Il sito di WeRoad che è uno dei più visitati tra quelli che offrono consigli e possibilità di viaggiare da soli o in gruppi, ha visto aumentare tantissimo il numero di coloro che scelgono la vacanza come “solo-traveller”. Demografia con famiglie sempre più ridotte a singole unità, desiderio d’avventura o ricerca di nuove amicizie, sperimentare cucine locali (è un trend fortissimo quelle delle cucine etniche) e insolite, sono le molle principali, che hanno fatto salire l’interesse per viaggi non cumulativi nel senso tradizionale.

In vacanza ci vado da solo

Un trend in grande crescita

Il trend sembra interessare almeno il 50% dei viaggiatori e sembra destinato a diventare un fattore anche per le strutture ricettive. Viaggiare da soli implica una buona predisposizione all’avventura, capacità di adattamento, un’ abilità ad affrontare il problem solving e il vivere la vacanza non completamente pianificata. L’imprevisto, specie in alcune aree del mondo è sempre da mettere in preventivo.

I gruppi di mutuo soccorso

Da soli ma non completamente, sono tanti coloro che amano, per una sorta di mutuo soccorso, affidarsi a viaggi che riuniscono gruppi di perfetti sconosciuti, desiderosi di condividere esperienze. Le nuove amicizie che si formano in questo modo, sono ritenute molto importanti e spesso costituiscono uno dei target per la scelta del viaggio. Alcuni gruppi di viaggio si formano solo nel luogo di destinazione, e sono ulteriore stimolo a sperimentare anche nei rapporti umani.

Uno zaino e via

Uno zaino e tanta voglia di scoprire, è questo il motto che i viaggiatori in solitaria hanno fatto proprio. Partire, conoscere, fare amicizie e tornare molto più ricchi intimamente con un carnet di nuovi amici. Coloro che amano viaggiare da soli sono giovani (under 50), professionisti già con un lavoro stabile e soddisfacente. Single ma non sempre, molti partono da soli perché gli impegni di lavoro non collimano con le esigenze dei/delle comagni/e, ma l’avventura non può aspettare così a lungo.

In vacanza ci vado da solo

Luoghi quasi inesplorati 

Destinazioni insolite in aree geografiche poco battute e che conservano ancora il fascino di non essere troppo turisticizzate, l’incontro con nuove persone e la possibilità di usufruire di alcuni dei supporti delle agenzie e dei gruppi di viaggio organizzati. I gruppi come WeRoad offrono proprio questo tipo di servizi, i viaggiatori sono soli ma non abbandonati, possono sempre contare su consigli, referenze, riferimenti e la tranquillità di supporti linguistici e legali in caso di bisogno.

Senza partner per gustare meglio il viaggio

Soli ma non sprovveduti, i viaggiatori che hanno fatto questa scelta individuale sono più rilassati se non devono accudire i loro partner e possono godersi ogni nuova esperienza appieno. Poiché il movimento è in aumento, sono molti coloro che esperimentano per la prima volta questa formula di viaggio, ma anche loro non sono abbandonati a loro stesi, e possono contare sulle nuove amicizie che si formeranno lungo il percorso. Viaggiare da soli è uno stimolo per mettersi alla prova e scoprire un modo di viaggiare non monotono. In vacanza ci vado da solo

In vacanza ci vado da solo

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Sono i wombati gli eroi dei boschi australiani

Le loro tane hanno ospitato moltissimi altre specie durante gli incendi.

Hanno fornito un riparo indispensabile per molti altri animali durante la stagione che ha distrutto con gli incendi una parte vastissima dell’Australia. La leggenda vorrebbe che fossero i simpatici marsupiali ad invitare gli altri animali nelle loro tane. In realtà le cose sono andate in modo diverso. Sono i wombati gli eroi dei boschi australiani

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Diventati subito i beniamini in rete

Gli animali “ospiti” si sono auto invitati nelle gradi e profonde tane scavate dai wombati, alla ricerca di un riparo in attesa che gli incendi terminassero. In rete si era diffusa questa notizia che aveva suscitato un moto di simpatia verso questi marsupiali che sembrano sempre sorridenti. Gli AirB&B nella foresta non erano un servizio voluto ma semplicemente una via di fuga davanti alla calamità.

