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A Venezia un turismo a tutta comodità

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La difficile arte di accontentare un pubblico sempre più esigente

Dopo l’incidente di 48 ore fa si chiariscono meglio le esigenze dei turisti da crociera. Abituati ad essere serviti e riveriti per ogni evenienza, il loro concetto di visitare Venezia non è quello dei comuni mortali, buone scarpe e camminare. Pretendono di essere sbarcati davanti a San Marco o nemmeno lo vogliono il pacchetto all inclusive. Si comprende così come certi incidenti possano accadere. A Venezia un turismo a tutta comodità.

Crucolo

Turisti sempre più esigenti ed egoisti

Del resto perché meravigliarsi, il turista non vuole spendere nemmeno una stilla di sudore, pretende che il servizio sia esclusivo ed a portata di mano. Pretende, poiché ha pagato, che le meraviglie vengano portate a lui e non viceversa. Il business legato alle super-navi in laguna vale qualcosa come 300 milioni di euro. Il tira-e-molla tra le istituzioni, comune, governo e cittadini lascia tutti scontenti, tranne i proprietari delle navi.

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Il turismo da crociera porta 1,5 milioni di presenze

Sono stimate in circa 1,5 milioni le presenze legate al turismo delle navi, questi generano un grande indotto a cui i commercianti della città non vogliono fare a meno. Venezia è ormai troppo coinvolta nell’aspetto turistico della propria economia, sempre più divertimentificio e sempre meno una città d’arte. Un turismo quasi solo diurno, dove la vita notturna è decisamente minoritaria. L’animazione si ha durante le ore in cui i turisti sciamano a terra, spolpano la città alla ricerca di ristoranti e shopping per rientrare nel loro alveare a 12 ponti prima dell’imbrunire.

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San Marco o morte

Potrebbe essere il grido di guerra dei turisti croceristi, senza lo spettacolo di piazza San Marco non acquisterebbero il pacchetto ma si dirigerebbero altrove. In altre località meno affascinanti ma dove viene loro offerto come plat du jour l’ingresso trionfale in porto o direttamente di fronte all’ingresso del miglior ristorante. E’ un turismo abituato a spendere e largheggiare, che pretende ed ottiene. 

Venezia è disposta a rinunciare a loro?

La domanda fondamentale diventa quindi sono disposti i veneziani a rinunciare a loro e ai loro soldi? Quale sarebbe il destino della città se si riducessero i turisti? Il recente tentativo di porre dei limiti agli ingressi non sembra aver riscosso molto successo. Vinceranno i duri e puri di “fuori le motonavi dalla laguna” o vinceranno quelli che “coi turisti se magna“? Temiamo vinceranno i secondi, nel frattempo mettiamoci alla finestra o come va di moda dire, sediamoci in poltrona coi popcorn… A Venezia un turismo a tutta comodità.

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A Venezia un turismo a tutta comodità cosa scegliere tra un turismo dilagante ma pagante e una tranquillità fatta di povertà
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