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Abitare, Eventi, Viaggi

8.000 volontari per trainare un castello

Succede in Giappone. Per restaurare un antico castello migliaia di persone offrono la loro disponibilità

E’ il corpo principale (mastio) di uno dei 12 castelli ancora esistenti in Giappone dell’epoca feudale. Costruito nel 1611 venne colpito da un fulmine che lo incendiò. Venne ricostruito nel 1810 ed è uno dei vanti della regione di Hirosaki. Nel suo parco si svolge un importante festival della fioritura dei ciliegi, ogni mese di marzo. 8.000 volontari per trainare un castello.

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Colpito da un fulmine e un terremoto

Il castello aveva subito danni a causa di un terremoto, che ne aveva messo in pericolo uno dei muri perimetrali. Per poterlo restaurare era necessario spostarlo dalla sede originale, perciò nel 2015 era stato trasportato a circa 75 metri di distanza dalla sede originaria.

Riportarlo nella sede originaria

Ora che il restauro murario è stato completato, occorre riportare il castello nella sua sede, ma non tutta l’operazione può essere effettuata su carrelli. Il ritorno in sede può essere effettuato a braccia e per questo servono tanti volontari. Per completare l’impresa, si sono offerti volontari ben 8.000 persone, non solo dal Giappone ma da tutto il mondo. Di questi 8.000 sono stati sorteggiati, tramite lotteria, 1.800 volontari disposti a trainare le 400 tonnellate del castello.

Il percorso a braccia è breve, ma molto pesante

Il percorso è breve ed i volontari devono portare a termine un movimento di circa 5 metri, poi interverranno i rulli meccanici. Nei primi tre giorni il mastro è stato spostato di quasi 3 metri. I gruppi di circa 80 persone, si sono alternate a trainare il castello con lunghe corde di circa 30 metri, dandosi il cambio dopo ogni sessione.

Riaprirà solo nel 2033

Il castello dell’epoca feudale, ancora esistente in Giappone, è l’unico rimasto nella regione del Tohoku. Saranno necessari ancora alcuni lavori di restauro dopo la ricollocazione. Il castello verrà coperto durante tutta questa fase dei lavori e ci sarà da aspettare fino al 2033 perché venga riaperto ai visitatori del parco. 8.000 volontari per trainare un castello

Benessere, Enogastronomia

La crisi delle patatine fritte

Les Frites, i bastoncini di patata fritte sono in pericolo.

Un titolo che fa sorridere vista la disponibilità del prodotto in così tante varianti e la diffusione legata alle centinaia di migliaia di fast food che ce le offrono. Però c’è una reale difficoltà d’approvvigionamento in quello che è il paese simbolo delle patatine il Belgio. E’ un problema legato al clima, che quest’anno ha fatto crescere poco le patate. La crisi delle patatine fritte

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Le dimensioni contano 

Le dimensioni in questo caso contano. Le patate non sono grandi a sufficienza per essere trasformate in patatine fritte, quelle che gli americani si ostinano a chiamare “french fries” anche se vengon quasi tutte dal Belgio. Il raccolto è scarso, raggiunge le dimensioni delle patate novelle, non quelle giganti abituali. Sono circa un quarto del volume abituale e la causa sta nel terreno troppo secco.

Allungate e grandi

Le patate ideali per essere fritte sono quelle allungate e grandi, quelle di formato tondeggiante e piccole sono più difficili da lavorare e non soddisfano il lato estetico dei consumatori. La Primavera molto piovosa ha dilavato i nutrienti del terreno e le patate non sono riuscite a germogliare correttamente e la successiva estate senza precipitazioni ha bloccato la crescita dei tuberi.