Tane lunghe e ramificate, fresche e ariose

Le loro tane sono molto solide, costruite bene, ariose e fresche, offrono riparo, riserve di cibo ed acqua, tutte cose che le hanno rese appetibili per molte specie che cercavano di sopravvivere. Con un sistema di telecamere i ricercatori hanno potuto documentare come molte specie si sono rifugiate nelle tane dei wombati, e si sono salvate mentre i roghi azzeravano le foreste sovrastanti.

sono i wombati fli eroi del bosco

Più famosi per le cacche che per i sorrisi

Oltre che per i loro musi simpatici i wombati erano celebri soprattutto per le loro cacche. Il loro intestino particolare le trasforma in cubetti molto riconoscibili. Sono una specie in diminuzione che avrebbe bisogno di maggior rispetto e non solo per come defecano. Sono abbastanza corpulenti possono arrivare a quasi un metro di lunghezza e pesare attorno ai 45 chili. Hanno zampe corte e robuste con artigli che utilizzano per scavare lunghe gallerie.

Smuovono e azotano il terreno fertilizzandolo

Il loro lavoro non passa inosservato poiché sono abili costruttori, smuovono tonnellate di terreno e lo fertilizzano coi loro cubetti di cacca. L’azoto contenuto arricchisce il terreno e fa aumentare l’erba attorno alle loro residenze. Un patrimonio di cui usufruiscono molte altre specie animali, che possono utilizzare sia le gallerie abbandonate e tutta l’area attorno. 

Alberghi e Airbnb nella foresta

Come molti altri animali australiani sono marsupiali ed ospitano i piccoli nelle loro tasche sotto al ventre, un metodo molto protettivo di cura della prole. Da quando è cominciata la grande migrazione europea, 3 secoli fa, la loro area di diffusione è diminuita ed ora gli stati australiani stanno cercando di proteggerli. Con grande soddisfazione di chi li ha visti come gli eroi del bosco in grado di gestire “alberghi” per gli altri animali in pericolo. Sono i wombati gli eroi dei boschi australiani

sono i wombati fli eroi del bosco

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La città dove si mangia meglio è Napoli

É la rivista inglese “Time Out” a dichiararlo in un articolo

Una rivista dedicati ai viaggi e alle esperienze che lo accompagnano ha regalato una eccellente recensione alla città di Napoli. Ha dichiarato che è la città dove si mangia meglio. Un tributo alla sua versatilità, che la pone in vetta alle città del mondo. A rendere ancora più importante il tributo è il fatto che è l’unica città italiana presente nella classifica. La città dove si mangia meglio è Napoli

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Pizza simbolo d’italianità

L’articolo fa leva sul fatto che parlando di cibo in Italia, non puoi evitare di parlare di Napoli e delle sue eccellenze. A partire ovviamente dalla pizza, nata in città tra sette e ottocento dello scorso millennio, e diventata un simbolo d’italianità. La diffusione delle pizzerie in tutto il globo, l’ha resa sicuramente uno dei piatti preferiti a livellò nazionale ed internazionale.

Cento varianti anche in chiave gourmet

Nata come piatto povero, per sfamare una moltitudine enorme di persone sempre sul limite della povertà assoluta, col tempo è divenuta una specialità che ha incontrato il gusto di reinterpretarla anche in chiave gourmet, di molti chef. Ma a Napoli rimane un piatto popolare, che è a disposizione di una popolazione che ha spesso la necessità di sfamarsi velocemente.

La città dove si mangia meglio è Napoli

Cucina di strada, la portafoglio, i fritti, che hanno conquistato i turisti

La cucina di strada a Napoli ha riscosso sempre un grande successo, sia con la pizza, ancora oggi la versione portafoglio è venduta in strada, sia coi maccheroni, o gli spaghetti, sia con i fritti. Il cartoccio dei fritti ancora oggi è un piatto molto gradito ed economicissimo, in grado di sfamare mentre si passeggia per la città. Questo tipico cibo d’asporto è diventato una grande attrattiva anche per i turisti che lo consumano per sentirsi integrati nella città.

