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Apocalisse in Siberia incendi che nessuno spegne

Continuano gli incendi nel nord della Russia, un’area poco abitata e che i russi ritengono non abbastanza rilevante da doversi impegnare a spegnerli

Una catastrofe ecologica che si consuma nell’indifferenza. La Siberia sta bruciando ma pare che non interessi a nessuno. Sono già 5 milioni di ettari quelli in fiamme, praticamente una superficie delle dimensioni della Danimarca o della Grecia. Non ci sono molti residenti nell’area anche se la zona è una immensa riserva naturale e stanno morendo milioni di animali. Apocalisse in Siberia incendi che nessuno spegne.

Crucolo

L’intervento dei vigili del fuoco

L’intervento dei vigili del fuoco è stato molto limitato, sono stati messi in sicurezza solamente 750.000 ettari, una superfice enorme che però in rapporto alla vastità degli incendi è molto limitata. Non esistono mezzi in grado di spegnere un simile fronte, l’unica soluzione dovrebbe arrivare dalle piogge. Peccato che siamo ad agosto e le grandi piogge e nevicate siberiane non sono previste prima di ottobre. Dopo un mese di incendi Putin s’è deciso ad inviare l’esercito, ma con pochissimi mezzi, soltanto perché stava montando la rabbia della gente ed il fumo è arrivato sino a Mosca.

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Mesi caldissimi

La breve estate siberiana quest’anno è stata caldissima, i dati di luglio sono deprimenti, il più caldo da quando esistono misurazioni sistematiche. In atmosfera a causa degli incendi verranno immessi milioni di tonnellate di anidride carbonica. Il calcolo attuale è di oltre 170 milioni, una quantità che la Terra riuscirà a riassorbire con molta fatica e solo con un lungo ciclo di anni. In una sola notte i fuochi si sono sviluppati in altri 70.000 ettari.

Danni incalcolabili per tutto il pianeta

Si stanno creando danni incalcolabili agli ecosistemi, la cui fragilità è stata compromessa da troppe azioni umane sconsiderate. Gli esperti insistono da almeno vent’anni perché le nazioni prendano in considerazione il problema del riscaldamento globale. Peccato che alcune delle nazioni più potenti siano governate da politici che mettano al primo posto delle loro scelte l’economia e non la salute del pianeta. Non è un mistero che Trump, Putin e Bolsonaro sono tra i più convinti negazionisti del riscaldamento

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I dati sono incontrovertibili

La temperatura media della Terra è salita di 1,2 gradi rispetto all’inizio della rivoluzione industriale. E’ l’uomo a causare la sua stessa fine, ora gli interventi che si possono fare sono sempre più drastici e affannosi, siamo quasi al punto di non ritorno. Gli incendi oltre ad emettere anidride carbonica favoriranno lo scioglimento dei ghiacci artici. Questo porterà ad altri innalzamenti delle temperature, come testimoniano i fiumi che si stanno sbarazzando della copertura nevosa della Groenlandia.

La fuliggine farà da schermo

La fuliggine che cade sul ghiaccio o sulla neve la rende scura, il che riduce la riflettività della superficie e ciò si traduce in una maggiore conservazione del calore. Si scioglierà più velocemente, con tutte le conseguenze che abbiamo già descritto. I gruppi di ecologisti sono spaventati dal fatalismo con cui le autorità hanno preso atto del disastro e lo hanno rapidamente archiviato come non risolvibile. Hanno dichiarato che il costo per spegnerli supererebbe il danno economico, come se non fosse in gioco la salute del pianeta. Quasi come se ci fosse un tornaconto nel silenziare il tutto, a questo proposito molti si chiedono quali siano le connessioni del governo di Mosca con personaggi al di fuori della legge.

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Mafia russa e sfruttamento cinese

I residenti del luogo parlano apertamente di incendi dolosi, provocati da malavitosi locali in combutta con aziende cinesi. Le segherie cinesi hanno ottenuto un contratto di sfruttamento boschivo per i prossimi 50 anni. Ci sarebbe un piano di disboscamento pilotato per radere al suolo foreste di legname di poco valore, per piantare altre essenze di maggior valore economico per l’industria di Pechino. La malavita locale non fa mistero di gestire questi contatti coi cinesi.

Deforestazione uguale a disoccupazione

Il disboscamento forzato, ottenuto tranne gli incendi, ha avuto un grande peso anche sulle attività umane. Moltissimi hanno perso il lavoro e stanno iniziando migrazioni interne alla ricerca di aree che offrano la possibilità di avere un reddito. Le famiglie si spostano nei pochi centri urbani di rilievo siberiani, come Kemerovo, Krasnoyarsk, Irkusk e Omsk. Sono molti anche i nuclei familiari che si spostano nella Russia europea, in particolare verso Kirov, Mosca ed Ekaterinburg col miraggio di ricominciare a vivere decentemente. Apocalisse in Siberia incendi che nessuno spegne.

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Apocalisse in Siberia incendi che nessuno spegne perchè costa troppo, muoiono molti animale e moltissima anidride carbonica viene immessa in atmosfera
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