La crisi delle patatine fritte

Aumento dei costi probabile

A parte il valore estetico di patate troppo piccole e poco “pesanti” c’è da valutare anche un probabile aumento del costo delle patate. L’economia belga si basa anche sul consumo delle patatine fritte, di cui è il maggior esportatore. L’industria che si occupa di trasformare la patate nei pratici stick ne lavora sei milioni di tonnellate all’anno. Di questa enorme produzione il 90% viene surgelato e spedito in tutto il mondo

Sopperiscono le scorte

Fortunatamente, lo scorso anno la produzione era stata eccezionale e quindi erano rimaste patate in scorta. Però se l’anno prossimo sarà un altro anno siccitoso il rischio è di non riuscire a soddisfare tutte le richieste, con conseguente aumento del prezzo.La preoccupazione per un probabile aumento dei prezzi viene sottolineata anche dall’associazione che raggruppa le friggitorie belghe. Sono 4.500 quelle che friggono i loro stick di patate in Belgio e vorrebbero continuare a farlo senza incrementi di prezzo. La crisi delle patatine fritte

La crisi delle patatine fritte
Abitare, Benessere, Enogastronomia

Agrigelaterie dalla mucca al cono

Il buon gelato a km zero non è un sogno.

Il gelato è un protagonista indiscusso delle nostre estati, e lo diventa maggiormente se è “speciale”. Se ne sono accorte molte aziende agricole che hanno saputo rendere appetibile e riconoscibile il loro prodotto. Gli elementi base sono quasi tutti presenti in azienda, a partire dal latte dalla panna e dalla ricotta, che può essere vaccino, caprino, ovino o di asina. Agrigelaterie dalla mucca al cono

la stagione più abbondante per la frutta

La frutta è presente nella stagione più abbondante e bastano minime trasformazioni per renderla eccellente in ogni cono o coppetta. Ogni azienda ha potuto sperimentare a seconda dei gusti a disposizione, proprie ricette, create con frutta particolare, di nicchia, introvabile nella grande distribuzione. Questo arricchimento ha fatto la fortuna delle agrigelaterie

Agrigelaterie dalla mucca al cono

Km zero e stagionalità garantite

Dal produttore direttamente al consumatore, a km zero e con la consapevolezza che le materie prime sono assolutamente qualitative e legate alla reale stagionalità. Di questa completezza del gusto del gelato si sono accorte anche le gelaterie artigianali tradizionali, che acquistano dalle aziende locali, per essere certi di produrre gelati che sappiano soddisfare anche i clienti pi esigenti.

Materie prime di assoluto valore e da filiere certificate

Le agrigelaterie hanno dalla loro la possibilità di sperimentare lavorando le loro materie prime e le specialità del territorio. Creano ricette particolari che miscelano gusti inusuali, che vanno dal miele all’olio alle patate dolci, passando per tutti i frutti secchi mediterranei, come pistacchi e mandorle passando per i fichi caramellati, limoni cedri e agrumi rari, per non parlare dell’olio d’oliva che regala particolare cremosi al gelato.

Un business interessante che interessa le filiere agricole

L’interesse dei consumatori è sulla localizzazione e sui gusti innovativi. La freschezza del gelato e la gamma di gusti offerti fanno il resto. Le agrigelaterie sono un ottimo business per le aziende che possono intraprendere questa attività. Una opportunità di mettere in primo piano la propria produzione, esaltando la freschezza e la vicinanza al luogo, mettendo in rilievo la coltivazione locale, grazie alla vendita diretta. Agrigelaterie dalla mucca al cono

Agrigelaterie dalla mucca al cono
Abitare, Benessere

Il caldo stravolge gli insetti

Cicale zittite dal troppo calore

Ci avete fatto caso anche voi? Le cicale che fino ad un mese fa facevano più rumore di un concerto dei Metallica allo stadio, non si sentono più? Già finito il loro ciclo vitale? Hanno scopato come cicale e son tornate sottoterra? Gli entomologi dicono che è normale, le cicale ad agosto si zittiscono, anche nei centri abitati. Il caldo stravolge gli insetti

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Colonna sonora anche in città

Il loro frinire così consueto in campagna era diventato la colonna sonora anche in città. Il loro sfregamento delle ali aveva raggiunto soglie sonore inusuali, ed ora tutte zitte. Sono i maschi che entrano in competizione tra loro, a provocare questo frastuono, che non termina al calar del sole, ma prosegue anche per la notte. Già hanno problemi piuttosto seri le cicale, hanno un fungo parassita che li attacca e che li fa diventare assetati di sesso, tanto che si consumano letteralmente d’amore.