Non solo pizza, tanta tradizione popolare e non

Esiste ovviamente anche una ricca cucina napoletana che necessita di lunghe preparazioni come i ragù e i sughi di carne per condire gli spaghetti, o la celebre parmigiana di melanzane. La genovese, il casatiello, gli struffoli, i babà, la ricca pasticceria contribuiscono a rendere il capoluogo campano un luogo ameno, dove mangiare in modo qualitativo ed economico. La città dove si mangia meglio è Napoli

10 città dove mangiare benissimo

Le dieci città presenti nella classifica di “Time Out”, con alcune località sorprendenti, sono le seguenti:

  1. Napoli;
  2. Johannesburg;
  3. Lima;
  4. Ho Chi Minh;
  5. Pechino;
  6. Bangkok;
  7. Kuala Lumpur;
  8. Bombay;
  9. Dubai;
  10. Portland.

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Il mito delle vacanza intelligenti

Tantissimi italiani in vacanza a giugno, mai così tanti.

Dove non arrivarono le campagne degli anni 90, per convincerci a non andare in vacanza solo ad agosto, è arrivato il caro prezzi a farci cambiare abitudini. Sono circa 7 milioni i nostri connazionali che hanno modificato il loro concetto di vacanza. Non più solo nel mese più ambito ed affollato, ma anche il più caro in assoluto. Il mito delle vacanza intelligenti

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Vacanze più tranquille

Un incentivo inatteso è stato il gran caldo che è protagonista, soprattutto al sud della stagione estiva. Dove è saltato in pieno un mese primaverile, per approdare ad una precoce estate rovente. Questo ha convinto molti italiani che valesse a pena modificare i piani vacanza. La fine delle scuole, anticipata anche per le elezioni, sono servite da incentivo per mollare le città ed andare a godere del tempo libero.

Non solo mare

A sorpresa non è solo il mare, che resta l’obiettivo principale, ma anche molta campagna, tra le mete più ambite. Gli agriturismi sono tra i più richiesti, con tutti esauriti già ad inizio stagione. L’offerta esperienziale sembra aver suggestionato molti dei nostri concittadini. Le vacanze spalmate in periodi diversi dal solito luglio/agosto, sono molto care ai turisti provenienti dall’estero, che hanno imparato rapidamente a sfruttare il meglio delle località turistiche.

Il mito delle vacanza intelligenti

Lontano dalla folla opprimente

Dal nord Europa sono costantemente arrivati grandi numeri di turisti che volevano stare alla larga dai superaffollamenti, godere appieno dei servizi e a prezzi ragionevoli. La loro esperienza è servita anche ai nostri connazionali che hanno imparato a controllare meglio i budget. I pacchetti in offerta ad inizio o a fine stagione hanno il doppio scopo di intercettare prezzi favorevoli e strutture non strangolate da eccessive presenze

Un ventaglio di possibilità

Non è più il tempo della Pensione Bellaria o Mamma Rosa che offriva pernotto e cucina semplice, ora le strutture ricettive offrono ventagli di possibilità. Molta attività sportiva, fitness, maneggi, trekking, pilates, ma anche corsi di cucina, equitazione o approfondimenti culturali. Una enorme possibilità di scelta che gli agriturismi hanno saputo padroneggiare molto bene.

Agriturismi al top delle ricerche in internet

Non è un caso se tra le località e le strutture più cercate in internet ci sono proprio gli agriturismi che offrono più esperienze. A giugno la stagione agricola è nel suo pieno e la raccolta della frutta (albicocche, ciliegie, pesche) o la trebbiatura del grano sono parte dei pacchetti offerti. I turisti gradiscono molto tutto ciò che ha a che fare con gli approfondimenti eno-gastronomici, come lasciano intendere le ricerche di luoghi e strutture che siano in grado di fornire cibo di buon livello, sia tradizionale che ricercato.

