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Enogastronomia, Marketing

La patatina blasfema di Amica Chips. 

Tanto tuonò che piovve. 

Le associazioni cattoliche sono partite lancia in resta per far bloccare la pietra dello scandalo. Ovvero lo spot della patatina Amica chips, che ha suscitato molto clamore e irretito gli integralisti religiosi che si sono sentiti “offesi”. So much ado about nothing per citare Shakespeare (tanto rumore per nulla), ma la protesta ha ottenuto un risultato. La patatina blasfema di Amica Chips è stata sospesa.

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Tutti a cercare lo spot

Se a qualcuno lo spot era sfuggito, ora tutti gli italiani vogliono vederlo per farsi un’idea e commentarlo con conoscenza dell’argomento. Se era questo il gioco di Amica Chips, vale la pena di dire Bravi! Hanno centrato in pieno l’obiettivo. Da due giorni non si parla d’altro. Se invece l’obiettivo era fare infuriare gli integralisti e suscitarne ondate di sdegno e isterie complottiste catacumenali, ancora Bravi, obiettivo centrato due volte. 

Blocco della trasmissione dello spot

Gli integralisti cattolici appoggiandosi all’AIART sono riusciti a far bloccare la trasmissione dello spot, ma hanno istigato la curiosità di milioni di persone. La sospensione parte immediatamente, e l’azienda ha una settimana per appellarsi. Poiché lo spot era stato approvato, ha buonissime possibilità di veder ritirare il restringimento. L’eventuale effetto offensivo diventa così un’ arma, che i pubblicitari potrebbero sfruttare ancor meglio.

Lo spot in convento

La campagna è ambientata in un convento e viene supportata da un brano che crea atmosfera, come l’Ave Maria di Schubert. Un gruppo di giovani novizie si appresta a prendere la comunione e si avvicina all’altare. Appena la prima riceve l’eucarestia si sente lo scrocchio tipico di una patatina. La novizia si arresta sbalordita per il rumore, immaginando di essere stata lei a provocarlo. Ma poi si gira e vede un’altra suora che sta pescando patatine dal sacchetto e le sgranocchia. Un fraintendimento che suscita una risata e che non ha nessuna intenzione di offendere od essere sacrilega.

Il divino quotidiano

Il claim dello spot è “Amica chips il divino quotidiano” e gioca tra realtà e finzione. Forse è proprio l’aver citato l’aspetto dogmatico che mette a confronto ostia e patatina ad aver scatenato le ire dei religiosi più ferventi. Fare ironia sembra essere proibito se coinvolge aspetti religiosi. Il Comitato di Controllo dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria ha imposto di dare uno stop allo spot e ingiunto di presentare eventuale opposizione entro 7 giorni. Vedremo come finirà la cosa.

Stato laico o teocratico?

La comunicazione commerciale non deve offendere convinzioni morali civili e religiose, recita il disciplinare. Corretto, ma ci si dimentica che questo è uno stato laico e non teocratico. La “supposta“ blasfemia è tutta nell’occhio dello spettatore, che ha diritto di scelta. Amica chips, ha più volte utilizzato la leva dell’ironia e del double-entendre, è nello stile aziendale suscitare una sana risata. Peccato che le convinzioni religiose non consentano di saper ridere di se stessi. La patatina blasfema di Amica Chips

La patatina blasfema di Amica Chips

Credits: Spot Amica chips

Benessere, Enogastronomia

L’erbazzone reggiano diventa finalmente Igp

Il Ministero dell’Agricoltura sblocca la situazione che era in stallo da mesi.

Il riconoscimento della IGP era tenuto in scacco da alcuni mesi da un’azienda che ora si troverà in difficoltà con i propri impianti, o dovrà cambiare denominazione. Infatti la zona di produzione viene ristretta al solo territorio della Provincia di Reggio Emilia. Per poter usarela denominazione IGP per poter essere utilizzata, deve dimostrare di essere prodotta nella zona di appartenenza. L’erbazzone reggiano diventa finalmente Igp

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Risale al Medioevo

L’erbazzone reggiano, è una ricetta antica che risale al Medioevo. Era un piatto povero, realizzato con le materie prime meno costose e a disposizione in quasi ogni casa od orto. É una Torta Salata contenuta tra due strati di sottile sfoglia non lievitata. Il contenuto nella sua semplicità è però, come accade spesso, molto influenzato dal gusto di chi mescola gli ingredienti e la prepara. 

Ricetta contadina

Una ricetta contadina che consentiva di avere qualcosa di sostanzioso, ma facile da trasportare, anche durante le giornate di lavoro più intense. Realizzata a costi sostenibili, coi prodotti dell’orto con le verdure disponibili in quasi ogni stagione, e nelle percentuali possibili nell’impasto del giorno.