Il caldo stravolge gli insetti

Api costrette a fare da condizionatori

Non se la passano meglio le api, tormentate dal calore che rende i loro alveari delle saune, costrette a turni supplementari di svolazzamento per mantenere le temperatura decente, e non perdere tutto lo sforzo della regina di incrementare l’alveare. Sono da qualche anno alle prese con vespe orientali che sono dei veri killer, si appostano alle imboccature delle arnie e fan man bassa di operaie. Per combatterle le api formano una palla, circondano la vespa e la soffocano, ma ogni volta sono ingenti le perdite per ogni vespa uccisa. A rimetterci è ovviamente il miele, ne viene prodotto sempre meno e ne entra sempre più da altri paesi.

Le zanzare tigre a qualsiasi ora

E’ cominciata la stagione più intensa per le zanzare tigri, maledette da tutti, ma loro se ne fregano. Pungono e succhiano a spron battuto ed è complicato non trovarsene qualcuna addosso. Le combattiamo con spray, creme, zampironi e altri prodotti chimici che sarebbe meglio evitare, ma la pelle a pois di bolle e ponfi, non la vogliamo avere, se possibile.

Il caldo stravolge gli insetti

Farfalle in trasferta

Calano vistosamente le farfalle, ce ne sono sempre meno, ricordiamoci cha anche loro sono insetti impollinatori. Ma cosa possono impollinare se mancano i fiori? I nostri prati o troppo rasati o troppi incolti, sono secchi. Non piove dalle guerre puniche e tutto è bruciato. L’acqua scarseggia ed è meglio tenerla per gli usi più necessari e non per annaffiare. Per fortuna le farfalle, anche se con difficoltà, hanno capito che certi ambienti non fanno per loro, e stanno migrando. Vanno in altura, dove qualche fiore ancora lo trovano. 

A compensare arrivano le cavallette

C’è chi ha notato un aumento delle cavallette. Si quelle citate da Joliet Blues (Blues Brothers). E come ogni buona disgrazie non fanno mancare la loro presenza, in momenti difficili. La loro presenza costringe a campagne mirate per eliminare la loro deposizione delle uova, una ulteriore azione da parte degli agricoltori, che avrebbero già molte, troppe incombenze, per mandare avanti le aziende.

Il caldo stravolge gli insetti

Arrivano anche le mantidi religiose

In molti si sono accorti della presenza di mantidi religiose, sia grandi che piccole. Le più grandi volano meglio e raggiungono i terrazzi, e i piani superiori, non sono più una rarità, ma una realtà consolidata. Sono invece sparite le coccinelle, gialle. arancio o rosse, coi loro bei puntini sono andate tutte a caccia di afidi. Ma torneranno all’inizio dell’inverno, entreranno a svernare, al calduccio. Sono attirate dai profumi, soprattutto dalla lavanda. Di solito si appostano nelle finestre e guardano fuori in attesa che torni la primavera. Non danneggiano nulla e portano allegria, qualcuno insiste che siano dei portafortuna. Voi lasciatele fare. Il caldo stravolge gli insetti

Il caldo stravolge gli insetti
Abitare, Benessere, Enogastronomia

Chiarezza in etichetta

Il 91% degli italiani chiede l’origine di tutti i cibi

La stragrande maggioranza dei consumatori italiani (91%) vuole conoscere lorigine degli alimenti che porta in tavola ogni giorno. Sono dati Censis, usciti in occasione delle giornate dedicate  alla sicurezza alimentare. Cresce in modo esponenziale la richiesta di chiarezza in etichetta. Un bisogno legato agli aspetti salutari e che vuole interrompere il cattivo uso delle informazioni sui prodotti. Chiarezza in etichetta

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Trasparenza, localizzazione e procedimenti nel settore alimentare

Sono richieste semplici ma che possono veramente modificare l’approccio ad una alimentazione che rifiuta i prodotti troppo processati. Gli italiani vogliono comprendere se ciò che portano in tavole corrisponde a ciò che gli viene narrato, anche con il supporto della pubblicità. Gli ingredienti e come vengono manipolati, sono alla base delle scelte dei nostri connazionali. 