Prezzi calmierati

Per evitare il caro ombrelloni che sta tormentando molti italiani, si fa sempre più ricorrente la prenotazione anticipata a giugno. I prezzi sono ridotti sino ad 1/4 per sdraio ombrelloni e servizio bar direttamente sulla battigia. Una comodità a cui molti non vogliono rinunciare, tanto che già a maggio alcune strutture balneari hanno fatto registrare buoni numeri. Un buon viatico per quella che potrebbe essere l’ultima stagione senza regole certe per gli stabilimenti balneari. Forse regole certe porteranno a calibrazioni dei prezzi, con qualche abbassamento e la certezza che il settore, finalmente, contribuirà correttamente all’erario. Il mito delle vacanza intelligenti

Il mito delle vacanza intelligenti
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I salmoni si spingono sempre più a Nord

I cambiamenti climatici spingono i salmoni in aree in cui non erano mai arrivati.

Sono stati segnalati salmoni in grado di andare a deporre le loro uova, nei fiumi che scorrono dall’Alaska verso l’Artico. una situazione nuova non ancora contemplata negli studi di biologia marina. I salmoni del tipo Chum il secondo gruppo per importanza di tutti i salmoni selvaggi che vivono nel Pacifico, stanno conquistando nuove aree dove riprodursi. I salmoni si spingono sempre più a Nord

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Risalgono fiumi sempre più a Nord

Diffusi in un’area vastissima che comprende Nord America e Asia, stanno raggiungendo fiumi in cui finora non si erano mai spinti, quelli che hanno sbocco nell’Artico. Questa è una testimonianza dei cambiamenti climatici. I salmoni amano le acque fredde e se vanno a cercarne di ancor più fredde, significa che le condizioni stanno mutando.

Aree ritenute troppo fredde per consentire la schiusa delle uove

Queste piccoli gruppi di salmoni stanno cambiando le abitudini della specie. Vanno a deporre le uova e poi si lasciano morire, in ambienti ritenuti sinora ostili alla loro riproduzione. Sono state rinvenute sia uova che carcasse di salmoni che avevano già completato la loro azione riproduttiva.

Qualche segnalazione era arrivata

I nativi avevano già segnalato alcune rare presenze di salmoni nei torrenti e nei fiumi del nord Alaska sin dal 2017, ma ora la loro presenza è molto più massiccia, e non passa inosservata. Gli avvistamenti sono avvenuti nei fiumi Anaktuvuk e Itkillik del North Slope, il distretto più settentrionale dell’Alaska. 

I salmoni si spingono sempre più a Nord

Sembravano bugie da pescatori

Se qualcuno riusciva a pescare un salmone in quelle acque, rischiava di sentirsi apostrofato come le solite esagerazioni da pescatori. Ma ora non fa quasi più notizia, segno che il cambiamento è realmente in corso. Le popolazioni dei salmoni presenti sulle coste di California e Oregon diminuiscono in modo sensibile e anche il celebre fiume Yukon ha visto un calo importante della presenza di salmoni.

Cambiano il loro areale arrivando vicini al Polo Nord

I ricercatori cercano di scoprire se il fenomeno sia in ulteriore espansione, spostandosi ancora più a Nord. resta da risolvere il quesito se le acque resteranno sufficientemente calde da permettere alle uova di schiudersi e dare vita ad una nuova generazione, che scenderà la corrente di acque dolci dei fiumi, per andare in mare a crescere e a maturare.

Una sfida al grande freddo polare

Al raggiungimento della maturità sessuale, tra i tre e i sei anni d’età, i salmoni risalgono le correnti dei fiumi e vanno a depositare le uova, dopo di ché muoiono. Se i torrenti ghiacciano troppo presto, gli avannotti non riusciranno ad arrivare al mare e lo sforzo dei loro genitori sarà inutile. 