Solo 7 ingredienti

Gli ingredienti ufficialmente sono 7: erbe (sono ammesse, bietole, spianaci ma anche altre spontanee come il ramolaccio), farina, acqua, strutto, sale e Parmigiano Reggiano. Il settimo ingrediente è la cipolla, con cui le verdure vengono fatte rosolare prima di essere racchiuse nella sfoglia. Sono consentite piccole variabili, come sostituire l’olio o il burro allo strutto e le verdure possono essere insaporite anche con aglio e pepe. Una variante comprende anche pan grattato per ottenere la giusta consistenza, i puristi preferiscono non metterlo.

Dipende dalla forma della teglia

La forma dell’erbazzone reggiano si adatta alla teglia in cui viene preparato, può essere tondo, quadrato o rettangolare. Lo spessore può variare dai pochi millimetri ai tre centimetri, a seconda delle abitudini di chi lo prepara. Non sono ammessi conservanti, perché è una torta salata da consumare velocemente.

Scarpasout o Scarpasoun

Esiste una variante interessante nel territorio di Correggio, dove la torta salata non prevede l’uso della sfoglia e resta nudo, con le crosticine che si formano in superficie e sotto. L’erbazzone diventa così “scarpasout” o “scarpasoun” e il numero degli ingredienti si riduce ancora, perdendo la pasta che lo avvolge. 

Scarpasoun o scarpasot

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Abitare, Benessere, Enogastronomia, Marketing

Se la birra la produce l’AI

Esiste la possibilità di farsi guidare nelle scelte della ricetta perfetta

Sembra impossibile intervenire per cambiare artificialmente il gusto della birra, ma ci sono ricercatori che cercano l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale. Hanno svolto molti test, per arrivare ad un programma che può tentare nuove strade, per produrre una birra gustosa. In fondo fare il birraio è dare vita ad una reazione chimica, ed una volta che tutti gli ingredienti sono noti, si può modificare ad arte per arrivare alla perfezione. Se la birra la produce l’AI

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Pochissimi ingredienti base

Si parte da pochi ingredienti fondamentali: acqua, luppolo, lieviti e malto. Sembrerebbe ovvio che con solo 4 elementi base, ormai tutte le possibilità di sviluppare buone birre siano già state testate. Ma non è così. Gli scienziati sono sicuri che l’Ai potrebbe migliorare tutta la gamma di sensazioni, che arricchiscono il palato dei degustatori di birra.

Per risparmiare tempo e denaro

Esiste già una gamma enorme di possibilità, e non solo per i colori. Birre aspre, dolci, amare, IPA, pastorizzate e non. I ricercatori hanno sviluppato questo sistema in grado di apprendere, che esamina tutte le variabili delle formula con cui la birra si esprime. Il loro intento è, arrivare a consigliare ai birrifici le modifiche per migliorare il gusto ed i sistemi produttivi, facendo risparmiare tempo e denaro.

Progetto nato in Belgio

Il progetto è nato in Belgio, (e dove altro poteva accadere?). Il ventaglio di birre a disposizione ha consentito di elencare una miriade di elementi, che costituiscono la formula chimica alla base dell’arte brassicola. Hanno esaminato 22 diverse tipologie di birra misurandone il PH, l’alcool contenuto e gli zuccheri, oltre agli elementi aromatici che, miscelati assieme, costituiscono il sapore delle birre.

Degustatori professionisti

Per certificare che il loro lavoro aveva senso, hanno contattato un panel di degustatori in grado di recensire le birre nel miglior modo possibile, rilevando tutte le complessità aromatiche. Dall’analisi di questi dati (meramente chimici e sensoriali) i ricercatori hanno istruito il programma in grado di predire il sapore e quanto potrebbe essere gradevole per i consumatori.

Aggiungere elementi aromatici

Il passo successivo è stato aggiungere componenti alle birre già esistenti, ed hanno chiesto ulteriori recensioni. Il panel ha effettuato assaggi ciechi e la risposta, pressoché unanime, è stata molto confortante. Le birre erano migliorate ed erano molto più apprezzate rispetto agli originali. Un vero successo per l’AI, che è riuscita a dare un plus, che ha soddisfatto le esigenze dei consumatori e degli esperti.

Birre analcoliche da rilanciare e rendere appetibili

Questo viene ritenuto molto importante per riuscire a produrre le birre analcoliche, il segmento che ha maggiormente bisogno di essere sviluppato. Riuscire a dare una sferzata di gusto alle analcoliche avrebbe enormi ricadute per limitare il problema dell’alcolismo. Rendere piacevole una bevanda che non gode di grande appeal, anzi, potrebbe essere molto utile anche a livello sociale, limitando i rischi di chi si mette alla guida in stato di ebbrezza.