Chiarezza in etichetta

Filiere sempre più elemento essenziale.

Gli italiani si rifiutano di consumare cibi “ignoti” di cui non conoscono nulla, e si legano alle filiere più trasparenti, che immettono in etichetta i corretti valori e le lavorazioni che i cibi hanno subito. C’è molta curiosità anche per dove i cibi vengono prodotti, quali sono gli areali di produzione. Sta diventando importante nella scelta dei consumatori anche la “provenienza etica” nel senso di rispetto dei lavoratori o degli animali coinvolti.

La consapevolezza aiuta a scegliere

La trasparenza in etichetta dovrebbe diventare un must per tutte le aziende che possono in questo modo veramente differenziarsi dai loro competitor. La situazione è migliorata nel tempo, ma ci sono anche settori merceologici che non hanno ottenuto una completa trasparenza. L’origine di alcuni ingredienti ad esempio è un fattore rilevante

Chiarezza in etichetta

Troppe scorciatoie per alcuni ingredienti l’uso dei pesticidi

Ingredienti provenienti da paesi in cui l’agricoltura è praticata con metodi moderni, ma che consentono l’uso di pesticidi proibiti in Europa, condanna a nascondere in etichetta la reale provenienza. Questo non dovrebbe più succedere, o dovrebbe essere segnalato con un alert, in modo che i consumatori possano autonomamente decidere se acquistare o meno.

Anche gli USA utilizzano elementi nocivi per la salute

Anche gli USA sono coinvolti in questa battaglia economica. La loro legislazione consente di utilizzare prodotti, pesticidi, integratori, che la legislazione EU ha messo al bando da anni. Purtroppo le dogane internazionali non riescono sempre a filtrare e bloccare questi ingredienti e alimenti contaminati. Esistono anche scappatoie commerciali che permettono di modificare l’ultimo passaggio degli ingredienti. Per questo rischiamo di portare in tavola cibi che possono essere molto dannosi per la nostra salute. Chiarezza in etichetta

Chiarezza in etichetta
Abitare, Benessere, Enogastronomia

Troppo caldo bisogno di leggerezza

Alla ricerca di piatti freschi e digeribili

In una estate che si annuncia come la più calda da quando esistono le misurazioni climatiche c’è bisogno di cibi leggeri, decisamente estivi. Cosa scelgono gli italiani per mantenersi idratati, nutrirsi e senza problemi digestivi che potrebbero condizionare le notti insonni? Troppo caldo bisogno di leggerezza

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Una classifica ben delineata

Dai dati pubblicati da Coop Alleanza che ha preso a termine di paragone i servizi di spesa on line, c’è una classifica ben definita. Sono poche le sorprese, ma anche queste, sono un indicatore del progressivo cambiamento delle abitudini alimentari, dei nostri connazionali.

Troppo caldo bisogno di leggerezza

Caprese incontrastata regina

E’, come era immaginabile, il trionfo della caprese, profumata di basilico, velocissima da preparare, con pochissimi ingredienti base, pomodori, mozzarella, sale pepe e olio d’oliva. La caprese è riuscita nell’impresa di scalzare il piatto estivo per eccellenza, ovvero l’insalata di riso, che è affiancata dalle insalate di pollo.

Mangia e bevi ricchissimi

In molti rinunciano ad un vero pasto per raggiungere un agognata frescura, e si dedicano a confortevoli mangia e bevi, in cui gelato e frutta spezzettata convivono abilmente. Graditissimo un frutto di origine tropicale, ma ormai comune anche sulle nostre tavole, ovvero l’avocado, spesso accompagnato da pesce per ricreare poke home made. 