I cambiamenti climatici hanno fatto salire tantissimo le temperature

I ricercatori hanno messo dei sensori di temperatura per scoprire se sia possibile che la loro vita prosegua. Nel frattempo l’Artico si riscalda con un ritmo 4 volte più veloce degli altri mari, le condizioni potrebbero favorire i salmoni che tentano di raggiungere zone finora inesplorate. Lo scopriremo nel corso delle prossime stagioni. I salmoni si spingono sempre più a Nord

I salmoni si spingono sempre più a Nord

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Prendersi cura del proprio cervello

Ci sono alcune piccole precauzioni per la manutenzione di un cervello efficiente

Il nostro cervello è un organo importantissimo e che dovremmo cercare di preservare il più a lungo possibile. Sarà lui ad accompagnarci per tutta l’esistenza. Molto probabilmente anche coi progressi della medicina, non sarà mai possibile trapiantarne un altro. Perciò, come si fa con le macchine d’epoca, curiamolo e coccoliamolo a dovere, per assicurarci la sua salute e un livello esistenziale prolungato e qualitativo. Possiamo stilare una sorta di decalogo.  Prendersi cura del proprio cervello

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Cominciare con una buona colazione

Gli esperti affermano che fare una buona colazione è davvero importante e necessario. Chi salta la colazione ha un livello di zuccheri più basso nel sangue, questo crea condizioni di stress al cervello che non riesce ad ottenere abbastanza nutrienti. E’ rischioso perché causa una degenerazione della nostra materia grigia. Diamo cibo al nostro corpo e anche al cervello al nostro risveglio.

Non esageriamo col cibo

All’opposto, chi invece consuma pasti troppo abbondanti e troppo ricchi, rischia di far indurire le arterie cerebrali. Questo a lungo termine può causare una diminuzione della potenza cerebrale. Un regime alimentare regolare, senza eccessi, mantiene le nostre cellule cerebrali in forma e ben performanti. La scappatelle sono ammesse, ma gli eccessi sono da evitare, se possibile.

Il fumo è veramente dannoso per il cervello

Fumare è sconsigliato. Provoca un restringimento delle nostre arterie, il cervello ne soffre in modo particolare. Inoltre ci sono studi che confermano come il fumo (anche lo swapping con sigaretta elettronica), può portare al morbo di Alzheimer. Una delle malattie più invalidanti che si manifesta di solito in tarda età, ma con conseguenze molto importanti per il paziente e la sua famiglia.

Pochi dolci o lo zucchero vi rallenterà

Attenti al dentino dolce (sweet tooth). Se vi piacciono molto i dolci cercate di limitarvi perché lo zucchero lavora contro il vostro cervello. Troppi zuccheri impediscono il corretto assorbimento delle proteine, la conseguente scarsità di nutrienti che raggiungono il cervello, influisce sulla sua corretta formazione e sviluppo. Evitiamo di dare troppi dolci ai bambini, un dolcetto ogni tanto per recuperare energie, va bene, esagerare è sconsigliato. A questo proposito le bibite gassate sono molto ricche di zucchero, soddisfano il palato ma mettono in crisi le nostre cellule cerebrali.

Prendersi cura del proprio cervello

Aria buona e tanto ossigeno

Cercate di respirare aria buona. Il cervello è il nostro organo che consuma più ossigeno, cerchiamo di dargli l’aria migliore possibile. Respirare aria inquinata come quella degli ambienti troppo affollati, riduce l’afflusso di ossigeno al cervello. La stanchezza cerebrale che ne consegue, riduce le nostre capacità di ragionamento e l’efficenza generale. Se possibile concedetevi passeggiate in luoghi incontaminati o in spazi aperti, dove l’inquinamento sia molto limitato.

Dormire bene è indispensabile

Dormire 7-8 ore. Cercate di dormire sempre a sufficienza, il cervello ha bisogno di riposare, così come tutto il corpo. Riuscire a trovare il giusto compromesso tra vita mondana ed ore di sonno, consente alle cellule cerebrali di trovare i giusti ritmi circadiani e impedisce la morte delle cellule cerebrali. Il giusto sonno mantiene il nostro cervello “giovane” e funzionale.

Tenete scoperta la testa mentre dormite

A proposito del sonno una scoperta che vi sconcerterà. Dormire con un berretto anche se vi può far sentire più protetti e caldi, ha un effetto negativo. Tenere la testa coperta fa aumentare la concentrazione di anidride carbonica a scapito dell’assorbimento di ossigeno. Potrebbe portare a problemi nel lungo termine. Meglio dormire sempre a testa scoperta, anche nelle notti più fredde.