Birre diverse per segmenti d’età

L’AI riesce anche a valutare quali tipi di birra potrebbero essere più gradite per segmenti di consumatori. L’età è una variabile importante in questo senso. La clientela più matura preferisce gusti abbastanza semplici e non troppo complessi, mentre i giovani amano sperimentare. Le scelte dei più giovani vano in direzioni opposte rispetto agli anziani, perciò riuscire a dare una gamma di sapori che soddisfi entrambi è complicato. Ma con l’Intelligenza Artificiale questo diventa possibile. Se la birra la produce l’AI

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Torna la corsa dei camerieri

Un evento iniziato nel 1914 che però era sospeso da 12 anni

Un paio di centinaia di “pseudo-atleti” che normalmente lavorano come camerieri hanno partecipato all’evento nella capitale francese. Il percorso di circa 2 chilometri, si svolge nelle strade di Parigi. I camerieri rigorosamente in abito di servizio devono correre con un cabaret che contiene un bicchiere d’acqua, una tazzina di caffè ed un croissant. Torna la corsa dei camerieri

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I Giochi Olimpici cominceranno il 26 luglio

La prossima estate i Giochi Olimpici si svolgeranno a Parigi, perciò questa gara sembrava l’occasione giusta per riesumare l’evento. A metà tra corsa sportiva e avvenimento mondano, ha divertito molto il pubblico presente. Le regole erano ferree: è proibito correre e quindi è più una marcia che una corsa, e il vassoio si può tenere con solo una mano alla volta

L’abilità di sgusciare tra i tavolini

Una gara di abilità come quella che i camerieri svolgono quotidianamente slalomeggiando tra i tavolini dei loro bistrot. La tradizione parigina delle distese all’aperto, che permette di avere molti più coperti, obbliga i servitori ad impegnarsi a fondo per servire quante più persone nel minor tempo possibile. Ovviamente chi fa cadere o rovescia gli oggetti sul vassoio viene penalizzato. 30 secondi se l’acqua nel bicchiere è scarsa, e addirittura un minuto se il bicchiere è vuoto. Perdere un pezzo vuol dire squalifica immediata.

Torna la corsa dei camerieri

Ai vincitori, medaglia, soggiorno e biglietti

Gli incorruttibili giudici hanno sancito che quest’anno la corsa se la sono aggiudicati Samy Lamrous per i maschi in 13 minuti e 30 secondi, e Pauline Van Wymeersch per le femmine in 14 minuti e 12 secondi. Ai vincitori è stata assegnata una medaglia ricordo, la possibilità di essere ospitati per una notte in un grande albergo della città e i biglietti per la cerimonia d’inaugurazione dei Giochi.

Milioni di turisti in arrivo

L’occasione delle Olimpiadi estive è stato il volano per riattivare la corsa dei caffè. Parigi sta per essere invasa da milioni di turisti, a cui si sovrappongono gli atleti e tutto l’apparato che gira attorno ai Giochi. I camerieri è giusto che siano ben allenati e preparati per sostenere una simile massa di persone. Il bistrot è una delle immagini parigine per eccellenza e quasi tutti vorranno accomodarsi ai tavolini per gustare un caffè un croissant, un pastis o un pernod.

Patrimonio immateriale

Il servizio al tavolo in stile francese è diventato parte fondamentale del “patrimonio culturale immateriale” di Parigi. Una visita alla città non può presumere da alcuni appuntamenti fissi, che non sono soltanto, il Louvre, la Torre, il Trocadero e il Moulin Rouge, ma anche i suoi bar all’aperto a sorseggiare caffè mentre si osservano i passanti. Torna la corsa dei camerieri

Torna la corsa dei camerieri

Credits: web, pixabay

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La primavera in India vuol dire Holi

È la festa dei colori e della rinascita.

Holi per noi occidentali sembra solo una gran confusione coloratissima ma in realtà, dietro a quelle polveri, c’è una simbologia precisa. Chi frequenta queste feste, lo fa con senso di appartenenza alla tradizione, e per confermare i rituali tipici dell’India. Le polveri colorate che vengono lanciate a tutti i partecipanti, possono sembrare un momento di allegra follia. Un divertimento a cui non potrete sfuggire, se vi lasciate prendere dall’atmosfera della festa. La primavera in India vuol dire Holi

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Rinascita come la nostra Pasqua

Possiamo paragonarla alle feste pasquali, nuovi colori e risveglio della natura. Anche se in occidente la Primavera è giocata su colori tenui, il significato di resurrezione e ritorno alla vita ha le stesse radici. Per restare in argomento, in Asia con l’equinozio di primavera inizia pure il nuovo anno persiano. I colori della festa Holi sono brillanti e vanno dal rosso al giallo ocra, all’azzurro, al verde, al rosso. La inevitabile mescolanza di questi colori crea dei mix di colori difficili da ripetere volontariamente.