Troppo caldo bisogno di leggerezza

Insalate di mare con un poco di limone

Il pesce è protagonista anche delle insalate di mare, gusti leggeri appena marinate con un poco di limone e molte varietà di pesce, polipi, gamberetti, granchio.. un atro super-classico che perde qualche posizione in classifica, ma resta un must, è l’accoppiata prosciutto e melone a cui si aggrega la bresaola, più o meno condita, con parmigiano a scaglie e rucola.

Troppo caldo bisogno di leggerezza

Insalate di farro lenticchie orzo e ceci

Una buone performance l’ottengono anche le insalate fredde di farro, lenticchie ceci e orzo. Piatti che piacciono molto a chi ama masticare qualcosa di leggero ma consistente. Condite con un poco di limone così come si prepara una specialità trentina ovvero la carne salada, un piatto che è entrato tra i favoriti di questa estate, e che ha scalzato le friselle e il cous cous. Sapori mediterranei per eccellenza, che però segnano il passo.

Tra tradizione e novità

Piatti estivi più scelti tra tradizione e voglia d’innovare. Sono decisamente in calo le insalate di pasta, anche se qualcuno considera la parmigiane di melanzane o il timballo di maccheroni, come piatti indispensabili per chi si reca in spiaggia, e non vuole staccare per il pranzo. Troppo caldo bisogno di leggerezza

Troppo caldo bisogno di leggerezza
Benessere, Enogastronomia, Eventi

Che estate esagerata

Alla ricerca della follia, dell’esperienza unica, della contaminazione, qualsiasi cosa che scateni la curiosità, meglio se non costa un occhio, visti i tempi. Tutto serve per fare esperienza unica, molto scenografica, instagrammabile e da raccontare agli amici. Che estate esagerata

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Spettacolarizzare

Cene spettacolo, dove non si comprende dove passa il confine tra puro divertimento, esperienza degustativa, o semplice sberleffo alle proprie papille gustative, prigioniere di giochi gourmet e scherzi gastronomici destinati a stimolare la curiosità dei commensali.

Freakfood per sorprendere

Se sentite parlare di freakfood, non spaventatevi non sono tornati i Beatnick cari a Grumb e alle esperienze hippie californiane. E’ il modo per definire una cucina fatta per sorprendere, dove l’esagerazione è il tema principale, dove i gusti e le ricette si contaminano in modi veramente inusuali. Dove le porzioni sono pensate per dinosauri e non per umani. Dolce, salato e piccante si sovrappongono per stimolare la salivazione o solo per bruciarvi la gola e lasciarvi sbigottiti?

Credits:Luigi_Carnevali_AI_generated

Burgher a 10 piani

Le burgherie a partire dalla famosa M, preparano panini a dieci piani, così ricchi che pensare di poterli mangiare con le mani è letteralmente impossibile. Traboccano di condimenti, farciture, e piani su piani di carni grigliate, formaggi e raramente qualche verdura. Sono golosità che confinano con l’impossibilità di essere consumati. Scatenano il desiderio, mentre si pensa a come caspita si potrà addentare un simile panino.

Trasgredire e condividere in rete

Estate esagerata anche nel trasgredire le ricette, mettendo in comunicazione dolce e salato o dolce e piccante. Ogni contaminazione vale, purché sia inusuale ed esperienziale, innovativo, fuori dagli schemi e sia scenografico. Degno di essere fotografato, magari con le espressioni stupite dei commensali, alla prova di assaggio di fronte agli insoliti accoppiamenti. Tutto ovviamente fotografatile e condivisibile in rete, per una estate fuori misura.