Non siete supereroi, non sforzatelo

Non sforzate il cervello. Farlo lavorare troppo intensamente, o almeno tentare di farlo, può avere conseguenza negative. Se siete ammalati, comportatevi da tali, non sforzate il vostro organo pensante. Impegnarsi troppo intensamente nel lavoro o nello studio, quando il corpo non è performante od ammalato, fa diminuire l’efficienza del cervello. Si rischia di danneggiarlo senza ottenere gli obiettivi necessari. Prendetevi i giusti tempi per avere una corretta resa.

La ripetitività non aiuta

Monotonia da tenere a bada. Metodi di lavoro o studio troppo ripetitivi atrofizzano il cervello, che ha bisogno di stimoli. Manteniamo sempre uno spazio per la curiosità e per il gioco, per allenare il cervello a cercare nuove soluzioni. Non è un muscolo il nostro cervello, ma si comporta nello stesso modo, tenerlo vivacemente attivo lo mantiene ben performante. Il rischio è che, non dandogli stimoli ulteriori, si verifichi un restringimento delle sue capacità.

Circondatevi di amici curiosi che amano discutere

Tra gli stimoli più interessanti ci sono le conversazioni. Più sono ad alto livello maggiormente stimolano il cervello a partecipare e mantenersi attivo ed efficiente. Circondarsi di amici in grado di conversare su molti argomenti ed intavolare con loro discussioni molto partecipate, mantiene in salute il contenuto della nostra scatola cranica. Prendersi cura del proprio cervello

Prendersi cura del proprio cervello

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Benessere, Enogastronomia, Eventi

Sarà un’olimpiade sostenibile?

E’ quello che si augurano gli chef del Villaggio Olimpico

Il titolo che sorprende maggiormente è quello legate alle patatine fritte che saranno vietate. Forse non sarebbero state le più richieste all’interno del Villaggio Olimpico, visto che gli atleti sono impegnati a mantenere regimi alimentari il più possibile salutistici. Perciò non sorprende che alcuni ingredienti siano stati esclusi dal menù. Sarà un’olimpiade sostenibile?

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Una grande vetrina

Parigi sarà una grande vetrina verso tutto il mondo e sfrutterà l’occasione per sciorinare molti dei suoi piatti più celebrati. La cucina ha reso famosa la Francia, anche per una grande varietà di portate che partono dalle strabilianti invenzioni di Vattel, passando per gli elaboratissimi impiattamenti, cari alla corte di Francia.

Scelte in chiave ambientale

Gli chef hanno deciso di offrire agli atleti una scelta molto ampia che però ha restrizioni in chiave di sostenibilità ambientale. Per questo oltre alla patatine fritte, saranno esclusi ingredienti molto impattanti come la carne di manzo. A fare le spese di queste scelte etiche ed ambientali sarà  anche uno dei cibi più graditi in Francia ovvero il fois gras.

Cucina vegetale ed etnica

Tantissimo spazio alla cucina vegetale e ai cibi di origine green come gli hot dog vegetariani. Molta attenzione sarà riservata alla cucina etnica, con particolare cura per ricette che si prendano cura del benessere degli atleti. Saranno quasi 20,000 gli atleti che frequenteranno il ristorante del villaggio olimpico, e lo renderanno, anche se per un breve periodo, il ristorante più grande del mondo.

Carni rosse, fois gras e avocado esclusi

Anche se è un frutto, verrà escluso anche l’avocado dalle preparazioni, per il grande impatto ambientale e consumo di acqua necessario per farlo crescere. Nello stesso filone s’inserisce la scelta di tener conto del benessere animale. Il fois gras è da molti anni sotto accusa, per il modo cruento in cui viene prodotto. Anche le carni rosse pagano lo scotto degli allevamenti troppo intensi.

Sarà un’olimpiade sostenibile

Multietnicità per venire incontro alle nuove esigenze

Gli atleti hanno accolto l’annuncio di menu vegetali con favore perché segue quelle che sono le nuove abitudini alimentari dove la varietà va di pari passo con salute, sostenibilità ed apertura al nuovo. Lo dimostrano le miriadi di ristoranti multietnici spuntati ovunque e che insidiano la tradizionale cucina francese.