Un abito di riserva

Se volete partecipare, portate un abito di riserva, ben difficilmente riuscirete ad evitare di venire colorati, e quei colori resteranno appiccicati alla pelle e a tutti i tessuti. Il divertimento e il coinvolgimento è tale che, dopo due minuti non v’importerà più nulla dell’abito, e penserete solo a partecipare, cercando di non ridere troppo. Perché vi trovereste i colori anche in bocca.

La primavera in India vuol dire Holi

Capelli e pelle da lavare per giorni

I residui colorati vi faranno compagnia per giorni, potreste dovervi lavare i capelli tantissime volte per ottenere il ritorno al vostro colore originale. Ma se siete disinvolti, potrebbe essere il modo per avere capigliature e pelle con tinte decisamente inusuali. I colori però raccontano molte cose che a noi sono sconosciute. È legato al sistema delle caste (varna) che per noi non sono facilmente comprensibili.

Lanciarsi manciate di colori 

Lanciarsi manciate di colori significa festeggiare il ritorno della primavera e la sconfitta del male. È una festa stagionale, che cade tra febbraio e marzo, e che riprende leggende indù, dove tutti si lasciano coinvolgere da festosi lanci di giallo, rosa, rosso, indaco, verde… Un tempo erano colori naturali, provenienti da fiori e piante, ora molti sono sintetici, ma il piacere di lanciare, spruzzare o soffiare manciate di colore rimane sempre lo stesso.

L’indaco è di Krishna

Il colore blu è legato alla figura di Krishna e agli dei in generale, che nella religione indù sono tre ma con la possibilità di mutare forme e impersonare altre divinità. Un guazzabuglio troppo complicato da raccontare. L’indaco è dato da un cespuglio, le cui foglie vengono fatte fermentare ed essiccate. È un colore che viene esportato da millenni, e che è alla base del tessuto denim, quello dei vostri jeans. I pani di indaco arrivavano sino a Roma, già 2.000 anni fa. Siccome erano costosi, esistevano contrabbandieri e sofisticatori che realizzavano finti pani di tintura fatti con panetti di sterco di piccioni.

La primavera in India vuol dire Holi

Il verde porta felicità, il giallo solarità

I colore verde è quello legato alla natura e alla felicità. Le donne spesso vestono sari di quel colore o bracciali e ornamenti verdi. E’ un colore che non esiste in natura ed è ottenuto tramite due bagni, prima nell’indaco poi nell’ ocra. L’ocra è presente nella spezia più utilizzata, la curcuma che profuma in modo particolare moltissimi piatti della cucina indiana. Il giallo è anche il colore rappresentativo della terza casta, quella dei mercanti. Un tempo il giallo come colorante era ottenuto tramite l’urina delle mucche obbligate a mangiare solo foglie di mango. Quando la notizia di come lo ottenessero è trapelata, il “giallo indiano” ha avuto una grande crisi.

Il rosso è legato ai matrimoni.

Se c’è una festa o un matrimonio il rosso è d’obbligo. Le spose non possono farne a meno perché porta fortuna, e richiama la buona sorte. Ancora oggi molti segnano sula fronte un punto rosso (tilak). Quel rosso si ottiene con la giallissima curcuma mescolata al lime che la fa diventare rosso brillante. Il legame degli indiani coi colori è fortissimo. Sicuramente lo avrete notato dai brillantissimi sari che le donne indossano. Colori lontanissimi dai grigi e dagli sfumati delle nostre culture, che utilizzano spesso il nero, un colore aborrito in India. La primavera in India vuol dire Holi

La primavera in India vuol dire Holi

Credits: Pixabay

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L’invasione dei falsi Bansky

La polizia spagnola è  riuscita a fermare una rete criminale che vendeva falsi 

Le opere di Bansky divenute celebri per la loro spontaneità e per il loro messaggio pacifista, sono state riprodotte in modo fraudolento. La banda è stata individuata a Saragozza, in Spagna. I lavori di Bansky sono stati venduti a mercati differenti usando tecniche di vendita diverse. L’invasione dei falsi Bansky

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Troppe copie in giro

Alcune sono state riprodotte in grande quantità e smerciate a prezzi popolari, altre sono state inserite nel mercato internazionale della aste d’arte. Alcuni pezzi sono stati venduti a collezionisti che ora posseggono “falsi d’autore”. I pezzi contraffatti erano stati segnalati come provenienti da un parco a tema realmente esistente. Dismaland era una installazione che simulava una sorta di Disneyworld distopica. Al centro dell’installazione c’era un castello rosa in completa rovina.