Che estate esagerata
Credits:Pixabay_Pavelpasha

Sushi di strada

Il sushi mantiene alto il suo appeal con una trasformazione che lo rende facilmente trasportabile. Servito in confezioni push-up (Sushi Push Pops) per essere consumato facilmente come cibo di strada. Ricordate i gelati con il bastoncino da spingere verso l’alto? Il principio è lo stesso, ma invece di panna e cioccolato, troverete al suo posto involtini di riso e pesce crudo o cotto.

Gelati enormi con cento topping

Lo stesso accade anche per i gelati. Dimensioni giganti e arricchimenti con topping di ogni tipo. Frutta, panna, cioccolato, marmellate, gelatine, zuccherini, biscotti, ma c’è chi osa di più coi caramelli salati o direttamente coi gusti salati e piccanti. Al cliente la possibilità di scegliere quanti e quali topping mixare per un effetto decisamente coreografico. A quando il gelato arricchito con topping al peperoncino e ‘nduja?

Che estate esagerata
Credits:Luigi_Carnevali_AI_Generated

Gelato e cocktail

Il gelato viene anche interpretato in chiave alcolica, mixando bevande colorate ad alto tasso alcolico, o aggiungendo frutti di bosco sotto spirito. In modo da alimentare un diverso modo di assaporare il fresco del gelato con il “bollente” degli spiriti. Alcuni barman si sono già esibiti in cocktail con gelati decisamente molto spiritosi.

Molti preferiscono il tradizionale

Non tutti però abboccano alle provocazioni, almeno metà degli italiani, desidera coltivare i metodi tradizionali di alimentarsi. Sono magari, più interessati alle esperienze che permettono di conoscere le specialità delle località scelte per le vacanze. Un turismo meno pronto alla novità, specie se estreme, e attento alla localizzazione.

Sopravviverà questa tendenza?

Stupisce l’alto interesse per le esperienze extra, per gli eccessi, per le sfide ala propria sensibilità orale. Portate pantagrueliche con ingredienti inusuali e voglia di trasgredire rispetto alla cucina tradizionale e meglio conosciuta. Alcune di queste ricette forse potranno essere riproposte nelle prossime stagioni, cercheremo d monitorare il fenomeno per tenervi informati in proposito. Che estate esagerata

Che estate esagerata
Credits:Luigi_Carnevali-AI_Generated
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Non erano tutti tascabili

Impronte nel fango

I nostri antenati che migrarono dall’Africa erano più alti di quanto immaginato

Si sono diffusi in tutto il globo, camminando. Per questo è importante capire quanto fossero lunghe le loro gambe. Non erano tutti compatti e brevilinei come i pigmei. In Kenia sono state trovate antiche impronte fossili che cambiano molte delle supposizioni precedenti. Erano più grandi, non parliamo di tutsi alti due metri, ma sicuramente molto più sviluppati degli ominidi studiati sinora, che raggiungevano il metro e venti d’altezza o poco più. Non erano tutti tascabili

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Impronte nel fango di un lago

Le impronte fossilizzate di circa 1,4 milioni di anni fa, ritrovate in Kenia, testimoniano la presenza di alcuni antenati. Forse una piccola tribù che ha lasciato impronte sul terreno. Era un terreno limoso, forse la parte bassa di un fiume, o di un lago, che ha conservato bene le impronte di ominidi, ippopotami e uccelli. Le impronte impresse nel fango, testimoniano che le dimensioni del corpo e il peso dei soggetti, erano superiori a quelli previsti. L’ipotesi era che non superassero di molto  il metro d’altezza, ma queste impronte suggeriscono che arrivassero al metro e cinquanta d’altezza.

Passi più lunghi ma anche più cibo necessario 

Gli scienziati indagano sulla scoperta, perché rivoluzionerebbe molte delle teoria sviluppate sinora, a propositi dei primi abitanti della terra. Se venissero confermati, questi dati getterebbero nuova luce sui nostri antenati. Dimensioni maggiori e una trentina di centimetri più alti, significano passi più lunghi, maggiore facilità negli spostamenti, ma anche maggior fabbisogno proteico. Più cibo e necessità di movimento per rintracciarlo e procurarlo.