Piatti gustosi e calibrati sulle esigenze nutrizionali

Gli chef Stéphane Chicheri e Charles Guilloy, hanno dichiarato che sono pronti a raccogliere la sfida di rendere molto gustosi, piacevoli e funzionali alle esigenze nutrizionali degli atleti, i loro piatti. Le patatine fritte non sono state eliminate per mera propaganda salutare, ma per evitare la possibilità d’incendio, che spesso partono proprio dalle friggitrici.

Parigi val bene una mensa

Parigi ha sempre bisogno di mantenere intatta la sua “grandeur” e con queste Olimpiadi vuole dimostrare la propria capacità di innovare in chiave sostenibile. Le Olimpiadi sono un evento che di solito porta con sé strascichi polemici, sia per la gestione degli spazi e per gli impianti sportivi che sono spesso vere colate di cemento. Il governo francese punta molto su questo evento per lucidare le proprie medaglie, a cominciare dal giusto mix di cucina classica e modernissima. Parafrasando Enrico di Navarra potremo dire che “Parigi val bene una mensa”. Sarà un’olimpiade sostenibile?

Sarà un’olimpiade sostenibile

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Abitare, Benessere, Enogastronomia

Flexitariani sempre più presenti

Le previsioni parlano di un aumento inarrestabile dei vegetariani e anche dei vegan

Non è una cosa che sorprenda chi segue le attività dei consumatori. Le loro scelte danno indicazioni evidenti che vedono una diminuzione dei consumi di carne, soprattutto le rosse, a favore di altre proteine di origine vegetale. Il termine allude alla parte flessibile dei consumatori che sono orientati al vegetariano in modo elastico. Non si ritengono vegani e solo interessati al vegetale. Flexitariani sempre più presenti

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Meno Proteine animali a vantaggio di quelle vegatali

La loro alimentazione è orientata a diminuire il consumo delle proteine di origine animale, ma non vogliono abbandonarle completamente. E’ uno scenario che sta prendendo consistenza in molte nazioni europee. Una scelta etica ed economica. Etica in quanto consumare meno carni rosse, va nella direzione di ridurre l’impatto degli allevamenti intensivi. Ma c’è anche una componente economica, molti prodotti pensati per i consumatori vegetariani hanno costi inferiori a quelli delle proteine animali.

Scelta voluta o inconsapevole?

Per molti è una scelta quasi inconsapevole, vi sono flexitariani che hanno cominciato a mutare i loro regimi alimentari, ma che non se ne sono resi conto e rifiutano l’etichetta di flexitariani. Sono relativamente pochi coloro che dichiarano di farlo con una scelta ragionata (sono il 18%), mentre sono molti di più quelli che indicano se stessi come vegetariani saltuari.

Rinunciare completamente è complicato

Rinunciare completamente a braciole, bistecche e salsicce, è più complicato di quanto si voglia. Le vecchie abitudini alimentari sono difficili da abbandonare. Molti non sono ancora pronti ad abbandonare le proteine di origine animale, e dichiarano di non volerci nemmeno pensare. La variabile vegana, per questi consumatori, viene considerata come agli antipodi delle loro scelte.

Flexitariani sempre più presenti

Etica e sostenibilità

La diminuzione dei consumi di carne però è evidente, la scelta etica a poco a poco è più motivata ed acquista appeal. Le giustificazioni dei consumatori italiani, riguardo a questa scelta, puntano più su motivi di ricerca di salute personale e col desiderio di ridurre un poco il giro vita. La scelta di avere meno allevamenti, minori emissione di CO2, maggiore salvaguardia del pianeta, anche se presenti, restano più sullo sfondo. 