Usata la sua tecnica con stencil e dime

I falsi sono stati realizzati con stencil e dime di cartone che riproducono alcuni dei metodi utilizzati dall’artista. Alcuni pezzi sono stati venduti per un prezzo attorno ai 1.500 euro sia in Europa che negli USA. Le opere erano disponibili online, in negozi d’arte e nelle già citate case d’aste. Non è chiaro quanto denaro abbia generato la truffa. 

Avevano falsificato anche i sigilli di autenticazione

Uno degli errori dei truffatori è stato mettere in vendita troppe opere contemporaneamente. Questo ha suscitato la curiosità sia dei compratori che delle autorità. Alcune delle opere avevano sigilli di autenticazione, ovviamente falsi anch’essi. Segno che erano pratici del mondo dell’arte delle case d’aste. L’indagine è iniziata a luglio, ed ha portato alla rapida individuazione dei componenti della banda. Ma non è escluso che altri membri dell’organizzazione criminale siano ancora a piede libero e che altri collezionisti possano essere stati truffati.

L’invasione dei falsi Bansky

I murales di Bansky hanno generato ricchezza

Bansky probabilmente originario di Bristol in Inghilterra è diventato famoso per i suoi murales realizzati in luoghi pubblici insospettabili, come luoghi d’arte. Le sue opere che potevano essere traslate, e quindi vendute, hanno generato un totale di circa 180 milioni di euro. Ovvio che la buona possibilità di riprodurle, abbia scatenato il desiderio di qualche truffatore di ottenere facili guadagni. L’autore si è ora cautelato fondando una organizzazione che garantisce le sue opere contro i falsificatori.

Solo striscioline per la Bambina col Palloncino

Tra le sue opere più celebri la Bambina col Palloncino (Girl with Baloon) venduta all’incanto per 18,6 milioni di sterline. Nel momento stesso in cui l’asta è stata aggiudicata, un tritacarte inserito nella cornice, ha fatto a brandelli l’opera. Da quel momento è stata re-intitolata Love is in the bin (l’amore è nel cestino della carta straccia). L’invasione dei falsi Bansky

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Benessere, Enogastronomia

Una pelle luminosa col caffè

I dermatologi si sono accorti che grazie alle sue proprietà antiossidanti il caffè illumina i volti

Forse sarà la suggestione di un buon risveglio avvenuto con una tazza di caffè tra le mani, ma la caffeina ha veramente effetti benefici sulla nostra pelle. È un metodo per avere cura della bellezza del nostro derma particolarmente piacevole, specie se la caffeina rappresenta un aspetto positivo della nostra quotidianità. Una pelle luminosa col caffè

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Aiuta contro l’invecchiamento

Una ricerca pubblicata recentemente sul Journal of Cosmetic Dermatology garantisce che una tazzina o due al giorno, aiutano contro l’invecchiamento della pelle. Dopo tanti elementi legati alla cosmesi, analizzati profondamente, lo studio dell’alimentazione sta riservando sorprese positive. Non solo solo i cibi ad essere stati presi in considerazione, ma anche le bevande. In questo caso, tè, caffè, alcol, vino, succhi di frutta, bevande zuccherate. Il risultato è che nessuna bevanda ha tanti effetti positivi quanto il caffè

Un’indagine estesa

I dati di mezzo milione di di volontari, presenti nella biobank britannica, hanno fornito la base su cui condurre l’indagine, ed hanno fornito dati interessanti. La risposta più evidente è che la tazzina di caffè quotidiana, svolge un importante ruolo nella protezione delle pelle del viso. l ricercatori invitano a non esagerare, ma insistono che un consumo moderato, è un ottimo fattore anti-age. Rallenta l’invecchiamento cutaneo, un dato già noto da tempo, ma messo ancor più in luce da questa specifica ricerca. 

Una pelle luminosa col caffè

Infuso ma anche gli estratti della polpa

Il caffè ha effetti positivi in quasi ogni forma in cui lo assumiamo, sia come infuso dei suoi chicchi, sia ottenendo estratti della polpa della bacca. Da quest’ultimo si ottengono effetti che migliorano tutte le peculiarità della pelle, elasticità, luminosità, consistenza, collagene, umidità. Tutti fattori questi, che mantengono bella, fresca, luminosa ed elastica, la pelle del viso. Un risultato che si può ottenere al costo di un paio di tazzine al giorno, invece di molte creme, sieri o refill cosmetici, spesso assai costosi.

Favorito l’espresso

È l’effetto antiossidante e antinfiammatorio degli infusi di caffè, specie se ben tostati, ad accentuare le sue proprietà. Sono i polifenoli che si attivano soprattutto nelle versioni espresso, a dare particolare elasticità all’epidermide. Riescono a contrastare i radicali liberi e tutti i processi di invecchiamento cutaneo. Il caffè, inoltre, ha anche un effetto di protezione contro i raggi UV e smorza il pericolo delle macchie solari.