Piccole veloci tribù

Erano piccole tribù in grado di spostarsi velocemente e di cacciare, con molte più probabilità di successo. Questa è la teoria evolutiva a cui stanno la vorando gli studiosi, che devono accontentarsi delle impronte, in quando non esiste uno scheletro che possa confermare le dimensioni di questi ominidi. Resta ancora il dubbio che potrebbero essere Herectus, ma anche Paranthropus. Due rami distinti dell’evoluzione degli ominidi. Gli studiosi continuano a cercare conferme. Non erano tutti tascabili

Non erano tutti tascabili
Benessere, Enogastronomia

Gelati a coppe no a fiumi

Per gli eterni golosi di dolcezza arriva una soluzione interessante

Il gelato all-you-can-eat sta contagiando l’Europa. Ci sono gelaterie che offrono la possibilità di abbuffarsi di gelato ad un prezzo prefissato, facendo refill di dolce freschezza ogni volta che si vuole. Coni, coppette, piattini, vaschette o maritozzi ad accogliere tutto il gelato che pensate di poter consumare. Pancia mia fatti capanna! L’esperienza di molti All-you-can-eat passa da molta quantità e dubbia qualità, ma nel caso delle gelaterie il pericolo sembra scongiurato. Gelati a coppe no a fiumi.

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Joho a Berlino

In Germania esiste a Berlino, Joho, una gelateria che offre gelato a volontà. Il loro prodotto è il tipo morbido, tantissimo gelato ma non offre la possibilità di cambiare gusto. Segue la stagionalità, ma dovrete accontentarvi di un solo gusto alla volta. A rotazione potreste trovare vaniglia, cioccolato, mango, fragola, nocciola, yogurt

Gelati a coppe no a fiumi Credits:Pixabay_Roonznl

Una enorme quantità di toppings

Joho offre una vastissima scelta di topping, dolci, salati, salsine, marmellate, frutta fresca, caramello, per personalizzare il gelato. Starà a voi organizzare i gusti che vi attirano di più per assemblare il gelato desiderato. Gli innumerevoli topping ricordano l’esperienza di alcuni gelati asiatici, come il Kakigori giapponese (ed hawaiano) di generosissime dimensioni e con molta varietà di sapori e condimenti a completamento. Prezzi tra 4,50 e 8 euro.

Enrietto in Piemonte

In Italia potete soddisfare il vostro appetito per il gusto dolce in Piemonte. La gelateria Enrietto-il latte a gelato ha due sedi in Italia ed una a Valencia (Spagna). Vi offre la possibilità di saziarvi di gelato. Il costo è di 12€ per una vaschetta/piattino della loro specialità: il fiordilatte. Avete diritto ad avere altro gelato senza limiti. Il loro gelato ha pochissimi ingredienti latte, zucchero di canna e miele. Però potete avere topping davvero particolari ed artigianali, dai classici cioccolato, frutta fresca, marmellate, creme di frutta o potete avere anche zabaione caldo e caramello salato.

Gelati a coppe no a fiumi
Credits:Pixabay_Goomba478

Morbido e dolce

Enrietto esiste dal 1959 ed è decisamente famoso, non solo ad Alba e Rivarolo Canavese. La scelta di offrire gelato illimitato non è sempre presente, si tratta di una esperienza che è possibile vivere solo di tanto in tanto. Vale la pena tentare di muoversi fino là se avete il dentino dolce. Il gelato di Enrietto é morbido e sofficissimo, se lo lasciate sciogliere ritornerà ad essere il latte originario. 

Arriveranno le catene organizzate?