Molta più varietà a disposizione

I prodotti che possono sostituire le carni rosse sono aumentati in modo esponenziale ed hanno affinato il gusto. Renderli gradevoli, sia all’occhio che al palato, è la soluzione che può facilitare il passaggio di molte più persone alle diete flexatariane, ritenuto un rito di passaggio per giungere ad un regime alimentare che sia sostenibile per tutto il pianeta

Le popolazioni che arrivano ora al benessere

Il problema rimane ancora molto presente nelle nazioni e popolazioni che stanno arrivando ad un benessere economico finora sconosciuto. Il loro desiderio di consumare carni, cozza con i bisogni del pianeta, ma non possiamo colpevolizzarli se sinora non hanno mai avuto accesso a sufficienti proteine animali. Dovremo, noi occidentali, dare il buon esempio e sperare che questo sappia attrarre la loro attenzione, e crei desiderio di emulazione. Flexitariani sempre più presenti

Flexitariani sempre più presenti
Abitare, Benessere

Imiteremo i ragni per i nuovi microfoni

I ragni non hanno gli orecchi ma sentono attraverso le loro ragnatele

La seta del ragno agisce come un dispositivo in grado di intercettare i suoni. E’ una struttura molto sensibile che può raccogliere suoni anche a tre metri di distanza dalla sorgente. Una scoperta rivoluzionaria che potrebbe sconvolgere il mondo dell’ingegneria sonora. Imiteremo i ragni per i nuovi microfoni

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I timpani funzionano con le variazioni di pressione dell’aria

I nostri orecchi sono sensibili alla pressione dell’aria. Ad ogni variazione di pressione i timpani vibrano e trasmettono le varie frequenze al cervello, che le elabora e le rende “ascoltabili”. Gli attuali microfoni sono stati creati sulla base di queste leggi fisiche, la pressione dell’aria li fa vibrare proprio come i timpani. 

Miniaturizzarli per renderli ancora più duttili

Per renderli ancora più “bravi” ad intercettare i suoni dovrebbe essere molto grandi, ma questo va nella direzione opposta delle esigenze dello spettacolo e degli studi di registrazione. La scoperta di come funzionano le ragnatele e la loro capacità d’intercettare le minime vibrazioni dell’aria, potrebbe cambiare completamente il modo di costruire i nuovi microfoni, rendendoli sempre più compatti ma senza perdere qualità, anzi.

Copiare dagli animali più piccoli

L’idea di riproporre le strutture del timpano è interessante, ma se si vuole miniaturizzare il nostro intercettore di suoni, dovremmo pensare a chi ha dimensioni molto più ridotte rispetto al nostro orecchio. Le ragnatele permettono ai ragni di localizzare la sorgente e la direzione del suono. Rendono più semplice grazie alla loro sensibilità, la caccia agli insetti con cui si sostentano.

Imiteremo i ragni per i nuovi microfoni

Un range formidabile rispetto agli umani

Misurazioni formidabili quelle della seta di ragno, che hanno un range tra 1 hertz e 50 kilohertz, una gamma molto più ampia rispetto agli umani, che possono sentire suoni tra 20 hertz e 20 kilohertz. Se gli ingegneri del suono riusciranno ad applicare questa tecnologia alla nuova generazione di microfoni, potranno renderli molto più piccoli e molti più sensibili.

Ancora in fase sperimentale ma già con successo

Riusciranno i tecnici a produrre materiali altrettanto sensibili e ad inserirli nei microfoni? E’ questa la sfida che potrebbe cambiare molti degli strumenti da utilizzare quotidianamente. I nuovi “attrezzi” potrebbero sconvolgere completamente il mercato dei supporti per incrementare i livelli audio, sia per chi sta perdendo l’udito o per chi nasce con problematiche legate alla conformazione dell’orecchio.

Il silicio sembra il materiale giusto

Il materiale che sembra aver i migliori risultati in questo campo è il silicio. Un materiale di cui conosciamo moltissime delle proprietà meccaniche, e che consente di sviluppare nuove forme che aprono orizzonti. Tra l’altro questi nuovi microfoni ricevono frequenze molto basse, non intercettatili dall’orecchio umano. Queste frequenze tra l’altro, compaiono mentre si formano tempeste e tornado. Riuscire a prevedere la formazioni di questi fortunali, spesso molto dannosi, consentirebbe di salvare vite umane. Imiteremo i ragni per i nuovi microfoni

Imiteremo i ragni per i nuovi microfoni