Una gioia della vita che è pura cosmesi

E’ piacevole riscontrare che una delle gioie della vita, possa non solo caricarci psicologicamente e fisicamente, ma contribuisca alla salute del nostro incarnato. Gli effetti della caffeina sono ben noti da tempo, all’industria cosmetica, tanto che la caffeina è uno degli ingredienti principale di molte creme contro l’invecchiamento. Una pelle luminosa col caffè

Una pelle luminosa col caffè
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San Patrizio e le sue strampalate feste.

Gli irlandesi sparsi per il mondo festeggiano il patrono con grandi feste

L’Irlanda per la grave crisi alimentare, legata alla coltura delle patate, che l’ha colpita nell’800, ha esportato forza lavoro in tutto il mondo. Sono stati tantissimi gli irlandesi affamati, che sono andati in cerca di fortuna in altri paesi e continenti. Hanno, ovviamente, portato con se il loro patrono e il 17 Marzo San Patrizio, viene festeggiato in moltissimi paesi. San Patrizio e le sue strampalate feste

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Gli elementi essenziali sono il colore verde, i folletti, più o meno accomodanti od arroganti e dispettosi, le monete d’oro e i relativi pentoloni, il trifoglio e l’immancabile birra. in onore di San Patrizio ne scorrono veramente fiumi, e ne viene prodotta una colorata di verde, proprio in suo onore. Solo a New York, la grande parata dei folletti è salutata da due milioni di persone, più o meno legate alle loro radici irlandesi.

Le città americane della costa Est

Le grandi città americane della costa est organizzano tantissime feste a tema, parate, serate danzanti e buffe attività. Per festeggiare San Patrizio serve tanta ironia e voglia di suscitare ilarità. A Chicago il fiume che attraversa la città viene colorato di verde, e la parata è un evento dominato dai più burloni. 

San Patrizio e le sue strampalate feste.

L’ironia è fondamentale

La voglia di stupire e far ridere trionfa ovunque. In una cittadina dell’Arkansas tra le altre esibizioni spicca una compagnia di danza, The Lards of the dance (i lardi danzanti) composto da ballerini anzianotti ed ovviamente sovrappeso. La loro è la parata più breve del mondo, sono solo 300 metri e ogni anno viene premiato il più anziano folletto del mondo (quest’anno ne farà 95).

Anche ai Caraibi

Celebrazione oltremare. Ci sono altri luoghi che potrebbero sembrare non connessi ma che in qualche modo sono collegati alla verde Irlanda. L’isola di Monserrat situata nei Caraibi ne è un esempio. I suoi abitanti sono in parte derivati da da missionari cattolici irlandesi, perciò la tradizione di festeggiare il 17 Marzo è entrata a far parte degli usi locali. L’inconsueto mix di culture irlandesi, africane e caraibiche, regala un perfetto melting-pot creolo, tra cucina creola, birre e marimbe.

Trifogli giganti

Se cercate il trifoglio più grande del mondo dovete raggiungere O’Neill in Nebraska, Nell’incrocio principale viene disegnato un enorme trifoglio che ispira atmosfere irlandesi a tutto il paesino. Oltre ai soliti pazzi festeggiamenti hanno anche un festival di letteratura per bambini, cibo di strada, e la posa della pietra di Blarney che conferirebbe il dono dell’eloquenza a chi la bacia. 

San Patrizio e le sue strampalate feste.

La pietra di Blarney

La leggenda dice che per ottenere il dono devi baciare quella originale, ma tentare con le copie è meno pericoloso. La pietra e inclusa nelle mura dell’omonimo castello e per baciarla occorre sporgersi dai merli in una pericolosa acrobazia, che prevede di sporgersi dall’alto in basso. A Blarney c’è un addetto che ti tiene per i piedi mentre tenti di farlo. Per evitare che sia una festa troppo breve, ad O’Neill la festeggiano di nuovo ad ogni 17 del mese.

In Australia cambiano il nome ai paesi

Anche in Australia esistono comunità irlandesi che vogliono mantenere il contatto con l’isola natale. La Irish Fest è il modo più semplice per rinnovare le radici familiari. I folletti, impersonati da gruppi di cittadini, svolgono attività sociali, e fanno visiti ai bambini ammalati e alle famiglie. Il quartiere dove si festeggia maggiormente è New London, che però i folletti trasformano in New Dublin, cambiando tutte le segnalazioni e i cartelli stradali. In pieno trip irlandese non possono mancare le danze tipiche folk con gighe, country dance, tip tap irlandese, line dance. 