Non esistono ancora catene organizzate (come i ristoranti cinesi All-you-can-eat), ma forse qualcuno ci sta pensando. Il gelato è decisamente un alimento che caratterizza l’Italia. I turisti fanno file interminabili per accedere alle gelateria più famose. I nostri concittadini più golosi e insaziabili, vorrebbero sicuramente poter leccare cento gusti, in un locale vicino a casa, a prezzo fisso. Gelati a coppe no a fiumi

Gelati a coppe no a fiumi
credits:Pixabay_royburi_soft_ice-Cream
Abitare, Benessere, Eventi

Carovita sanità e sicurezza preoccupano gli italiani

Partono per le ferie ma col freno a mano tirato sulle spese

I nostri connazionali in partenza per le meritate ferie, sono assediati da tre grandi preoccupazioni, il rincaro dei prezzi (carovita), salute pubblica e sicurezza. L’aumento dei prezzi e la conseguente inflazione continua a rappresentare il maggior fattore di disagio e preoccupazione. La popolazione italiana, si arrovella sulle possibili soluzioni del problema. Si manifesta in modo rilevante anche sulla scelta del tipo di vacanze per quest’estate. Carovita sanità e sicurezza preoccupano gli italiani

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Vacanze spezzatino

Agosto resta il mese principale, ma le vacanze medio-lunghe (scordatevi 3 settimane consecutive) vengono accantonate. La tendenza è a ridurre i periodi a brevi esperienze, magari due o tre vacanzine. Solo pochi giorni, con molta attenzione allo spendere. Magari una delle brevi vacanze viene vissuta presso amici o parenti, cercando di ridurre ulteriormente l’esborso familiare.

Carovita sanità e sicurezza preoccupano gli italiani

Sanità preoccupante

Mentre cercano di risparmiare un poco gli italiani continuano a pensare alla sanità come un elemento indigesto. Il timore che venga sacrificata, a discapito di altre scelte governative, rende imbarazzante per molti, immaginare che vi possano essere scelte alternative. La difficoltà di accedere ai servizi sanitari è palese. Sono pochissime le famiglie che possono sentirsi sicure di avere standard sanitari efficienti. Bastano le liste di attesa per le visite specialistiche, per far crollare la fiducia nel sistema.

Sicurezza in primo piano

Altro tema che preoccupa è la sicurezza. Nonostante i dati ufficiali certifichino che l’Italia è uno dei paesi meno violenti, la spinta che viene dai mezzi d’informazione, va in direzione opposta. Ogni caso viene gonfiato ad arte. E’ evidente che il tema sarà alla base delle prossime campagne elettorali, ogni partito, soprattutto a destra  impone un suo cappello sul tema, per risultare attrattivo ed ottenere più voti, su un tema che viene continumente distorto.

Carovita sanità e sicurezza preoccupano gli italiani

Polemiche e montature

Ogni caso diventa soggetto di polemiche per attaccare questa o quella organizzazione a cui viene delegata la sicurezza, la polizia, la magistratura o i tribunali. I quotidiani ingigantiscono le notizie, le fanno sviluppare fino al deflagramento. Se non ci sono emergenze soffiano sul fuoco della polemica, aggiungendo dettagli, mentre dovrebbe essere solo la magistratura a svolgere il suo compito e non i giudici da tastiera o da schermo tv

Televisione in cerca di share

La tv per ottenere alti share di ascolto, cavalca ogni caso con programmi di approfondimento. Dovrebbero cercare di smorzare l’attenzione morbosa ed invece l’attizzano a dismisura, istigando il pubblico a prendere una posizione, anche se sono completamente a digiuno di giurisprudenza. Guelfi e ghibellini chiamati ad esprimersi anche su un’unghia incarnita.

Due campi con preoccupazioni molto diverse

Ovviamente a seconda del campo politico le preoccupazioni variano molto. Nel campo del centrodestra, criminalità, integrazione (remigrazione), sanità vengono nell’ordine. Nel campo opposto sono prima la sanità, poi il carovita ed infine la sicurezza gli argomenti che preoccupano maggiormente.  A sinistra rimane molto alta l’attenzione ai temi climatici e all’emigrazione giovanile, che invece, non preoccupano l’elettorato di centro destra. Carovita sanità e sicurezza preoccupano gli italiani

Carovita sanità e sicurezza preoccupano gli italiani