Giappone san Patrizio e le ostriche

Anche in Giappone c’è una festa dedicata a san Patrizio nel distretto di Ise dove esiste un celebre santuario. La parata, dove abbonda ovviamente il verde, è in maschera. I folletti alla fine della parata, smettono gli abiti di scena e si dedicano ad un’attività molto gradita, aprire i molluschi di cui è ricca la zona, le ostriche. Se amate i crostacei, questo è il luogo giusto per voi. I crostacei sono uno dei simboli della città e vengono offerti ai partecipanti sia cotti che crudi. San Patrizio e le sue strampalate feste

San Patrizio e le sue strampalate feste.

Credits: Pixabay

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La Giornata mondiale del sonno arriva il 15 marzo.

Una funzione fondamentale ma che molti italiani non passano in modo perfetto.

Possono essere tante le cause scatenanti, che fanno passare una notte poco confortante per il nostro riposo. Conoscere alcune delle ragioni può aiutarci ad ottenere un sonno migliore e tonificante. In un film piuttosto celebre una coppia si giura che non andranno mai a letto arrabbiati, o senza aver chiarito i problemi che li dominano. Questo è un punto importantissimo, andare a dormire arrabbiati o con un grosso peso, non aiuta a dormire. La Giornata mondiale del sonno arriva il 15 marzo.

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Mai a letto dopo aver litigato

Litigare col partner è una delle cause legate a notti insonni o movimentate. Riuscire a calmarsi e a fare pace, è un ottimo espediente per riuscire a dormire correttamente. La temperatura ottimale, consigliata, è leggermente fresco nella camera da letto, un buon pigiama aiuta a trovare il confort, che fa sprofondare tra le braccia di Morfeo. La differente valutazione della temperatura è un vero casus bellis, con la parte femminile che preferisce un ambiente molto più caldo. Le lotte sul materasso per accaparrarsi lenzuola e coperte sono ben note a tutti quanti.

Vestirsi troppo uccide l’erotismo e blocca le endorfine

Vestirsi come un palombaro, può servire per ottenere un momentaneo tepore, anche se uccide in modo assoluto la vita sessuale di coppia. Il sesso invece ha la grossa prerogativa di liberare molte endorfine, che stimolano il piacere e il benessere generale. Forse sarebbe più corretto sbarazzarsi di qualcosa che si indossa, e rinnovare il piacere dello stare assieme e addormentarsi dolcemente.

La Giornata mondiale del sonno arriva il 15 marzo

8 ore sono quelle necessarie per un buon riposo ristoratore

Un buon sonno ci aiuta in tutte le attività del giorno. E’ una parte importante della nostra vita, ma tendiamo a trascurarla o a ridurne la durata. Sono pochi gli italiani che dormono 8 ore per notte, si accontentano di 7, e spesso anche di 6 e mezzo. Vengono spesso irretiti dai programmi tv, che fanno passare troppo tempo sul divano. Potremmo conteggiare quelle ore come riposo, ma in realtà sonnecchiare guardando la tv, ha ben altri effetti.

Le luci blu degli schermi tv, pc e cellulari, da evitare

Tutti gli schermi e non solo quelli della tv, hanno una cattiva influenza su di noi. I colori azzurrini/blu dei monitor, dei lap top e dei cellulari sono pericolosi per la salute del nostro sonno. C’è chi arriva a consigliare di spegnere o chiudere laptop e cellulari almeno un’ora prima di andare a dormire per prepararci ad un effettivo ristoro. il sonno infatti va “preparato”, desiderato e accolto.

Cenare entro le 8 di sera

Un altro grosso problema da risolvere è quando cenare. Gli specialisti del sonno consigliano di consumare la cena non oltre le 8. Perciò le cene fuori sono da anticipare o ridurre drasticamente. Anche sgranocchiare biscottini, snack, cioccolatini, popcorn sul divano, dopo la cena è sconsigliassimo, per due buone ragioni. Il metabolismo rallenta e tutte le calorie che assumiamo vengono assimilate e sappiamo dove si depositano, inoltre danno cattiva predisposizione al sonno.

La Giornata mondiale del sonno arriva il 15 marzo

Evitare troppe proteine, grassi, fritti, alcol e caffè

Cosa mangiare e cosa no. Evitare i cibi molto proteici, molto saporiti, i fritti, ed andrebbero molto limitati anche bibite zuccherate, vino, cocktail, superalcolici, caffè. Tanti cibi sappiamo che condizionano la nostra digestione, li conosciamo, ma non sappiamo resistere alle provocazioni. Il rischio è svegliarsi il mattino dopo una notte agitata, magari frequentata da incubi, col desiderio di tornare subito a dormire invece di iniziare la routine quotidiana.

Leggere aiuta a scivolare nel sonno

Leggere fa benissimo, un buon libro ci fa scivolare nel sonno. Se siamo fortunati diventeremo i protagonisti di una nostra personale novella, che avrà preso ispirazione da ciò che abbiamo letto. Anche i giochi enigmistici, come il sudoku aiutano a creare una bolla che allontana pensieri e preoccupazioni, fino all’arrivo dei primi sbadigli. 

Consultare il cellulare fino all’ultimo minuto è da evitare

Evitiamo di consultare anche all’ultimo minuto il cellulare, anzi facciamoci un regalo, giriamolo sul dorso, così anche gli eventuali messaggi in entrata, non ci disturberanno mentre siamo nel dormiveglia, coi loro lampi luminosi. I messaggi e i balletti di tiktok possono aspettare fino al mattino. Dopotutto la cosa più importante sarebbe festeggiare la giornata del sonno ogni notte. La Giornata mondiale del sonno arriva il 15 marzo.

La Giornata mondiale del sonno arriva il 15 marzo

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Abitare, Eventi

Osservato l’accoppiamento tra Megattere

Un evento estremamente raro, mai avvenuto in precedenza, entrambi erano maschi

Le Megattere sono animali molto riservati, le loro attività sessuali non erano mai state riportate, fotografate o filmate sinora. Sono tra i mammiferi più grandi del pianeta e vivono nelle acque del pianeta da milioni di anni. Sono presenti in tutti gli oceani del mondo. Ma di loro non si conoscono molti particolari che i biologi marini vorrebbero approfondire. Osservato l’accoppiamento tra megattere

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Mai visti prima

Per il loro grande volume non passano inosservate, eppure ciò che riguarda i rituali di accoppiamento e l’azione stessa sono in buona parte misteriosi. Alcuni scienziati e biologi marini vorrebbero chiarire questo mistero ma la vita erotica dei giganti del mare era sinora rimasta completamente nascosta.

Un colpo fortunato di due fotografi alla Hawaii

Queste due enorme balene sono state avvistate al largo dell’isola di Maui alle Hawaii. I fortunati fotografi Lyle Krannichfeld e Brandi Romano non credevano ai loro occhi ,quando hanno potuto osservare l’evento. Le posizioni assunte dai due cetacei non erano mai state osservate in precedenza, ma erano inequivocabili. Però entrambe le balene erano maschi.

Omosessualità rilevata in moltissime specie

La rivista Nature ha studiato l’attività omosessuale di moltissime specie, ne ha rilevato almeno 1.500. Resta il dubbio che il numero sia decisamente sottostimato, perché i biologi non pongono particolare attenzione a questo comportamento. Di solito lo notano solo se è molto differenziato dai rituali consueti. Semplicemente accade, non c’è niente di buono, non c’è niente di male nell’omosessualità, è un comportamento naturale. Lo fanno in molti: i delfini, i bisonti, le libellule, i trichechi, le scimmie bonobo, i leoni, molti uccelli, i pinguini, ecc.

Osservato l’accoppiamento tra Megattere

Moltissima curiosità per l’evento mai fotografato in precedenza

Le due balene di età diverse (30 e 13 anni) nuotavano assieme, la balena più anziana si avvicinava alla più giovane da dietro e la tratteneva con le pinne, inserendo il suo pene nella fessura della sacca che contiene il pene retrattile, dell’altra. La notizia delle due megateri maschio impegnate in attività sessuali ha rapidamente fatto il giro del mondo.

Nessuna teoria svela la realtà

L’interpretazione di questo atto sessuale ha sviluppato molte teorie, nessuna delle quali è definitiva. Nei delfini i rapporti omosessuali oltre che per il piacere, sono utilizzati per rinsaldare i rapporti all’interno del gruppo. Questa potrebbe essere una delle possibilità, ma in altri casi servono per far ridurre le tensioni. In questo sono maestri i bonobo per i quali il sesso è la soluzione ideale per risolvere ogni problema. Di qualunque tipo esso sia, anche con i consanguinei, e senza limiti d’età.

Una Megattera era ferita alla mascella

La balena più giovane aveva problemi alla mascella inferiore, forse colpita da una nave, era più debole, e la più anziana potrebbe aver approfittato della situazione, ma potrebbe anche essere una forma di protezione. Era la stagione degli amori e i livelli ormonali potevano essere molto elevati, tali da far attivare il bisogno di copulare. Toppe variabili che i biologi marini e gli oceanografi vorrebbero studiare meglio. Sempre che altre megattere accetteranno di farsi scovare, mentre svolgono le loro attività più intime. Osservato l’accoppiamento tra megattere

Osservato l’accoppiamento tra Megattere